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Tutti pazzi per Patrick Dempsey

E' tornato dall’Aldilà per far contente le fan di “Grey’s Anatomy”, ha esplorato il lato oscuro con “Diavoli”, ma al primo posto per lui c’è la passione per l’alta velocità e una grande attenzione per i malati di cancro

Mer 26 Mag 2021 | di Alessandra De Tommasi | Interviste Esclusive
Foto di 17

Sguardo rassicurante, voce profonda, sorriso ammaliatore: parlare con Patrick Dempsey, faccia a faccia o via Zoom, è sempre un’esperienza piacevole e rilassante. Difficilmente perde la pazienza, risponde sempre con educazione e non dà mai l’idea di avere di meglio da fare, anche se probabilmente tra una domanda e l’altra la sua mente vola alle sue amatissime auto veloci. È al volante che si sente veramente libero, anche se è la TV il luogo dove si trova a suo agio e verso cui si sente debitore del successo planetario. Merito dello stetoscopio del dottor Derek Sheperd, che torna dall’Aldilà nelle nuove puntate di “Grey’s Anatomy” (nella stagione 17 su FOX), anche se solo per fugaci apparizioni a piedi nudi e con il ciuffo spettinato sulla spiaggia. Il lato oscuro, invece, l’ha esplorato con “Diavoli”, accanto ad Alessandro Borghi, un thriller finanziario a puntate che lo ha portato a girare nella sua amatissima Italia.

Perché si è trasferito oltreoceano quando è corteggiatissimo anche in patria?
«Poter vivere e assaporare l’atmosfera che si respira in Europa è stata una sfida e un’emozione a cui non sapevo resistere». 

Anche se il suo Dominic, glaciale e spietato negli affari, avrebbe potuto inimicarle il pubblico?
«A me piace proprio questo, giocare con le sfumature, spingermi in queste zone ambigue dell’animo umano che trovo estremamente affascinanti».

A tratti sembra machiavellico. Le capita di giudicarlo?
«Mi sta chiedendo se penso che il fine giustifichi i mezzi? Bisogna capire se le nostre azioni sono giuste. Tutto ciò che nasce dall’egoismo, comunque, porta con sé un prezzo da pagare. Succede nella vita e succede nella finzione. Bisogna sempre chiedersi quali siano le nostre reali intenzioni».

Chi sono per lei i “diavoli”?
«Quello di cui mi sono reso conto di recente è che il mondo così com’è non può andare avanti, sta cambiando tutto e serve un approccio sostenibile per la sopravvivenza del pianeta, a prescindere da quello che possano dire i “diavoli” che negano tutto questo. Siamo sull’orlo del caos e dobbiamo capire come ripartire».

Anche se ha una carriera brillante al cinema continua a tornare in TV. Perché?
«Perché ora la TV offre una ventata di novità, specialmente di questi tempi in cui siamo tutti a casa a decidere cosa guardare su piattaforme come Netflix, scegliendo il tipo di intrattenimento e la modalità di fruizione. È un’esperienza nuova e dimostra come tutto si evolva e cambi. Niente, insomma, è permanente».

Sul grande schermo spesso ha messo in scena commedie romantiche. Le piacciono?
«Trovo che rappresentino quello che tutti noi cerchiamo, qualcuno da amare e che ti ami. Si va in sala per vivere questo, la fantasia del “e vissero per sempre felici e contenti”».

I suoi modelli?
«Buster Keaton per la sua fisicità e intelligenza e Cary Grant per quel fascino senza tempo. I gentiluomini classici mi affascinano moltissimo, perché hanno cuore e non sono aggressivi».

Dopo i 50 si acquistano saggezza e maturità: quali lezioni ha imparato dalla vita?
«Nei rapporti umani mi piace essere sempre educato, arrivare puntuale e mostrare riconoscenza per quello che mi succede nella vita, cercando di non perdere di vista le priorità come la famiglia e smettendola di lasciarmi distrarre da cose senza importanza».

Come tiene separate vita pubblica e vita privata?
«Ormai ho capito che devo chiudere fuori dalla porta di casa le preoccupazioni legate al set per vivere le dinamiche domestiche in maniera più sana».

Un rimpianto?
«Mi sarebbe piaciuto frequentare l’università, ma ho iniziato a lavorare molto presto e non è stato possibile». 

Cosa le piace dell’alta velocità?
«Mi piace il lavoro di squadra, oltre al fatto che al volante non puoi distrarti e devi focalizzarti sul qui ed ora, il che impedisce a molte preoccupazioni di permeare la tua corazza. Sono poi uno spirito competitivo, quindi l’adrenalina della gara mi elettrizza sempre, si tratta di una sfida fisica e mentale».

Dopo la diagnosi di tumore di sua madre, lei e sua sorella avete aperto un centro che aiuti le famiglie dei malati. Com’è andata?
«Mamma è stata colpita tre volte dal tumore alle ovaie e l’ha sconfitto, ma da quelle esperienze ho capito l’importanza di offrire ascolto e sostegno non solo ai pazienti, ma anche ai familiari, agli amici, a chi si occupa dei malati. Hanno bisogno di una guida e di un orientamento. Quando si riceve una diagnosi di cancro, la vita di tutti viene totalmente stravolta e servono più informazioni e suggerimenti possibile, dalle cure alle strutture migliori, fino ai consigli pratici. Diffondere la conoscenza riduce l’ansia e permette di affrontare il problema con maggiore lucidità».        

 


DUE VOLTE SEX SYMBOL

Patrick Galen Dempsey, 55enne del Maine di origini irlandesi, è due volte sex symbol: amatissimo negli Anni Ottanta (grazie a “Playboy in prova”), ha avuto una seconda chance nella carriera grazie a “Grey’s Anatomy”, che lo ha visto – e lo vede ancora in parte nella stagione 17 in onda su FOX – protagonista nel camice di Derek Sheperd, marito della protagonista Meredith Grey. Soprannominato Dottor Stranamore, ha rubato il cuore di milioni di fan, diventando eroe romantico in pellicole come “Un amore di testimone”, “Come d’incanto” e “Bridget Jones’s Baby”. Di recente è tornato a Roma per le riprese la seconda stagione della serie Sky “Diavoli”, accanto ad Alessandro Borghi (che aveva anticipato sul red carpet del Festival di El Gouna, in Egitto), dopo un’altra esperienza televisiva, “La verità sul caso Harry Quebert”, presentata al festival francese della tv CANNES SERIES. Appassionatissimo di alta velocità, ha comprato e corso con la sua scuderia automobilistica. Dal secondo matrimonio con la make-up artist Jullian Fink ha avuto tre figli, Tallula, Darby e Sullivan.

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