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La fame? Non va in vacanza

Fino al 31 agosto prosegue la raccolta fondi del Banco Alimentare. Obiettivo: aiutare 2 milioni di famiglie

Mar 20 Lug 2021 | di Emanuele Tirelli | Attualità
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E' iniziata il 28 maggio, durerà fino al 31 agosto. Ed è la nuova edizione di raccolta fondi del Banco Alimentare, la realtà nata nel 1989 per recuperare gli alimenti non commercializzabili, destinati alla distruzione, ma ancora buoni per essere consumati: si tratta di una rete distributiva da oltre 7.500 strutture convenzionate. 

Si chiama “La fame non va in vacanza” e ha uno sguardo particolarmente attento verso la povertà, aumentata ulteriormente a causa della crisi economica generata dalla pandemia.

EMERGENZA
Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia ci sono 5,6 milioni di persone in condizione di povertà assoluta, con un aumento dal 7,7 al 9,4%. Per quanto riguarda la povertà relativa, le famiglie sotto la soglia sono poco più di 2,6 milioni. 
«Non è la prima campagna di questo tipo che facciamo - dice Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus -. Nasce da una considerazione, naturalmente prima della pandemia, legata anche alla fine della scuola e quindi all’impossibilità da parte di molte famiglie di poter usufruire delle mense scolastiche a prezzi calmierati o in modo gratuito. Pensiamo che in una realtà come Milano ci sono 22mila minori che proprio a scuola hanno il loro unico pasto regolare. Per moltissimi di loro è anche il pasto principale. Con la pandemia tutto si è amplificato. Le chiusure continue delle scuole durante i lockdown hanno sottratto questa risorsa alle famiglie. E la fine delle lezioni rappresenta, non solo quest’anno, un momento complesso per tante persone».

AUMENTO DELLA RICHIESTA
«Possiamo riassumere questo periodo in due fasi - continua Bruno -. Uno va dall’inizio della pandemia fino all’estate scorsa, con un incremento del 40% delle richieste. Il Banco assiste circa 7600 strutture in tutta Italia, che a loro volta si occupano di 1 milione e mezzo di persone. Le richieste sono arrivate a 2 milioni: l’anno scorso abbiamo distribuito 100mila tonnellate di alimenti, un record storico. Basti pensare che nell’hinterland settentrionale milanese, in una zona che non viene considerata in difficoltà, la Caritas locale è passata da 34 a 130 famiglie assistite. Poi, generalmente, c’è stata una fase di assestamento. Adesso, se escludiamo i cosiddetti occasionali, tutta la rete registra 1 milione e 700mila persone. Per molti l’estate coincide con un periodo di riposo e di gioia, per tanti aumenta invece la solitudine e il disagio, con le città che si svuotano e il senso di solitudine e abbandono che aumenta. Le categorie più esposte sono le più fragili e meno visibili: bambini e minori».   

COME PARTECIPARE
L’obiettivo è arrivare a 2 milioni di famiglie. Per centrarlo, la onlus invita ad acquistare le sue marmellate solidali o a fare una donazione attraverso i siti www.bancoalimentare.it e forfunding.intesasanpaolo.com, nella sezione dedicata. La onlus paga circa 0,14 centesimi di euro per ogni chilo di alimenti recuperato e distribuito.                           


 

1900 VOLONTARI

Ci sarebbe stato bisogno di un numero di volontari maggiore per fronteggiare le complessità di questo lungo periodo. Invece è diminuito, anche se di poco, passando da poco più a poco meno di 1900. Tanti di loro hanno un’età maggiore di 65 anni e, fin dall’inizio della pandemia, il Banco ha preferito invitarli a restare a casa per evitare di metterli a rischio. Per fortuna sono stati sostituiti con un numero quasi analogo di cittadini più giovani. In certi casi, alcune realtà territoriali hanno dovuto fare fronte al bisogno, assumendo qualche lavoratore, seppur temporaneamente.

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