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Niente batte la vita reale

L’artista israelo-olandese torna con un singolo e un nuovo disco, in attesa di salire sui palchi

Mar 25 Mag 2021 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
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1,4 miliardi di stream, 2 milioni di ascoltatori mensili su Spotify, Top 40 airplay in Italia per 12 mesi interi su 3 singoli (“Numb”, “No Words” e “There Will Be A Way”), oltre 5 milioni di Shazam e oltre 10 milioni di visualizzazioni su YouTube nell'ultimo anno. Sono questi i numeri di Dotan, l’artista rivelazione che è tornato con un nuovo singolo “Mercey” e un album “Satellites”.

Cosa vuole raccontare con il suo ultimo singolo?
«”Mercy” è una canzone sul perdono di sé. Lasciando indietro rimpianti ed errori. Viviamo in un mondo che è piuttosto difficile e ci sono molti giudizi. Vorrei che potessimo lasciarli perdere e accettare che le persone si sentano in grado di crescere e imparare dai propri errori invece di giudicarli».

Quali sono i temi che affronta nelle altre canzoni del nuovo album?
«Le canzoni parlano del mio viaggio personale, trovare l'amore, perdere l'amore e la salute mentale. L'album è come il mio diario personale, dove condivido i miei più profondi segreti e pensieri».

Dove ha registrato il suo ultimo disco “Satellites"?
«In tutto il mondo in realtà. Alcune parti a Los Angeles, altre a Londra, ed altre ancora nella mia camera da letto ad Amsterdam. È un album universale in questo modo, ah!».

Come ha vissuto questo anno di chiusure? 
«Sono stato in studio senza sosta, cercando di lavorare su nuova musica, scrivere canzoni. Essere sul palco, connettermi con le persone attraverso la mia musica è ciò per cui vivo, quindi non essere in grado di farlo è stato decisamente difficile».

È stata un’occasione di crescita personale?
«Assolutamente. C'era così tanto tempo per riflettere: di solito siamo sempre in movimento. Personalmente sono costantemente in tour e in viaggio, quindi non c'è mai davvero tempo per pensare troppo, ma all'improvviso c'era così tanto tempo e ho deciso di cogliere l'occasione per fare davvero un po' di ricerca dell'anima e di istruirmi su argomenti di cui sapevo troppo poco»

Come immagina il ritorno sui palchi? Come la sua prima volta? 
«Penso che sarà veramente speciale. Potrei persino piangere dalla felicità. L'energia si sentirà in modo così sorprendente e non vedo l'ora».

La rete può compensare la mancanza di contatto fisico?
«I social media sono un ottimo modo per rimanere in contatto con le persone e per sentirmi in qualche modo connesso, ma per me niente batte la vita reale. Un locale con migliaia di persone che sentono quell'energia è qualcosa che non troverai mai online».

Come affronta le difficoltà della vita? 
«Scrivo canzoni a riguardo (sorride – ndr)».

Cosa le dà la musica? 
«La musica è tutto per me. È la mia terapia e mi dà voce. Letteralmente e figurativamente parlando. Non sono bravo con le parole quando parlo, ma lascio che la musica parli».

Cosa vuole raccontare di sé?
«Che amo le persone in Italia e che non vedo l'ora di venire e finalmente suonare in qualche concerto!».

Quanto contano le radici?
«In realtà sono più importanti di quanto avessi mai pensato. Essere nato in Israele e crescere in Olanda mi ha dato diverse prospettive di vita e ovviamente diverse culture».

Cosa rappresenta per lei Israele? 
«Un Paese molto speciale dove vive la mia famiglia e dove mi sentirò sempre come a casa».
                                                                     
 


1,4 mln di stream

IL cantautore polistrumentista, nato a Gerusalemme, inizia la sua carriera nei Paesi Bassi, dove ha collezionato dischi di platino e primi posti in classifica: Miglior Artista & Songwriter dell’anno, Miglior Artista Maschile per 3 anni consecutivi in Olanda; disco di platino e tra i 10 Migliori Album olandesi di sempre col suo disco di debutto “7 Layers” (romanticamente scritto, prodotto e registrato nel suo salotto di casa), 4 singoli e 10 dischi d’oro con oltre 100 milioni di streaming globali. Esploso in Italia grazie al successo clamoroso della hit Numb - scritta a Los Angeles con Neil Ormandy (James Arthur, Dean Lewis) e Tim Randolph (Imagine Dragons), a maggio è tornato con un nuovo disco, “Satellites”.

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