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Il David gemello porta l’Italia a Expo Dubai

Al centro del Padiglione Italia all’Expo, c’è una copia fedele del David di Michelangelo, creata con un’operazione sofisticata di digitalizzazione e riproduzione a partire dall’originale. Noi abbiamo parlato con chi ha guidato l’operazione

Ven 27 Ago 2021 | di Susanna Bagnoli | Attualità
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Sarà uno dei protagonisti, se non il protagonista al centro del Padiglione Italia a Expo 2020 Dubai,  in partenza dal 1° ottobre 2021. Certamente ha già fatto molto parlare di sé in queste settimane, in cui è stato collocato al suo posto. È l’altro David di Michelangelo, la copia perfetta della statua più nota al mondo, simbolo dell’arte italiana e ambasciatore di bellezza. La copia è stata creata con una complessa operazione di digitalizzazione e ri-produzione dell’originale, curata da un team guidato dalla Prof.ssa Grazia Tucci, docente di Geomatica, la scienza della acquisizione e gestione dei dati spaziali tridimensionali, all’Università di Firenze. «La sfida – racconta - è stata fare il modello digitale più accurato possibile, per riprodurlo con stampa 3D, la tecnologia più promettente e mai utilizzata per opere d’arte di queste dimensioni». 

Com’è nato il progetto? 
«Più di un anno fa, su incarico del Ministero per i Beni Culturali e Turismo e del Commissariato italiano per Expo 2020 Dubai. Mi occupo da sempre di digitalizzazione, in particolare dei Beni Culturali e avevo già lavorato alla Galleria dell’Accademia di Firenze, il museo del David, per produrre un modello 3D finalizzato all’analisi del rischio sismico». 

Com’è stata fatta la digitalizzazione? 
«Procedendo pezzo dopo pezzo, per tutta la lunghezza della statua e su tutte le sue superfici. Con un primo strumento abbiamo ricostruito la geometria della superficie. Con un secondo strumento abbiamo misurato la volumetria complessiva. E poi, mettendo insieme i due risultati, abbiamo ottenuto un modello digitale di circa mezzo terabyte di dati. Un file importantissimo che è la testimonianza dello stato dell’arte a oggi e strumento per la conservazione e la tutela del David». 

E per la riproduzione, come si è proceduto? 
«Con una stampante 3D sufficientemente grande e molto veloce, considerato il poco tempo a disposizione. Ci sono volute 160 ore per stampare i 14 pezzi che assemblati hanno dato vita al David. Prima di ricomporli sono stati rifiniti con una polvere di marmo e colle per rivestire la superficie e dargli un aspetto il più possibile simile all’originale, che è in marmo di Carrara. Devo dire che la copia in 3D riesce comunque a creare una suggestione in grado di stimolare curiosità e interrogativi».  

La digitalizzazione ci può aiutare a fare qualche ‘scoperta’ sull’originale?
«Sì, potrebbe. Anche io sono curiosa. Nei prossimi mesi, lavorando sul file dei dati ne sapremo di più».  

Perché è stato scelto il David, secondo lei?
«È una delle più alte espressioni di bellezza e del genio di Michelangelo. Rappresenta l’arte del Rinascimento e nel mondo quando pensano all’Italia, pensano al Rinascimento, e incarna bene il motto dell’Italia ad Expo, che è ‘la bellezza unisce le persone’».

La prima impressione a Dubai, nel giorno della presentazione?
«È stato molto apprezzato. Vederlo finito e collocato ha regalato davvero un bel momento. Storia, cultura, arte unite a tecnologia e innovazione hanno riacceso, dopo questo anno difficile, la speranza nel futuro».         

 


C’è un solo David. Ed è così da 500 anni 

Cecilie Hollberg dirige la Galleria dell’Accademia a Firenze, il museo del David di Michelangelo. A noi di Acqua&Sapone racconta l’operazione.

Come ha accolto la notizia della digitalizzazione?
«Con interesse. Dal punto di vista tecnologico e scientifico l’operazione di digitalizzazione delle opere d’arte è importante. Serve per la conservazione e la manutenzione e per fare il monitoraggio della superficie. Inoltre, anche per fare simulazioni di luci, per gli allestimenti museali. Ovvio, i dati digitali devono essere tutelati». 

Che effetto le fa sapere che a Dubai c’è un altro David?
«Nessuno, perché io so che l’originale è a Firenze ed è unico. È quello che ha un’anima ed esprime il genio di Michelangelo e da 500 anni attrae persone da tutto il mondo. Di ‘altri’ David, solo a Firenze, ce ne sono tre, uno in piazza della Signoria, e uno in piazzale Michelangelo, il terzo nell’Istituto d’Arte. Eppure la gente viene a vedere l’originale». 

Perché è stato scelto il David per rappresentare la cultura italiana?
«Non c’è opera più ambita e conosciuta, è un ambasciatore dell’Italia. Simboleggia rinascita, speranza e il coraggio».

Quanto è difficile tutelarne l’immagine?
«Mi servirebbero squadre di avvocati. Se per ogni David in plastica nel mondo facessimo pagare 1 centesimo, arriverebbero molte risorse per il nostro Paese». 

Che fine farà la copia?
«Sicuramente tornerà in Italia».          

 


DAL PRIMO OTTOBRE EXPO DUBAI

Expo Dubai 2020 è l’Esposizione Universale che aprirà i battenti il prossimo 1° ottobre negli Emirati Arabi, la prima che si svolge in un Paese arabo. L’Italia è uno dei Paesi che partecipano ad Expo Dubai 2020 ed il motto che ha scelto è ‘La bellezza unisce le persone’. Il Padiglione Italia, progettato da Carlo Ratti e Italo Rota, nella parte esterna ha una copertura formata da tre scafi rovesciati dai colori verde, bianco e rosso. Un grande Tricolore di forte impatto visivo. Il direttore artistico del padiglione è Davide Rampello. Per info: italyexpo2020.it 

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