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Nuovo aumento delle bollette dell’energia?

Quanto costa la ripartenza, le misure per ridurre la CO2 e l’importazione di energia

Lun 27 Set 2021 | di Armando Marino | Soldi

È il secondo maxi aumento di fila delle bollette dell’energia. A luglio gli aumenti erano di +10% per la luce e +15% per il gas. Al momento di scrivere questa rubrica, si parla di un +20 e +30 rispettivamente a partire dal primo ottobre. Il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani ha addirittura parlato di un 40% in più, stima che è parsa addirittura provocatoria. Il governo in questi casi tenta sempre di diminuire l’impatto almeno per i consumatori privati usando fondi di riserva, per le imprese invece significa un aumento importante dei costi che le rende sempre meno competitive con Paesi dove l’energia costa meno. Ma la vera questione, al di là dell’ammontare preciso degli aumenti, è che per la prima volta stanno venendo al pettine alcuni nodi: il boom del costo dell’energia dipende in parte da condizioni di mercato contingenti (la ripartenza dopo i lockdown), in parte dal fatto che l’Italia è costretta a importare tanta energia, in parte dal costo delle misure per ridurre la produzione di anidride carbonica. L’Europa si è data obiettivi ecologici molto ambiziosi e per ridurre l’emissione di Co2 nell’atmosfera ha imposto un meccanismo di costi che gravano sull’energia prodotta con fonti fossili, vedi gas, petrolio e ancora di più carbone. I rincari degli ultimi mesi dunque hanno un lato positivo: rendono chiaro che la “transizione ecologica” ha un costo. Se vogliamo essere ambientalisti davvero e non solo a parole, dobbiamo prendere atto delle conseguenze e possibilmente cercare rimedi e tecnologie che rendano la transizione compatibile con il nostro stile di vita.
Il ministro Cingolani ha proposto di ripensare al nucleare di quarta generazione, definendolo sicuro e pulito. Una proposta che ha provocato forti divisioni. Al di là di come la si pensi in materia, una cosa è certa: i pro e i contro di tutte le scelte andrebbero valutati in modo concreto senza preclusioni ideologiche. Sappiamo ormai che serve un mix di fonti, che l’Italia ha un buon apporto dall’idroelettrico e dall’eolico, decisamente meno dal fotovoltaico, mentre c’è anche un 4% di nucleare che compriamo, un po’ ipocritamente, all’estero. Se vogliamo le auto elettriche, ad esempio, dobbiamo sapere che servirà sempre più energia. C’è chi dice che le fonti rinnovabili da sole non bastano, ma forse è anche vero che finora non ci abbiamo investito su sempre nel modo giusto, visto che tanti impianti producono poco. Oggi, più che uno sconto momentaneo sulla bolletta, al governo dovremmo chiedere chiarezza su cosa ci aspetta per il prossimo futuro e quali sono le soluzioni possibili per tenere accesa la luce senza inquinare troppo.                                                          

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