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La cura tecnologica per gli smemorati

Non trovi le chiavi o tuo figlio? oggi basta un localizzatore per recuperarli

Mer 26 Mag 2021 | di Giuseppe Marino | Tecnologia
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Il colmo del giornalista: iniziare a scrivere un pezzo su come non perdere più nulla grazie alla tecnologia mentre provi invano a cercare le chiavi di casa. E invece no, non c’è contraddizione: le chiavi di casa si sono perse perché sono un oggetto antiquato che ancora non ha fatto la conoscenza con il localizzatore. Per i distratti è il gadget del secolo: si tratta di un piccolo apparecchio che consente di rintracciare ciò che si è perso.

Il funzionamento è semplice: in media sono oggetti delle dimensioni di un portachiavi, quasi sempre dotati di un gps e spesso anche di una scheda sim. Perché abbia senso utilizzarlo, il localizzatore, o tracker, dev’essere sempre insieme all’oggetto (o persona) che vogliamo evitare di perdere.

Il mercato è già stato invaso e c’è ampia scelta. 
Bisogna tener conto della durata della batteria, che in genere è di una settimana di uso continuo e 90 giorni se va in stand by, del raggio di localizzazione, della precisione. Ma molto dipende anche dall’uso che si vuol fare del localizzatore.
Il meccanismo è comune a tutti: il localizzatore dialoga con il telefonino, per cui se lo nascondi in uno zaino o un portachiavi o nel cruscotto della macchina potrà aiutare a ritrovarli. Ma la vera differenza è proprio nell’uso che se ne vuol fare. Ritrovare un bambino perso al supermercato non è uguale a ritrovare il proprio zaino. 
Quindi vediamoli per tipo da uso. 
Molto gettonato su Amazon è il Salind 11 che ha una batteria che può durare 90 giorni in stand by e una quarantina ipotizzando di attivare la funzione di ricerca un’ora al giorno. Il Salind costa una trentina di euro, ma ha anche una sim che va utilizzata con un piano che costa 5 euro al mese (meno se ci si abbona per più mesi). L’uso ideale è per ritrovare l’auto o la moto: grazie a una calamita potente si può nascondere nel cofano.
Ci sono poi i localizzatori per bambini e anziani, come la gamma Weenect, che hanno una funzione in più: oltre a permettere la localizzazione tramite gps praticamente senza limiti di distanza hanno anche una funzione Sos, un bottone che, in caso di necessità, permette alla persona interessata di comunicare all’istante con qualcuno che può fornire aiuto.
Infine, c’è una categoria diversa di localizzatori in cui predomina il prodotto Apple: gli airtag sono localizzatori grandi come monete da due euro e con il consueto aspetto stiloso dei prodotti apple. Costano sempre intorno ai 35 euro, con una promozione se ne comprano 4 in una volta. In effetti sono prodotti rivoluzionari, con un concept tutto diverso. Non usando il Gps, adottano una normale batteria non ricaricabile, ma sostituibile con poca spesa, e consumano poco: in stand by la batteria può durare un anno. La tecnologia di base è il bluetooth, che funziona solo quando si è in prossimità dell’oggetto. E qui interviene la genialità Apple: gli airtag sfruttano l’ecosistema creato dalla Mel. In sostanza, fissandole a un portachiavi o al collare di un animale domestico consentono di ritrovarlo con precisione se l’oggetto è vicino al proprio telefono. Se invece è lontano, c’è la chance che entro qualche giorno entri in contatto con altri apparecchi Apple: in quel caso l’airtag si interfaccia alla rete e vi comunica la propria posizione. 
Mai più smemorati e distratti!

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