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Abortire? Ho tenuto Amina grazie a quell’aiuto concreto

Incinta in pieno lockdown, senza lavoro e con 3 figli. LA paura mi stava bloccando. Una videochiamata ha cambiato tutto!

Lun 27 Set 2021 | di Patrizia Lupo | Bambini
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La mia Amina adesso ha 8 mesi ed è bella come il Sole! Ho scoperto di aspettarla a marzo, quando eravamo tutti impauriti e chiusi in casa per il lockdown. Ce la stavamo passando male con tre figli in età scolare e mio marito fermo con il lavoro. Di soldi non ne entravano. Per mangiare ci eravamo rivolti alla Croce Rossa e ci portavano pacchi viveri, l’affitto però non riuscivamo a pagarlo. Quando sarebbe finita? 

Nessuno sapeva la risposta. La gravidanza poi era stata una doccia fredda! Avevo accolto sempre con gioia i miei figli, perché volevo una famiglia numerosa. Ma stavolta era diverso, avevo troppa paura per quelli che già avevo. Mio marito non sapeva che fare, ma io no, già avevo deciso di abortire ed ho chiesto a un’amica di aiutarmi. Lei però ha fermato questa corsa cieca verso l’aborto e mi ha fatto riflettere: era un figlio nostro anche questo. Mi ha parlato poi di un’associazione che conosceva, il Segretariato Sociale per la Vita. Mi ha detto: «Hanno aiutato tante mamme, vedrai, aiuteranno anche te». Si è aperto uno spiraglio e anche se la paura restava ho accettato il suo aiuto. Attraverso una videochiamata veniamo in contatto con una volontaria dell’associazione. 

Mio marito è con me, assisto un po' in disparte perché non parlo l’italiano. Lui spiega la nostra situazione e poi mi traduce. Parlano del lavoro, dei figli, dei problemi che abbiamo e che ci fanno decidere per l’aborto. La signora ci promette che non ci lasceranno soli e che ci aiuteranno, anche con il Progetto Gemma, un sostegno economico per 18 mesi che ci permetterà di affrontare le spese per il bambino e di aiuti statali di cui non eravamo a conoscenza. La signora ci dà speranza: ciò di cui avevamo più bisogno per aprire di nuovo il nostro cuore e avere il coraggio di accogliere un altro figlio in una situazione così. 
Da quel giorno siamo stati quasi portati per mano, abbiamo sentito il loro sostegno e per ogni problema ci hanno aiutato. Non è stato facile per mio marito riprendere a lavorare e nemmeno per me la gravidanza, ma siamo andati avanti, non ci siamo fermati e nemmeno pentiti della scelta che abbiamo fatto. 
Se penso che Amina poteva non essere con noi ho una stretta al cuore e adesso ringrazio Dio per avermi fermato.                                 

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