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Quando il desiderio cala...

Quali sono le ragioni? Parlare è sempre la soluzione migliore

Mar 22 Giu 2021 | di Enrico Molise | Attualità
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L’innamoramento e il desiderio sessuale seguono lo stesso percorso neurobiologico e tutto questo va alimentato attraverso le coccole, la vicinanza emotiva e quella fisica. «È un fenomeno molto sfuggente e mutevole - spiega la sessuologa Marilena Iasevoli -. Varia durante la giornata ed è difficile che ci sia una perfetta coincidenza dei momenti delle due persone, anche in termini di possibilità di incontro. Difficilmente avranno lo stesso desiderio di intimità nel medesimo istante e questa discrepanza è spesso uno dei motivi che spinge le coppie a rivolgersi a un terapeuta per non allontanarsi e trovare un punto d’incontro; per creare volontariamente delle dinamiche capaci di assecondare un desiderio che di base c’è ancora. Quando invece tutto tace e ogni cosa si muove nel non-detto, i problemi si acuiscono e spesso si arriva al tradimento».

A cosa è dovuto il calo?
«Nell’uomo, soprattutto a problemi sul lavoro, insoddisfazione generale, critiche molto frequenti ricevute dal partner che lo fanno sentire sminuito. E questo può sommarsi a fattori interni relativi alla coppia, cioè a come si sta insieme».

E per la donna?
«Mediamente l’insoddisfazione lavorativa ha un’incidenza inferiore sulle sfere sessuale ed emotiva. È invece maggiore quella che arriva dal sovraccarico degli impegni familiari e dalla sensazione di sentirsi sola e non supportata dall’altro, al punto da generare una distanza anche nell’intimità».
Sono questi gli elementi che possono portare al tradimento?
«Molto più spesso di quanto si pensi. Ma non è un tradimento finalizzato alla costruzione di un rapporto con un’altra persona e non riguarda l’innamoramento. Per intenderci meglio, chi tradisce con questi presupposti non vuole lasciare il partner. È come se cercasse al di fuori della coppia una compensazione di quello che manca all’interno. C’è anche da dire che di solito all’uomo fa più male il tradimento sessuale della propria partner, mentre la donna è più concentrata sull’eventuale vicinanza emotiva del compagno con un’altra persona».

Una modalità diversa?
«Più che altro è un motivo diverso, che naturalmente determina anche modalità differenti. Il tradimento può essere il segnale che la coppia non esiste più e rappresentare solo la parola “fine” in una relazione già terminata, che non si è avuto il coraggio di concludere. Oppure, come in questi casi, è una dinamica che non pensa a distruggere volontariamente la coppia, ma paradossalmente a tenerla in vita. Le relazioni sentimentali e la loro gestione non sono così lineari come si potrebbe immaginare. A volte chi tradisce torna con una consapevolezza diversa, migliore, e può anche andare tutto bene, a meno che non venga scoperto. Ma questo tipo di tradimento è dovuto soprattutto alla mancanza di comunicazione».

Nel senso che non si condivide l’insoddisfazione con il partner?
«Può anche capitare che se ne parli e che l’altra persona non comprenda davvero. Più in generale accade invece che manchi la condivisione per paura di non essere capiti, di scatenare una lite, di offendere, o di verificare successivamente che nulla sia cambiato davvero. Sarebbe opportuno parlarne, anche all’inizio del rapporto: di aspettative, bisogni, desideri. Spesso le persone accettano vicende e comportamenti che in realtà non gli vanno bene e li trascinano per anni. Poi, a un certo punto, invece di tirarle fuori, scelgono di trovare una persona al di fuori della coppia».  
       
 


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