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Emma Stone: cattiva per gioco

La neomamma Emma Stone firma due progetti per i più piccoli, “Crudelia” e “Croods 2”. Comincia così un altro capitolo della sua carriera e della sua vita… Anche grazie a Zoom!

Mar 22 Giu 2021 | di Alessandra De Tommasi | Interviste Esclusive
Foto di 21

Accenna un sorriso, ridacchia nervosamente e sposta il peso da una gamba all’altra. Si vede che Emma Stone non è proprio una fan delle interviste, neppure quelle su Zoom, all’apparenza più rilassante di qualsiasi incontro stampa, perché “a distanza” (per l’esattezza dal salotto di casa). Probabilmente, pur di tranquillizzarsi, in quel momento finge di essere uno dei suoi personaggi, uno di quelli continuamente a disagio nella propria pelle e un po’ rigida. Ammettiamolo, le riesce benissimo: infatti svicola sempre sulle domande personali per ritornare sempre e solo a parlare di lavoro, porto sicuro per la sua proverbiale ansia. 
Di recente la sua vita è stata piacevolmente messa sotto sopra dall’arrivo della primogenita, Jean Louise, ma la genitorialità l’ha resa ancora più autocritica e rigida verso se stessa. I progetti, però, raccontano tutt’altra storia, soprattutto quella di una giovane donna che sceglie ruoli capaci di rendere fiera la sua bambina e che potrà prestissimo vedere e apprezzare.
Certo, in Crudelia non è solo una villain, ma una delle più cattive dell’universo Disney, la signora De Mon, ossessionata dai cuccioli di dalmata. Il film spiega le origini dell’antagonista de “La carica dei 101” e vede il suo visino d’angelo trasformarsi in una diabolica manipolatrice. Tutt’altra storia invece per Hip, la ragazza preistorica che doppia nel cartoon “I Croods 2: Una nuova era”, dove due gruppi di uomini delle caverne mettono in scena un esilarante scontro di civiltà.
 
Partiamo proprio dal cartone e dal suo alter ego. Che tipo è?
«Hip è una vera guerriera, una tipa tosta ed entusiasta».
 
Tra i vari temi del film c’è anche l’amicizia al femminile, cosa ne pensa?
«Storicamente, nei libri, al cinema o in tv quando ci sono due donne protagoniste si presume che si attacchino alla giugulare, invece sono orgogliosa che in questa storia si veda la nascita di un’amicizia, senza alcuna competizione. Hip e Dawn fanno il tifo l’una per l’altra, come dovrebbe essere, e sanno quando lasciarsi spazio a vicenda e quando invece imparare dall’esempio dell’amica». 
 
Crede sia importante mostrare ai bambini che le donne possono salvare tutti?
«Assolutamente: quando le donne fanno squadra riescono a realizzare qualcosa di davvero speciale ed è necessario che vengano rappresentate come la forza della natura che sono».
 
Quando per la prima volta ha prestato la voce a Hip lei non solo era in un’altra fase della sua carriera, ma anche della sua vita. Dopo dieci anni è stato complicato ritrovarla?
«A dire il vero – e con mia somma sorpresa – non lo è stata affatto. Mentre lei è cresciuta solo di un anno, io sento il cambiamento di una decade intera, ma non mi dispiace: abbiamo ripreso da dove c’eravamo interrotte. Non ho mai lavorato ad un progetto tanto a lungo e avrà sempre un posto speciale nel mio cuore, anche perché il doppiaggio è davvero divertente».
 
Dica la verità: ha tirato un sospiro di sollievo sapendo di fare le interviste da remoto?
«All’inizio trovavo deprimente l’idea d’incontrare le persone in maniera virtuale, su Zoom, poi ho visto che vederle nella propria intimità domestica ha una dimensione di vulnerabilità che avvicina tutti, quindi paradossalmente mi sento più vicina così ai giornalisti di quanto non fossi mai stata».
 
E aiuta a camuffare meglio la stanchezza per le notti insonni. La sua collega in “Crudelia”, Emma Thompson, ha detto che ricorda bene con il primo figlio cosa volesse dire avere un neonato che ti tiene sveglia…
«Come darle torto?».
 
Per restare in tema “Crudelia”, che rapporto ha lei con gli amici a quattro zampe? 
«Io sono sempre cresciuta con tanti cani in casa e ovviamente sul set mi sono affezionata moltissimo ai cuccioli di dalmata, che nella realtà erano di una dolcezza infinita».
 
Si sente più vicina alla tenera Estella o alla perfida Cruella?
«Estella è una ragazza dal cuore tenero, ma non ha abbracciato minimamente le sue potenzialità, non è una che si fa valere. Invece Cruella si accetta, si piace e ottiene quello che vuole, anche se con scelte a volte discutibili. Comunque sia, non giudico i miei personaggi perché anche quello che consideriamo cattivo dentro di sé pensa di agire per una buona causa».
 
Lei ha sempre confessato di essere una persona che si agita facilmente. Le capita ancora, persino dopo l’Oscar?
«Ma certo: la notte prima di una scena importante non riesco a chiudere occhio, ma la mattina dopo sono sul set a mille, elettrizzata all’idea di mettermi alla prova. In realtà penso che questo lavoro mi aiuti a tenere l’ansia sotto controllo, perché quando sono davanti alla macchina da presa non posso lasciarmi distrarre da niente, devo buttarmi e godermi il momento, vivere il presente. Per fortuna».
 
Le si prospettano in futuro molti anni di maratone di cartoni animati. Le piaceva “La carica dei 101”?
«Moltissimo: trovavo buffa, ma vera, la scena in cui si diceva che i cagnolini tendono ad assomigliare ai propri padroni. Anzi a dire il vero non mi aspettavo che questo film fosse così dark».
 
Qual è, secondo lei, il messaggio più vero di “Crudelia”, che il pubblico ha amato al punto da volere subito un sequel?
«Il film è un incoraggiamento ad affrontare la propria natura. Nel caso di Crudelia il fatto che abbia una mente così volatile potrebbe sembrare un ostacolo e invece diventa un punto di forza, se declinato nell’ambito della creatività. Per vincere nella vita devi abbracciare quello che sei, volerti bene incondizionatamente».
 
Abigail, uno dei ruoli più acclamati della sua carriera, ne “La favorita” (ora disponibile su Disney+), è l’esatto contrario della spettacolarità e della stravaganza sfoggiata in “Crudelia”. Cosa ricorda di lei?
«All’inizio tutti i suoi silenzi non li capivo granché, ma poi mi sono resa conto che è il suo modo di osservare il mondo. E poi è stato liberatorio: dovevo stare zitta sul set, senza la pressione di ricordare le battute. Mi hanno invidiata tutti! Eccetto per il corsetto, che non mi faceva neppure respirare…».
 
Anche in quel caso però interpretava una cattiva. Coincidenza?
«Lei dice? Secondo me era una sopravvissuta, una di quelle donne a cui è capitato di tutto». 
 
Le sembra che Hollywood somigli un po’ alla corte del film, con intrighi di palazzo e feroci vendette?
«Sì: c’è molta competizione – come in tanti altri settori – e bisogna guardarsi le spalle da tanta rivalità».
 
Mi toglie una curiosità: come si affrontano tante scene intime davanti ai colleghi?
«Con tre settimane di prove per conoscerci meglio: abbiamo davvero fatto follie, in maniera tutt’altro che tradizionale, e solo così abbiamo messo una pietra sopra l’imbarazzo. Che non era poco, credetemi…».                 

 


Il meraviglioso mondo di Emma
Emma Stone (nata Emily Jean), attrice statunitense classe ’88, ha già collezionato tre nomination al Premio Oscar, di cui una vittoria per il musical “La La Land”. Nonostante i premi e il successo planetario, mantiene un bassissimo profilo, come dimostra il matrimonio con il regista Dave McCary nel 2020: insieme hanno avuto una figlia, Jean Louise (nome di sua nonna) e sembra proprio che le scelte professionali recenti riflettano la maternità. La sua “Crudelia” (su Disney+), versione live action de “La carica dei 101”, ripercorre la nascita di Crudelia De Mon con tale successo che un sequel è stato già messo in cantiere. E ora torna a prestare la voce Hip nell’esilarante cartoon preistorico “I Croods 2: Una nuova era”, in arrivo al cinema il 14 luglio. Reginetta acqua e sapone delle commedie romantiche, come “Crazy, stupid, love”, ha alternato cinecomic (“The Amazing Spider-Man” con l’ex fidanzato Andrew Garfield) a film indie (“Birdman”) fino a drammi pluripremiati (come “La favorita”, presentato alla Mostra cinematografica del cinema di Venezia). Ha in programma un dramma vittoriano, “Poor things” (con Mark Ruffalo) e la serie “The curse”. 

 


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