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Quando un neo può essere preoccupante

L’importante è fare dei controlli periodici: il numero di chi arriva dallo specialista in fase avanzata è ancora troppo alto

Mar 25 Mag 2021 | di Emanuele Tirelli | Salute
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C’è chi ne ha di più e chi di meno, raggruppati o distanti tra loro, soprattutto in alcuni punti del corpo o abbastanza distribuiti. Nella conversazione con la professoressa Ketty Peris, c’è da fare innanzitutto una differenza tra neo e melanoma. La presidente della Società Italiana di Dermatologia e delle Malattie Sessualmente trasmissibili precisa che la prima è una lesione benigna, mentre la seconda è un tumore maligno, sicché non bisogna avere timore dell’asportazione dei nei.
E occorre tenerli sotto controllo.
«La loro presenza sul nostro corpo cambia nel corso della vita: può aumentare e diminuire. Quando notiamo che uno di questi muta rapidamente forma o colore in poche settimane, o anche in pochi giorni, è opportuno rivolgersi al dermatologo per avere una valutazione, per sapere se occorre asportarlo o se tenerlo sotto controllo con una certa cadenza. Le persone pensano di non conoscere i propri nei e di non sapere dove si trovino, ma è abbastanza semplice guardare il proprio corpo, utilizzando uno specchio o domandando l’aiuto di un familiare per quelli dietro la schiena».

Vale per tutti?
«Sì, ma non tutti devono sottoporsi al controllo. Dipende dalle circostanze e dalle variazioni. Consideriamo inoltre che l’insorgenza di un melanoma avviene nella maggior parte dei casi sulla cute sana e non su un neo già presente».

Anche per i bambini?
«Non hanno un’alta probabilità di sviluppare un melanoma, quindi vengono considerati a rischio quelli che hanno dei nei congeniti giganti o che vengono da famiglie in cui si è sviluppato un melanoma: in questo caso la prevenzione può iniziare anche dai 12-14 anni. Spesso capita che i genitori portino i figli a un controllo e che in quella circostanza il dermatologo verifichi che gli adulti non si sono mai sottoposti a una visita».

Il neo viene ancora valutato soprattutto dal punto di vista estetico?
«Per alcuni può rappresentare un problema se è presente sul viso o su una parte del corpo molto in vista, ma per fortuna la considerazione sta cambiando».

Registrate un aumento delle diagnosi precoci per i melanomi?
«Nel corso degli anni c’è stata una crescita importante, ma il problema vero è che, a fronte di questo incremento, il numero di chi arriva dallo specialista in fase avanzata è ancora alto. Dobbiamo trovare la chiave giusta per conquistare l’attenzione di tutti, per contrastare la paura e per fare dei controlli delle circostanze lontane dalla paura o dalla negazione del rischio».                  

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