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Area cellulare free

Mar 20 Lug 2021 | di Angela Iantosca | Editoriale

Il ritorno alla vita a.C. (avanti Covid), lo ammetto, è stato spaesante. All’inizio in tanti abbiamo detto “peccato che non c’è più il coprifuoco”. In tanti abbiamo cominciato a sbadigliare presto nel corso delle prime uscite, perché, ammettiamolo, abbiamo perso il ritmo. Ma forse anche un po’ per noia, perché, in fondo, l’essere costretti a ritornare alle proprie case entro certi limiti nell’era a.C. aveva reso più dense e di senso le cene/incontri, evitando inutili sbrodolamenti e ipocrisie… Ma su questo fronte potremmo dire che si può serenamente evitare di fare qualcosa che non ci va, altrimenti tutto quel magnifico cambiamento di cui parlavamo durante il lockdown dove sarebbe finito? 

Ma è un’altra la cosa che il ritorno alla ‘normalità’ mi sta facendo notare e da cui ci eravamo disintossicati (occhio non vede, cuore non duole): mi riferisco alla presenza sempre più ingombrante del cellulare sulle tavole dei ristoranti, tanto che  io sarei per l’introduzione di un segnale di divieto all’ingresso (per quanto riguarda le vostre case suggerirei lo stesso): “Area cellulare free”. 

Un divieto non solo rivolto agli adulti che sentono costantemente la necessità di far sapere agli altri cosa stanno mangiando e con chi, mentre non si godono né quello che stanno mangiando né la compagnia di chi gli siede di fronte: come se nell’esatto momento in cui accade ciò che in realtà non sta accadendo (perché non lo stanno vivendo) tutti dovessero sapere… volendo mostrare un’autenticità temporale che non corrisponde all’autenticità del momento vissuto. 
Ma lo stesso divieto lo farei valere anche per i minorenni, di qualsiasi età, che, seduti al tavolo, non mostrano nessuna capacità di interagire tra di loro se non attraverso il cellulare. 
Ogni volta che osservo queste scene o le vivo penso a quanto chi si comporta così sia lontano non tanto dalle persone con cui sta condividendo la tavola, ma da se stesso. Dal qui e ora. Dall’essere pienamente connesso con la scelta fatta di uscire a cena con qualcuno. 
Internet, i social, il cellulare non sono un male necessario, ma una scelta che facciamo: peccato che è quella sbagliata (direbbe Quelo), perché tra chi abbiamo di fronte e il cellulare, scegliamo il cellulare. Tra noi stessi e il cellulare, scegliamo il cellulare. Allora proviamo a lasciarlo in borsa, a non appoggiarlo sul tavolo, a ritagliarci uno spazio per stare con noi. In questo modo staremo ancora di più con chi ci è di fronte. 

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