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Estate in Cilento

80 comuni e 2000 km quadrati dalle montagne al mare

Mar 22 Giu 2021 | di Enrico Molise | Bella Italia
Foto di 21

Ottanta Comuni e una superficie di quasi duemila chilometri quadrati. Quello che viene chiamato comunemente Cilento è un luogo ampio, che va dalle montagne al mare, con una incredibile varietà di attrazioni, di ricchezze archeologiche ed enogastronomiche. Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni (www.cilentoediano.it) è di sicuro uno dei posti migliori per trascorrere le vacanze estive in Italia ed anche uno dei più frequentati.
I suggerimenti che troverete fanno riferimento soprattutto all’area, decisamente vasta, intorno a San Nicola e Ortodonico, dalla quale potersi spostare per raggiungere diverse località.
Il primo consiglio è quello di andarci in auto per essere liberi di visitare il più possibile. Il secondo, per i tragitti lontani dal mare, è quello di non affidarsi esclusivamente al navigatore satellitare, per evitare di ritrovarsi in stradine disconnesse e a strapiombo. È sempre bene chiedere a qualcuno del posto, magari a chi vi ospita nella propria struttura, e solo dopo cercare il percorso online. Inoltre, chi non ha una necessità o un desiderio irrefrenabile di alloggiare a due passi dal mare, può scegliere una delle frazioni o dei Comuni in collina per godere di prezzi più contenuti, del fresco serale e di una dimensione più raccolta, muovendosi verso il mare con l’auto in un tempo variabile secondo le distanze.

MOZZARELLA E ARCHEOLOGIA
So che uno dei primi pensieri per gli amanti della mozzarella è quello di fermarsi in uno dei numerosi caseifici che si trovano sulla Strada Statale 18 per assaporare la bufala campana Dop. Ed è una scelta interessante per iniziare la vacanza, ma pure per concluderla e portarsi a casa una delle massime espressioni della produzione locale. Un altro pensiero dovrebbe essere però quello di fermarsi al Parco Archeologico di Paestum, che con il suo perimetro di quasi 5 chilometri rappresenta una delle eredità più suggestive della Magna Grecia. Il biglietto d’ingresso consente l’accesso pure all’area archeologica di Velia, casa della filosofia di Parmenide e di Zenone: i due siti distano 45 minuti di auto, quindi non è molto comodo visitarli entrambi nello stesso giorno. Per chi giunge dalle regioni più a sud, vale il ragionamento inverso.

DOVE L’ACQUA È PIÙ BLU
Se al mare volete spingervi ad Agropoli, ci sono le baie di Trentova e quella più piccola, lì accanto, chiamata “di San Francesco”. Scendendo ci sono numerosi chilometri di spiagge con l’imbarazzo della scelta tra Santa Maria di Castellabate, San Marco di Castellabate, Ogliastro Marina e Punta Licosa. Quest’ultima è particolarmente suggestiva e fa parte dell’Area Marina Protetta di Santa Maria di Castellabate. È poco agevole da raggiungere, ma lo sforzo merita il risultato: a piedi o in bicicletta si arriva dal sentiero di San Marco. Un’alternativa è approdarci in barca. A questo punto, se avete scelto una di queste destinazioni e potete trattenervi fino al pomeriggio, vi consiglio di salire al borgo di Castellabate, con il centro storico Patrimonio Unesco. È arroccato sulla collina, dominato dal castello, fondato nel 1123, dove spesso ci sono delle esposizioni artistiche. Si tratta di una meta irrinunciabile per una passeggiata da concludere con un aperitivo o un gelato affacciati sul golfo o con una cena da Cantina Belvedere: prenotate il primo turno per iniziare la serata seduti al tavolino dinanzi al sole che si tuffa nel mare.
Per immergervi potete anche scegliere di andare più a sud, verso Acciaroli, o allontanarvi ancora a Marina di Pisciotta, Palinuro e Marina di Camerota, con le loro insenature e il loro mare cristallino, magari da associare alla visita a Velia. Nel primo caso, invece, siete all’interno del Comune di Pollica. La Spiaggia Grande è la più frequentata e particolarmente preferita dalle famiglie. Altrimenti c’è quella più nascosta di Torre Caleo. Poco più giù: Porto Fico, quella di Pioppi e la Discesa Piane di Casal Velino. Anche il piccolo centro di Acciaroli merita una passeggiata e una cena in piedi o seduti in uno dei ristoranti sul porticciolo turistico.

LA MERAVIGLIA DEI PAESINI
Forse non sapete che il filosofo, storico e giurista Gian Battista Vico trascorse alcuni anni nel castello de Vargas a Vatolla, frazione di Perdifumo, dove c’è anche il Museo Vichiano, con seminari, convegni e mostre. Poco distante, ma da raggiungere necessariamente in auto, c’è invece il meraviglioso e imponente castello di Rocca Cilento, che risale al 1119 ed è stato oggetto di una grande opera di ristrutturazione. Si può ammirare anche dall’esterno, affacciarsi sulla valle circostante e fare una passeggiata nel borgo tutto in salite e discese che gli vive alle pendici. A venti minuti di auto c’è Palazzo Coppola, da un anno nuovamente frequentabile e godibile. In questo caso, siete nel Comune di Sessa Cilento e d’estate ci sono numerosi appuntamenti culturali. 
Se pensate di andare al mare verso Marina di Pisciotta, fermatevi su al borgo con la sua struttura medievale e le casette di pietra affacciate sul mare. E potete fare la stessa cosa se volete concedervi un tuffo a Marina di Camerota. Distanti da quest’area meritano pure Castelcivita, Felitto e Bellosguardo, più facilmente raggiungibili se avete scelto di pernottare a Paestum. E, a quel punto, non sarebbe male prevedere una tappa anche al castello angioino-aragonese di Agropoli.
Nel Cilento le bellezze sono a portata di mano e spesso dietro l’angolo, nascoste da un arco o in un paesino che non pensereste mai di visitare. Ecco perché consiglio di perdersi a piedi nelle stradine e di farsi condurre dalle indicazioni di chi ci abita, magari incrociato fuori a un bar o sull’uscio di casa.             

 



IL PERCORSO DEI SENSI


Perdetevi tra sapori, odori, terra e mare: il Cilento è davvero uno stile di vita

di Angela Iantosca

Il viaggio in Cilento è un percorso dei sensi. Sono odori, colori, sapori che riportano in vita emozioni sopite. Sono il sole e la brezza del mare, ma anche l’ombra delle sorgenti di montagna, il rintocco delle campane, i paesi abbandonati e quelli arroccati, sono i ponti che guardano nel vuoto. E sono anche le sapienti mani di un ragazzo che ha deciso di rimanere per conquistare il mondo con i sapori pregiati e semplici della sua terra. Per immergervi non serve altro che la disponibilità a farlo, il non avere paura di lasciarsi andare, di staccarsi da appigli terreni per poter incontrare Angelo detto Alì e il clandestino libero di Roscigno, ma anche Carmela, Olindo. E Don Antonio Palmieri

VALLE DELL’ANGELO: IL MENO POPOLOSO DELLA CAMPANIA 
A circa cinquanta minuti di macchina da Paestum e a 45 “chilometri di curve dalla  vita”, si trova Valle dell’Angelo, un paese di 150 abitanti, due piazzette, una chiesa, un albergo diffuso e soprattutto l’Osteria La Piazzetta, dove ogni giorni Carmela, la cuoca, prepara piatti a base di verdure di stagione, a km zero, accompagnate dalla soppressata locale, dal caciocavallo delle mucche podoliche e dal pane che è un continuo richiamo alla mia infanzia vissuta a poca distanza da lì, nell’altrettanto verde Irpinia. Valle dell’Angelo è il paese meno popoloso della Campania: qui ci si conosce tutti. Le chiavi vengono lasciate attaccate alle porte e, se non ci fossero i rintocchi delle campane della chiesa, si perderebbe il filo con il tempo. Intorno solo colline coperte del verde di quell’area naturalistica selvaggia e incontaminata lungo la Valle del Calore, nella quale il paese è immerso. Il padrone è il silenzio. D’estate dicono si popoli di musica e qualche turista. Ma basta una pioggia a riportare l’ordine e a ricordare chi è il vero Signore del luogo.  

IL PASTICCERE AGRICOLO
A poca distanza si trova Piaggine, paese che sorge in prossimità del fiume Calore Lucano, che nasce dal tetto della Campania, il Monte Cervati (1899 m). Qui vive Pietro Macellaro, il pasticcere agricolo, che nei dolci porta i sapori della sua terra, delle sue esperienze di vita, riuscendo a far emergere dagli antri della coscienza ricordi sopiti grazie agli accostamenti coraggiosi, all’equilibrio dei sapori, allo stupore di un imprevisto, al rumore prodotto dal taglio di un dolce da mangiare rigorosamente con coltello e forchetta. Vincitore di numerosi premi, ha ricevuto le tre torte dal Gambero Rosso e la sua è la terza pasticceria più apprezzata d’Italia.

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