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L’antica lavorazione della lana abruzzese si fa sostenibile

I giovani fondatori della startup utilizzano tinture vegetali e investono parte dei ricavi nella riqualificazione del Parco Nazionale del Gran Sasso

Ven 27 Ago 2021 | di Domenico Zaccaria | Ambiente

L’arcaica lavorazione della lana delle pecore abruzzesi rinasce grazie a una startup di maglieria sostenibile orientata all’economia circolare. Nata nel 2019 dall’idea di due giovani fratelli, Emanuela di 26 anni e Francesco Picchini di 24, Wuuls è stata scelta fra le cinque “Storie di Skipper”, il marchio del gruppo Zuegg che dà voce ad esperienze italiane incentrate sull’innovazione e la sostenibilità, fondate da persone che credono nella forza del cambiamento. E in effetti Wuuls rappresenta l’esempio di come un settore, quello della moda, può farsi etico e mettersi al servizio del territorio. Il territorio in questione è compreso all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso: il 5% dei guadagni della startup vengono devoluti alla sistemazione e riqualificazione del “corridoio di pascolo” presente all’interno del Parco e a progetti di salvaguardia dell’orso marsicano. Le pecore autoctone abruzzesi sono una specie protetta dall’Ente Parco e la loro lana è particolarmente morbida e soffice; questo pregiato filato richiede però grande abilità e particolari tecniche di lavorazione, che solo un gruppo di magliaie locali continua a tramandare di generazione in generazione.
L’UNIONE (DI COMPETENZE) FA LA FORZA
Alle tinture tradizionali sono state preferite quelle vegetali, utilizzando le piante officinali che crescono in abbondanza in questo tratto incontaminato dell’Abruzzo. «Circa l’80% dell’impatto di un prodotto – spiegano i fondatori - è determinato durante la fase di progettazione: noi credevamo fortemente nell’idea di poter raccontare una storia diversa rilanciando una tradizione antica in un’ottica completamente sostenibile. Per realizzare i nostri prodotti, utilizziamo lane del Parco Nazionale del Gran Sasso e le tingiamo al vegetale, che è la cosa che più ci caratterizza. Ci impegniamo a realizzare prodotti belli e durevoli, realizzati con cura. Nella nostra filiera interamente made in Italy teniamo conto dell’ambiente e delle persone che lavorano accanto a noi ed è per questo che ci piace definirci ‘More than just a brand’, perché in realtà vogliamo far parte del cambiamento ridefinendo le regole del gioco della moda». Oggi il team è cresciuto insieme a Gabriele Core (27 anni), amico d’infanzia dei due fratelli, e al 29enne Valentino Grossi, ingegnere industriale. Wuuls, in fondo, dimostra che l’unione delle diverse competenze, delle visioni e delle idee, rappresenta quella forza propulsiva in grado di apportare un reale e naturale cambiamento.

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