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Marina Tana: “Insegno alle donne a viaggiare da sole”

Ingegnere elettronico, Marina Tana è diventata Travel Mentoring dopo un viaggio in Amazzonia

Mer 28 Apr 2021 | di Susanna Paparatti | Attualità
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Visitando il blog intitolato “Lo Spazio di Marina. Viaggi nel mondo e nella mente“ capisci subito che la sua passione verso genti e luoghi lontani inizia sin dalla preparazione degli  itinerari in città e Paesi diversi - sino ad oggi oltre 40 -  che studia attentamente per meglio viverli una volta sul posto, cercando di pianificare i dettagli per intraprendere in sicurezza i viaggi che fa e consiglia, rigorosamente da sola. 

Marina Tana, classe 1979, in realtà è un ingegnere elettronico che ad oggi si divide fra il lavoro per il quale ha studiato - che comunque la fa viaggiare - e quello di Travel Mentoring che porta avanti proprio sul blog, dove trasferisce sensazioni, suggerisce libri a tema, descrizioni di viaggi fatti, foto e progetti e, ovviamente, spiegando alle donne che si rivolgono a lei, incuriosite o già decise a sperimentare e sperimentarsi, cosa significa viaggiare da sole.

«La prima esperienza del genere è stata casuale: era il 2014 e dovevo partire per un breve viaggio in Israele tra Gerusalemme e Tel Aviv con il mio compagno, che all'ultimo si è tirato indietro per problemi di lavoro, ma mi ha incoraggiato a partire lo stesso. è stato meraviglioso, ho scoperto un modo di viaggiare che posso ritmare e modellare sulle mie esigenze e desideri, posso entrare in contatto più da vicino con i luoghi e le persone locali. Spesso le donne che vorrebbero partire da sole mi chiedono “E poi cosa faccio lì da sola?”. E io rispondo: “Impari a desiderare!”». 

Il lavoro di Travel Mentoring Marina lo porta avanti sin dalla scelta della meta, cercando di comprendere che tipo di esperienza si vuole vivere: insegna come cercare alloggi in base alle personali esigenze e, ovviamente, in relazione alle disponibilità che offre ogni specifica destinazione. Insegna a delineare gli itinerari, cercare informazioni e trasporti, a scandire il ritmo dei propri tempi, a gestire il personale budget e offre consigli pratici persino su come preparare la valigia. 

«Ancora non sono riuscita a far coincidere vita, lavoro e viaggi per come li ho in mente. Abbino il lavoro di ingegnere elettronico, dipendente di una società multinazionale, che mi ha portato sovente a trasferte stando anche per mesi all'estero, come ad esempio in Kazakistan, a quello della viaggiatrice che deve ritagliarsi spazi con aspettative e ferie. Al momento il blog offre lavoro, ma non è ancora il principale: a tutte le donne che desiderano avvicinarsi ai viaggi in solitaria consiglio di essere indulgenti con se stesse, di mettere bene a fuoco le proprie aspettative. Ciascuno deve cucirsi addosso l'esperienza che più gli corrisponde». 

Il servizio che offre si svolge con sessioni Skype che prevedono telefonate di 50 minuti al massimo suddivise da 1 a 4 sezioni in funzione  della tipologia e durata del viaggio. Nella fase finale è previsto un riepilogo e, ovviamente vista la sua competenza, i suggerimenti del caso che molto spesso iniziano sin dal primo contatto, principalmente per lavorare sulle paure e sfatare i pregiudizi che girano attorno ai viaggi femminili in solitaria. Studiosa di filosofia, è autrice dei racconti di viaggio che appunta fra le pagine del suo blog, accompagnati dalle foto realizzate nei molti luoghi visitati. Un filo logico quello con le immagini che l’ha portata a frequentare un laboratorio di fotografia con Sara Lando e nel 2020 ad esporre i suoi scatti fatti nel 2017 durante l'attraversamento dell'Amazzonia dall'Equador al Brasile, seguendo il percorso dei maggiori fiumi. Un'esperienza umana unica che l'ha portata a vivere all'interno della comunità indigena Waorani di Bameno. Curata da Paola Riccardi, la mostra 'Human Forest' svoltasi presso la Galleria 142 a Milano era all'interno degli eventi in calendario al Photo Festival. Un'esperienza che ha segnato una importante crescita della community: molte donne le hanno chiesto come fosse riuscita a portare avanti un'impresa così difficile. Così Marina Tana ha deciso che un sostegno da Travel Mentoring fosse un buon modo per essere di supporto ad altre donne e trasformare ulteriormente la sua passioni per i viaggi in un lavoro: «Vedere la foresta amazzonica era un sogno che avevo sin da bambina. è stato un progetto che ha richiesto sei mesi di preparazione, ora sto concentrandomi sul prossimo lungo viaggio in Cina, per approfondirne la lingua e alcuni aspetti culturali e sociali della sua contraddittoria contemporaneità. Mi piacerebbe narrare quel Paese attraverso fotografie e testi, anche se amo molto raccontare a voce, quindi mi sto impegnando per trovare mezzi di condivisione alternativi che mi diano la possibilità di interagire direttamente con le persone. è un progetto impegnativo per il quale sono alla ricerca di sponsor, come di nuovi spazi per la mostra 'Human Forest'». 

Fra gli ostacoli principali nel viaggiare in solitaria l'aspetto della sicurezza non è da sottovalutare: è bene seguire accorgimenti che evitino di attirare attenzioni indesiderate con il rischio di trovarsi in situazioni pericolose; in alcuni casi potranno limitare la libertà, ma, se ci si attiene ad una serie di cautele, sostiene Marina, viaggiare da sole non è pericoloso, ma gratificante e un toccasana della nostra autostima.  «Viaggiare da sole non coincide con l'essere sole, anzi possiamo decidere se ritagliarci spazi intimi o buttarci nella mischia. Incontreremo altri viaggiatori e persone locali che avranno piacere a condividere con noi informazioni e consigli o semplicemente fare due chiacchiere davanti a un caffè. Contrariamente a quanto si pensa, è un aprirsi verso il mondo, gli altri e verso sé stessi, non è mai una chiusura».       

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