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Abruzzo forte e gentile

Un viaggio attraverso la natura, l’arte, il teatro, la tradizione, la cucina e la tenacia di un popolo

Ven 27 Ago 2021 | di Testo e foto di Roberto Gabriele | Bella Italia
Foto di 21

Estate 2021: la pandemia ancora ci obbliga alle vacanze italiane. E allora ben venga la riscoperta del Paese più bello del mondo: la nostra cara Italia che non è seconda a nessuno.
Approfittiamo per esplorare una zona relativamente meno nota del Belpaese, l’Abruzzo, una regione bellissima che riunisce storia, cultura, mare e montagna. L’Abruzzo è quella regione nella quale ci sono laboratori scientifici di ricerca all’avanguardia nel mondo, intorno ai quali i pastori portano i loro animali. In questa regione la vita scorre tranquilla sia nei paesi più isolati che nelle città nelle quali c’è ogni genere di servizi e di tecnologia.
Qui non c’è turismo di massa, ma un grande turismo di nicchia: persone che sanno cosa vogliono e sanno che qui possono trovare ciò che cercano. Il turismo sportivo è molto fiorente con migliaia di persone che vengono in Abruzzo per sciare in inverno e per fare trekking l’estate tra il Gran Sasso e la Maiella: le montagne più alte dell’Appennino. Gli appassionati di canoa vengono a vogare tra fiumi e torrenti come il Tirino, che con le sue acque cristalline è il più pulito d’Europa. Ci sono poi gli appassionati di arrampicata che trovano ovunque rocce, speroni e falesie da scalare. Anche chi ama le 2 ruote troverà strade di montagna e curve da fare in bici o in moto.

LA PATRIA DI OVIDIO
Oltre allo sport e alle bellezze paesaggistiche e naturali in Abruzzo c’è tanta cultura che parte dagli insediamenti romani di Sulmona, patria di Ovidio, fino all’Aquila completamente ricostruita in tutta la sua bellezza dopo il terribile terremoto del 2009, passando per centinaia di siti minori di straordinaria bellezza e diffusi in tutta la Regione.

PRESI PER LA GOLA
Per finire l’Abruzzo saprà prendervi per la gola con i suoi piatti tipici che partono dai famosi arrosticini (spiedini di carne di pecora cotti alla brace) e gli spaghetti alla chitarra fino a formaggi e affettati di produzione locale, dolci tradizionali e chi più ne ha più ne metta.
Le cose da fare e da vedere sono tantissime in questi luoghi che si trovano a meno di due ore di auto da Roma e perfettamente collegati con l’Autostrada. L’Abruzzo è bello tutto l’anno e sa dare sempre il meglio di sé a chi scelga di scoprirlo. Ma poiché ci vorrebbe troppo tempo a vederlo tutto, ecco quindi cosa si può vedere in circa una settimana di vacanze.

L’AQUILA RICOSTRUITA
Chiunque di noi ricorda scolpite nella mente le tragiche immagini del terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009: 294 morti e la città quasi rasa al suolo dalla forza della natura. Ma gli aquilani sono gente forte che dopo la paura e i lutti si sono rimboccati le maniche e hanno ricostruito ormai quasi tutto il centro storico dandogli una seconda vita.
L’Aquila merita una giornata intera di visite alle sue chiese, alle sue strade, a tutti gli edifici che ora dopo i lavori di restauro sono più nuovi e più belli di prima. 
La Basilica di Santa Maria di Collemaggio, è una meta imperdibile, si tratta di una bellissima chiesa con la facciata in stile aquilano decorata con pietre policrome rosse e bianche che le danno un bellissimo aspetto e ne sottolineano l’imponenza. Quello che non tutti sanno è che essa deve parte della sua importanza anche al fatto di trovarsi lungo il Tratturo Magno: la grandissima arteria di collegamento lungo la quale milioni di pecore venivano portate in transumanza due volte all’anno. I pastori si trasferivano con i loro greggi dagli Abruzzi verso il Tavoliere delle Puglie: prima in autunno, per passare l’inverno in posti più caldi, e poi in tarda primavera risalivano verso le montagne di origine per portare gli animali verso pascoli più freschi e generosi. Fino agli anni ‘80 del Novecento, la Basilica era quindi meta obbligata di passaggio e di benedizione per uomini e animali: si passava di qui per auspicare un buon cammino all’andata e una buona stagione al ritorno. A testimoniare questo, ancora oggi di fronte all’entrata c’è una piazza con un prato enorme, lo stesso prato che usavano un tempo uomini e armenti per sostare qui come tappa del loro lungo cammino…

SULMONA, LA CITTÀ DEI CONFETTI
E se L’Aquila è giustamente famosa, non tutti sanno che a poca distanza dal capoluogo si trova Sulmona, antica città romana che racchiude in sé una serie infinita di sorprese che sapranno affascinare per la loro originalità il viaggiatore curioso. 
Sulmona è la città dei confetti che qui vengono preparati da secoli e ancora oggi ci sono produttori locali di eccellenza che continuano a produrli con la stessa qualità e gli stessi procedimenti artigianali di una volta, e ora li esportano in tutto il mondo…
Anche Sulmona si trova lungo il percorso del Tratturo Magno, ma la sua grandezza la deve anche agli ottimi collegamenti ferroviari diretti con Roma, L’Aquila e Pescara che la portano ad essere il punto di partenza strategico di un viaggio in Abruzzo fatto con mezzi locali. Infatti, Sulmona è la stazione di partenza della ferrovia meglio nota con il nome “Transiberiana d’Italia”, che effettua servizio turistico tutto l’anno durante i week end, arrancando in salita fino a Roccaraso e tagliando a metà le piste innevate di sci di fondo dell’Altopiano delle Cinque Miglia.
Gli appassionati di arte, storia e cultura qui troveranno massima soddisfazione per i loro gusti perché partiamo dal tempio di Ercole Curino di età romana per arrivare allo straordinario Teatro Comunale Maria Caniglia che da un secolo ha la fila al botteghino per aver visto passare sul suo palco i più grandi nomi della musica e del teatro, dalla lirica alla commedia, dai cori ai cantautori… 
E poi ci sono chiese, palazzi signorili, una bellissima piazza tagliata dagli archi dell’Acquedotto Romano, e il tutto culmina con l’evento più sentito dai sulmonesi, che ritornano ogni anno qui il giorno di Pasqua per festeggiare la corsa della “Madonna che scappa”. Si tratta di un momento per il quale migliaia di persone si riversano in piazza nella commozione generale.
Sulmona merita una giornata di viaggio compresa una breve, ma irrinunciabile, visita a Pacentro e alle svettanti torri del suo castello dalle quali si domina tutta la valle.

SUA MAESTÀ IL GRAN SASSO
L’Abruzzo non sarebbe tale senza le sue montagne, la più imponente e solenne è il Gran Sasso con la valle di Campo Imperatore facilmente raggiungibile in auto o in moto e più faticosamente dai ciclisti, che arrivando in vetta potranno godersi una meritata e lunga discesa defaticante. La valle è un’oasi di tranquillità isolata dal resto del mondo: basti pensare che quassù è anche difficile trovare la connessione per i telefoni cellulari che hanno il segnale solo in alcuni punti. 
Qui si può venire per passeggiate o arrampicate, o anche solo per il gusto di mangiare arrosticini alla brace cucinati in uno dei rifugi che fanno  servizio ristoro e si trovano lungo le strade.
Nei pressi di Campo Imperatore c’è Santo Stefano di Sessanio, ben noto anche all’estero per essere stato completamente ricostruito dopo il terremoto ad opera di un investitore che ha ricavato un albergo diffuso tra le case recuperate.

ROCCA CALASCIO E IL NOME DELLA ROSA
Ai piedi del Gran Sasso, imperdibile, c’è Rocca Calascio, nota location di numerosi, film tra i quali “Il nome della rosa”. La Rocca è visitabile h 24 senza biglietto, ma per arrivarci occorre lasciare l’auto in uno dei parcheggi a valle e proseguire con la navetta per fare poi un tratto di un quarto d’ora a piedi. Il luogo sicuramente merita lo sforzo fatto per arrivarci.
Anche tutta quest’area ha bisogno di un’intera giornata di viaggio per essere visitata.

BOMINACO E IL SUO ORATORIO
Sconosciuto alle masse è invece una meta molto nota e gradita a chi cerca in un viaggio qualcosa di straordinario e insolito: Bominaco è un piccolo paesino famoso non tanto per la sua fortezza diroccata dalla quale si domina tutta la valle, ma soprattutto per l’Oratorio di San Pellegrino, che è una chiesa interamente affrescata con colori vivissimi che risale all’anno 1263. Al suo interno troviamo interamente raffigurata la storia della Bibbia e dei Vangeli: un vero e proprio Catechismo illustrato ad uso della gente che spesso all’epoca era analfabeta e trovava invece chiarissimi i linguaggi e i messaggi che riceveva visivamente.
La visita all’Oratorio e alla chiesa di Santa Maria Assunta che gli è alle spalle dura un’oretta circa e, aggiungendoci anche una passeggiata alla fortezza, con 2 ore e mezzo si fa tutto, ma è una tappa del viaggio in Abruzzo che merita di essere fatta, magari aggiungendo le Grotte di Stiffe poco distanti per completare il programma.    

 


I 9 ABITANTI DI CASTROVALVA

Anversa degli Abruzzi si trova proprio all’inizio della valle del Sagittario immerso in una gola circondato da montagne ricoperte di boschi dal colore verde acceso. A fondovalle si trovano le sorgenti del fiume omonimo in un’oasi di tranquillità. Segue poi Castrovalva: arroccato su una stradina erta e con un tratto in una breve galleria talmente stretta che si procede a senso unico alternato. Qui vivono 9 abitanti residenti (dati 2020) in un paesino che ha visto passare il noto illustratore Maurits Cornelis Escher che ha lasciato ai posteri alcuni suoi disegni realizzati durante il suo soggiorno in paese.
Ultimo, ma non ultimo, il paese dei fotografi: Scanno con il suo omonimo lago a forma di cuore. Le donne vestite in nero di qualche decennio fa sono state il soggetto preferito di grandissimi autori di calibro internazionale. Ancora oggi il paese mantiene inalterato il suo fascino architettonico e paesaggistico pur senza le donne vestite di nero. Anche per la Valle del Sagittario avrete bisogno di una giornata di visite.                

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