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4 ragazze fanno grandi sogni

Quattro amiche durante il primo lockdown hanno creato il primo brand genderless siciliano di borse fatte a mano con tessuti di riciclo. I proventi verranno divisi con un centro antiviolenza

Mar 25 Mag 2021 | di Francesca Favotto | Attualità
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Una donna dopo i 50 anni è finita, le donne non sanno fare squadra, in Sicilia non si può fare impresa, le borse sono un accessorio esclusivamente femminile. Stereotipi abbattuti a Palermo da una realtà artigianale a cui hanno dato vita durante il primo lockdown quattro amiche over 55 (un architetto, una grafica e due operatrici sociali che lavorano nella cooperazione) che si sono decise a riscrivere le loro vite professionali.

Hanno approfittato di un carico di tessuti destinati al macero per ideare una collezione di borse, ma non solo. Il suo nome è Coccadoro e loro sono Anna Barba, Christine Hofmeister, Daniela Graziano e Roberta De Grandi.  

Raccontatemi un po' di voi e qual è il vostro ruolo nel progetto.
«Io, Roberta, sono architetto e designer, versatile e creativa, in azienda sono la capostazione. Christine fa la grafica editoriale, è fantasiosa e ottimista. Lei è la gioiofora. Daniela è un'educatrice, curiosa, eclettica e comunicativa. Lei è la nostra forza motrice. Anna infine ha una lunga esperienza nel coordinamento e nella gestione di progetti, pacata e sorniona. È il nostro baricentro». 

Coccadoro: da dove è nata l'idea? 
«Coccadoro è un progetto creativo a 360 gradi. Produciamo borse, zaini, pochette, cuscini e collane. L'idea parte dal lockdown, momento di crisi per tutti, spartiacque in cui il prima e il dopo si separano e che può dare luogo a una ripartenza positiva. Così è stato per noi. Ci conoscevamo già e abbiamo deciso di mettere in comune le nostre competenze e i nostri valori per creare un brand che li rappresentasse. Così è nato Coccadoro: il nome è stato scelto per assonanza alla Conca d’oro, con cui è chiamata la piana su cui sorge Palermo, per agganciarlo al territorio nel quale è nato e dal quale trae nutrimento. 
La nostre produzioni sono l'evoluzione del progetto creativo iniziato più di 20 anni fa da Roberta, il quale ha delle caratteristiche molto specifiche: unico perché gli oggetti che produciamo non sono seriali; inclusivo perché i nostri prodotti sono genderless; sostenibile perché la produzione a impatto zero è il nostro obiettivo; siciliano perché viviamo e lavoriamo in Sicilia. A tutto questo abbiamo aggiunto il valore condiviso della gioia. Il nostro team lavora sorridendo, con un guizzo di leggerezza. Infine, nel nome Coccadoro è racchiusa anche una coccola per i nostri clienti che vogliamo si sentano seguiti con cura e attenzione durante tutto il processo d'acquisto e non solo. La nostra visione è quella di promuovere gentilezza anche online».

Come nasce un vostro prodotto? 
«I processi di ideazione e prototipazione dei prodotti avvengono all'interno del laboratorio Coccadoro. Io (Roberta - ndr) sono la progettista, affiancata da Daniela e Christine, con cui mi confronto sulle nuove idee. Una volta realizzato il prototipo definitivo del modello, la produzione è affidata alle mani sapienti di artigiani locali, su precise indicazioni di Coccadoro».
I tessuti con cui realizzate i vostri oggetti provengono da un carico destinato al macero.
«È stata una donazione preziosa. Abbiamo ricevuto una consistente quantità di campionature tessili e tirelle da parte di Alice Grassi, la figlia dell'imprenditore Libero, ucciso dalla mafia. Queste campionature, di dimensioni e pezzature varie, non erano più utilizzabili nell'ambito commerciale, in quanto tessuti fuori produzione o invendibili, e quindi destinati a essere distrutti per aver concluso il loro ciclo di vita. Grazie a uno sguardo creativo, essi sono diventati parte fondamentale del nostro packaging e averli salvati dal macero ha contribuito alla riduzione dell'impatto ambientale. Ma anche le altre materie prime usate sono rimanenze di magazzino di aziende che hanno chiuso l'attività o tessuti di fine produzione delle passate collezioni, tutte scelte dalla natura sostenibile».

Donne volitive, ma anche madri: che messaggio vorreste trasmettere ai vostri figli con questo progetto? 
«Vorremmo far capire loro che non ci arrendiamo, che l'unione fa la forza e che la vita si presenta con tante sfumature, ma siamo noi a dare il colore di fondo. Ciò che fa ognuno di noi, cioè la singola azione ponderata e consapevole, fa la differenza. Il futuro è meglio costruircelo da noi attraverso le nostre scelte, la responsabilità che prendiamo verso noi stessi e verso gli altri. E se tutto ciò, come nel nostro caso, si fa con allegria, nessuna crisi, nessun virus potrà fermarci». 

A che Onlus saranno destinati i ricavi di questo progetto?
«Una parte dei ricavi di questo progetto andrà a Le Onde ONLUS, una storica associazione palermitana, che opera dal 1992 con la mission di produrre azioni di sistema e attività specifiche volte al contrasto del fenomeno della violenza verso le donne e i minori, un doveroso contributo per il contrasto alla violenza di genere». 

Prossimi progetti?
«Attualmente stiamo lavorando a un nuovo progetto, sarà un omaggio al padre di una di noi, grande personalità del mondo dello sport. Il nostro messaggio è la condivisione dell'energia e dei talenti come strada possibile di crescita e di vita, nel rispetto delle differenze e dell'altrui libertà. Come cantava Edoardo Bennato “Le ragazze fanno grandi sogni”. E questa nostra esperienza di lavoro di donne che si sorreggono, si aiutano e si stimano, che cercano di sognare insieme, che sono convinte che non è mai troppo tardi per ricominciare e che ricominciare, è solo un nuovo inizio. Non esistono i fallimenti, esistono solo le opportunità».          

 


Coccadoro: un progetto di rinascita

Coccadoro è un brand siciliano al 100%, nato dalla spinta creativa di quattro donne di Palermo – Roberta, Christine, Daniela e Anna -, che produce borse, ma non solo, sfruttando solo tessuti e materiali che hanno concluso il loro ciclo di vita, secondo le logiche del riuso. I prodotti sono unisex, fatti tutti a mano, e sono venduti sul sito: www.coccadoro.com.

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