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L’auto elettrica non sarà pIù un lusso Nel 2027

Secondo uno studio europeo, in pochi anni i veicoli a basso impatto ambientale saranno più convenienti per il crollo del prezzo delle batterie

Mar 20 Lug 2021 | di Domenico Zaccaria | Ambiente
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L’auto elettrica? Bella, ma costa troppo. Lo abbiamo sentito dire più volte e forse, qualche volta, lo abbiamo pensato anche noi. In effetti il prezzo di vendita - insieme alla scarsità delle colonnine di ricarica - ha costituito in questi anni il principale freno alla diffusione di questi mezzi a basso impatto ambientale. Ora, però, una ricerca di BloombergNef commissionata dalla Federazione europea Transport & Environment delinea uno scenario futuro decisamente diverso: nel giro di pochi anni la platea di potenziali acquirenti potrebbe allargarsi in maniera considerevole, portando a un deciso miglioramento della qualità dell’aria nelle nostre città. Che siano city car, maxi suv o veicoli commerciali leggeri, al massimo entro il 2027 i veicoli elettrici avranno un prezzo inferiore rispetto a quelli con motore a combustibili fossili: ciò sarà diretta conseguenza del crollo del prezzo delle nuove batterie, che entro il 2030 dovrebbe calare del 58% rispetto a dieci anni prima. Di conseguenza, i veicoli per i quali il costo delle batterie incide di più, come i furgoni leggeri, diventeranno economicamente più vantaggiosi già nel 2025.
L’IMPORTANZA DEGLI OBIETTIVI UE SULLE EMISSIONI
Seguiranno, l’anno successivo, le berline elettriche e i suv di tutte le dimensioni; le ultime a raggiungere la parità di costo, fra sei anni, saranno le auto più piccole. Il quadro è decisamente roseo, eppure non mancano alcune condizioni necessarie alla sua realizzazione: la chiave non si cela tanto negli incentivi che in questi anni l’hanno fatta da padrone, quanto negli obiettivi europei sulla riduzione delle emissioni. Gli analisti di BloombergNef avvertono infatti che, in assenza di obiettivi più rigorosi per incentivare la transizione, le auto elettriche a batteria raggiungeranno una quota di mercato dell’85% e i furgoni dell’83% entro il 2035; di conseguenza i veicoli inquinanti continuerebbero a essere venduti più a lungo del necessario e ciò non consentirebbe all’Ue di centrare l’obiettivo di decarbonizzazione che si è posta per il 2050. Per questo motivo, l’associazione Transport & Environment sottolinea l’importanza di prevedere degli obiettivi vincolanti intermedi al 2027, oltre a quelli già previsti nel 2025 e nel 2030, per poi raggiungere il target finale che preveda lo stop alla vendita di nuovi veicoli a combustione interna nel 2035.                                                          

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