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La ‘Nostralgia’ dei COMA_COSE

Un nuovo Sanremo (forse), la nostalgia per la provincia, l’impulsività di California, un disco “sospeso” e i tanti no

Mar 22 Giu 2021 | di Nadia Afragola | Interviste Esclusive
Foto di 7

Coma_Cose sono una coppia, sul palco e nella vita. Il grande pubblico li ha scoperti a Sanremo e se n’è innamorato sin da subito. Sarà per quello sguardo complice e per quelle “Fiamme negli occhi” che Fausto Lama e Francesca Mesiano, in arte California, hanno quando cantano. Da poche settimane è uscito il loro nuovo album, “Nostralgia”, che è un condensato di vita, di promesse, di passato e di presente con cui inevitabilmente tutti abbiamo fatto i conti. Un disco “condensato”, onesto, scritto durante il lockdown, che colpisce diretto senza inutili orpelli. 

Cosa c'è dentro “Nostralgia”?
Francesca: «Il titolo racchiude appieno il concept dell'album. Parla della nostra nostalgia in maniera molto intima. Racconta le nostre storie prima che ci conoscessimo, analizzando con gli occhi del presente il passato. Un disco molto concentrato, sono solo sei canzoni, più una, e anche questo è controcorrente, un po' vintage come approccio. Abbiamo risposto ad un'esigenza narrativa, che non richiedeva più corpo di quanto ne abbiamo messo».  

Fausto: «È un disco un po' sospeso. L'album ha risentito del momento storico, era inevitabile, anche se non trattiamo direttamente della pandemia. Si parla della crescita, del fatto di trovarsi tra l'età giovane e quella adulta. Tutti momenti di transizione. Ogni canzone è un piccolo viaggio a sé stante, sia musicale che testuale, ma c'è un fil rouge, che è il fuoco, visto sotto tanti punti di vista. Questo disco è anche una promessa che ci facciamo io e Francesca, nel cercare di rimanere integri e puri. Non è l’album che ci si aspetta dopo averci sentito a Sanremo, ma quel pezzo, “Fiamme negli occhi”, si integra perfettamente. È la pennellata più pop e solare del disco».
 
Qual è la vostra formula per rimanere fedeli a voi stessi?
Fausto: «Diciamo molti no, a rischio di sembrare antipatici. Non cerchiamo strade veloci. E la sera, quando ceniamo, siamo sereni di quello che stiamo facendo. Se dovessimo dare un consiglio a chi si approccia alla musica è di rispondere ad una domanda: senti il bisogno di avere i riflettori accesi oppure hai un'urgenza espressiva da colmare? Per noi, la seconda è la benzina di tutto».

Si percepisce che il fuoco è davvero parte della vostra musica e della vostra vita.
Fausto: «”Fiamme negli occhi” racconta l'amore, la complicità e la nostra storia. Nasconde dei chiaroscuri, ci sono immagini di tensioni, stemperate dall'impianto musicale più solare. Questo è un dato che ci contraddistingue. Anche quando ci dichiariamo l'amore, c'è un piccolo momento di razionalità che ci riporta alle difficoltà vissute nel passato. Un altro brano dell'album, “La canzone dei Lupi”, racconta l'amore in modo ancora più profondo e completo. E forse è proprio questa la canzone che descrive meglio il nostro sentimento in maniera completa».

Quindi è dentro “La canzone dei Lupi” che si nascondono i Coma_Cose?
Fausto: «È un grande manifesto di libertà. È più immaginifica, più onirica. Non è la classica canzone d'amore. È una promessa di integrità, a prescindere da quello che accade nella vita».   

Come sono gli equilibri di coppia quando si fa musica? 
Francesca: «Siamo due persone molto diverse. Io sono impulsiva e mi lancio nelle cose, Fausto è più riflessivo. E queste nostre diversità ci hanno portato giocoforza a smussare i nostri spigoli ed a incontrarci a metà strada». 

Essere una coppia influisce sul vostro modo di essere musicisti?
Fausto: «Siamo due musicisti e a casa siamo una coppia. Quando siamo sul palco ci sentiamo una band e questo disco parla tanto di musica». 

Cosa vi portate dietro del passato?
Francesca: «La nostalgia passa attraverso due tipi di immagini, quelle positive, che la mente cerca di portare in primo piano. E quelle negative, che si insinuano nostro malgrado. La scrittura di questo disco è un modo per mettere un punto e per prendere coscienza del fatto che ciò che abbiamo fatto ha formato le persone che siamo ora. È un modo per perdonarsi».

Un tema che ricorre spesso è quella della provincia. Ne avete nostalgia? 
Francesca: «Per quanto a volte si arrivi a odiarla, la provincia ti rimane dentro. E in questo anno pandemico, siamo tornati molto col pensiero alla nostra vita prima della città. Mi mancano i paesaggi, sopra tutto».

Nell'album c'è un titolo che incuriosisce, “Novantasei”. Da cosa deriva? 
Francesca: «Riporta all'anno 1996, vuole fotografare una parte importante della nostra storia musicale, il post grunge, che in quel periodo virava verso il Pop. Erano gli anni dei Nirvana». 
I giochi di parole sono parte della vostra matrice creativa. Anche nel nuovo album?

Fausto
: «Abbiamo messo uno stop ai giochi di parole. È stata una cifra ironica che ha funzionato, ci divertiva, ma ci siamo resi conto che quell'aspetto stava prendendo troppo spazio rispetto alla narrativa vera dei Coma_Cose».

Come è stata l'esperienza sanremese?
Francesca: «Ci è rimasta la curiosità di sapere come sia per davvero Sanremo, perché in questa edizione è mancato il contatto con la platea. È stata una bella deviazione del nostro percorso. Vedere il Festival come il grande impero del male che rema contro la musica indipendente penso sia anacronistico. La musica indipendente non esiste più. Non quella di vent'anni fa almeno». 

Tornerete al Festival?
Fausto: «Se ci sarà la canzone giusta, assolutamente. Il ritorno d’immagine e a livello di numeri è indiscutibile, a dispetto dei tanti detrattori. Basta guardare le classifiche in radio». 

A Sanremo si notava una ricerca estetica particolare. C'è qualche riferimento nella moda?
Francesca: «La moda ci piace molto. Entrambi siamo appassionati di ricerca di capi vintage. Fausto anche più di me. Lui si innamora dell'oggetto e pensa solo dopo alla taglia: ha un armadio pieno di cose che spesso neanche gli stanno». 

Cosa vi manca dei live?
Francesca: «Tutto. Il prendere e partire e anche le colazioni discutibili degli hotel».   

Fausto
: «L'andare a vederli da spettatori. In generale siamo arrabbiati, per il fatto che non c'è motivo per cui le restrizioni vengano adattate in modo così rigido al mondo della musica. Sembra che in estate qualcosa si muoverà e noi non mancheremo».                  


 

Fausto e california

l Coma_Cose sono Fausto Lama e Francesca Mesiano, in arte California. Un duo nato nel 2016. Nel 2017 pubblicano i primi quattro brani e nell’autunno dello stesso anno lanciano il loro primo EP-manifesto: il risultato di pubblico e critica è esplosivo. Chiudono il 2018 con un centinaio di concerti all’attivo. Nel 2019 pubblicano il primo disco “Hype Aura”. Suonano a Parigi in apertura ai Phoenix e allo Sziget Festival di Budapest. Cominciano il 2020 all’insegna delle collaborazioni, duettano con i Subsonica e Francesca Michielin. Nel 2021 partecipano alla 72a edizione del Festival di Sanremo, incantando con il brano “Fiamme negli occhi”, disco d’oro in sole tre settimane.

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