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Ora sono una roccia

Francesca Alotta: A 30 anni da “non amarmi”, un nuovo disco e ”Tale e quale show”

Lun 27 Set 2021 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
Foto di 7

Quando avevo 12 anni, mi ero comprata un quadernino dove scrivevo le parole delle canzoni che mi piacevano di più. Soprattutto quelle d’amore. E la sua era una di quelle che avevo riportato parola per parola, in bella scrittura, dopo averla registrata su una audiocassetta. Quando gliel’ho confessato è scoppiata a ridere, anche se sono molte le persone che nel tempo le hanno raccontato la stessa cosa... Era il 1992, erano gli anni del telefono fisso, delle cabine telefoniche, del Walkman e dell’ultima fila sull’autobus dove poter sognare e cantare tutti insieme. 

Oggi, dopo trent’anni ritroviamo Francesca Alotta protagonista di “Tale e Quale show”, il programma in onda su RaiUno dallo scorso 17 settembre, per il quale si è preparata come una vera e propria atleta. Io l’ho raggiunta telefonicamente, tra una prova e l’altra.

«In questi ultimi mesi tutti i giorni ho percorso 6-7 km a piedi, ho seguito una dieta per mettermi in forma e a settembre ho cominciato a studiare anche per imparare a muovermi meglio. Perché, per imitare, è importante avere una certa libertà di movimento». 

Ti piace imitare?
«Ho sempre avuto la passione per la recitazione. E imitare è un po’ come recitare. È fondamentale quindi avere le stesse mosse, sentire nello stesso modo. Questo comporta una buona formazione vocale, mentale e fisica. È un lavoro duro, una bella sfida. Credo che imparerò molto durante queste settimane, anche un modo nuovo di approcciarmi alle cose. Io, per questo, sono una spugna: non finisco mai di studiare». 

Come è nata questa avventura di “Tale e Quale”?
«Mi sono presentata cinque volte ai provini di “Tale e Quale”. E alla fine è arrivata l’occasione. Un anno ho detto “basta non mi presento più”. Poi, due anni fa, dopo un periodo molto pesante, ho cambiato modo di approcciarmi alla vita. Sono diventata più propositiva: tanto al massimo dicono di no. Nella vita bisogna osare e rischiare e, se credi in quello che fai, devi lottare. Perché alla fine le cose accadono!».

Hai dei riti scaramantici che prevedi di fare prima di andare in scena?
«Quando è morto mio papà ho perso la fede. Lui era la mia vita, il mio maestro, un uomo molto saggio, che mi ha insegnato l’umiltà, mi ha insegnato a coltivare l’anima, a non dare peso alla bellezza esteriore. Era un uomo molto bello, ma prima di tutto era generoso, profondo, buono. Morto lui, sono precipitata, mi è mancato tutto. Continuavo a dire che non era possibile che potesse morire una persona così. Poi, due anni fa, ho avuto un cancro. Mia mamma, che si chiama Maria Rita e che è devoto a Santa Rita, ha cominciato a dirmi di andare con lei a pregare al Santuario. Così pian piano mi sono riavvicinata alla fede. Un giorno ho comprato degli anellini di Santa Rita, li ho fatti benedire e ho cominciato a portarli sempre con me, a non staccarmi mai, e anche a pregare. Avevo un cancro esteso al 70%, eppure mi sono salvata: per me è stato un miracolo. Da quel momento, prima di qualsiasi cosa che devo affrontare, vado a pregare. L’ho fatto anche prima dell’ultimo provino per “Tale e Quale”. Ed ha funzionato! Ora mi hanno detto che non potrò sempre portare gli anellini mentre farò le imitazioni: nessun problema, al massimo li nascondo nel reggiseno!».

A breve uscirai anche con un nuovo disco!
«Ad ottobre uscirà il video del nuovo singolo. Sono molto contenta: è un lavoro maturo. Diciamo che tutto il disco è caratterizzato da temi sociali importanti. Una di queste canzoni, a cui sono legatissima, nasce da una esperienza personale ed è una denuncia degli stereotipi, delle regole che ci vogliono tutti uguali, è un inno al volersi tirare fuori da questo circo ipocrita. Per me questo è una cosa fondamentale: bisogna vivere come si sente di vivere. La vita è preziosa. Non sprechiamone neanche un istante. Questo voglio trasmettere a tante persone. Sembra che sia tutto a posto, ma non è così: esistono troppi preconcetti ancora e con le mie canzoni e il mio impegno spero di buttare giù questo muro».

Questo impegno nel sociale da cosa dipende?
«Dalla mia esperienza con il cancro, sono riuscita a capire quanto è preziosa la vita. Le canzoni, quindi, sono proprio un inno alla gioia».
 
Cosa è accaduto per te durante il lockdown?
«Durante il lockdown mi sono trovata di fronte ad un bivio: o andavo in analisi o scrivevo canzoni. Mi sono messa a scrivere e ho tirato fuori tutto quello che sentivo. Scrivere è una panacea per un artista. E poter cantare ciò che si è scritto è il massimo! Devo dire che sono stra-felice di questo percorso. E sto continuando a studiare, cosa che mi piace molto. Ho anche imparato a suonare le percussioni, dopo aver studiato pianoforte e violino da ragazza. A me piace molto andare oltre, perché i limiti sono lì per superarli. Sento che per me è un momento molto bello. Ho un’energia e una voglia di mettermi in gioco che è appassionante. Mi sento una roccia. Nonostante i momenti terribili che ho passato o forse proprio grazie a loro». 

Nel 1992 festeggi trent’anni da quel successo sanremese.
«E molti di più di carriera. L’anno prima avevo vinto il Cantagiro con il mio primo 45 giri… un’altra epoca!».

Ma la musica ha sempre fatto parte della tua vita, anche perché provieni da una famiglia di musicisti!
«Mio nonno era violinista, mio zio cantante e attore. Papà era tenore, mia sorella è soprano e mio fratello tenore. Siamo cresciuti in questo ambiente della musica. È stato un percorso naturale il mio. Ho frequentato il Conservatorio, ho studiato canto lirico, pianoforte, arrivando al quinto anno, e violino. Ma io amo molto il blues, il funcky, nonostante sia cresciuta con la musica lirica e classica che mi piace tanto. Sicuramente quello che ho acquisito studiando lirica e uno strumento mi è servito moltissimo».

Il successo di “Non amarmi” quanto è stato croce e quanto delizia? 
«Da questi successi così planetari, effettivamente, a volte è difficile staccarsi. Anche se è straordinario vedere che anche i ragazzini di oggi, che non sono nati in quegli anni, cantano quella canzone. Non capita spesso. Tra l’altro la nostra canzone, la più venduta nel 1992, è stata trasmessa molto all’estero, cantata in italiano, cosa non frequente. Di solito devi cantare in spagnolo, inglese, francese. Poi è stata anche tradotta e cantata in tutte le lingue: anche in russo e finlandese e Jennifer lopex insieme a Mark Anthony ne ha fatto due versioni. Tutto questo è una cosa che dà e toglie. Ma se devo mettere su una bilancia posso dire che ha dato tanto». 

Hai cantato anche all’estero: come è diverso il pubblico straniero rispetto a quello italiano? 
«Il pubblico straniero è un po’ più attento. Per esempio quando si canta, aspetta fino ala fine prima di applaudire. Ricordo che la prima volta, in Inghilterra, mi spaventai, perché pensavo non gli fossi piaciuta! All’estero, poi, altro aspetto fondamentale, vali a prescindere dai passaggi televisivi. Ci sono attori straordinari di teatro e del musical che sono delle star. Da noi, se non vai in tv, a volte non esisti!».

A questo proposito cosa ti senti di dire ai ragazzi che tentano la tua stessa strada?
«È fondamentale studiare, conoscere la musica, saper suonare uno strumento. E invece spesso vedo approssimazione: solo perché una canzone suona bene, vedi questi ragazzi che si trovano in vetta alle classifiche, ma spesso non sono pronti ad affrontare la discesa. A volte mi fanno tenerezza, perché vedo che li sfruttano, li usano e poi vanno in crisi. È importante essere centrati, forti, pronti agli alti e bassi che questa professione inevitabilmente porta. E questo capisco che sia sempre più difficile soprattutto perché sta passando il messaggio che è facile arrivare al successo. Nello stesso tempo penso che siano molto fortunati ad avere contenitori come i talent, vetrine straordinarie. Ai miei tempi c’erano solo Sanremo e Castrocaro e poco altro! Oggi i talent hanno sfornato artisti straordinari, come la Amoroso, Emma Marrone, Giusy Ferreri e tanti altri...».                                       

 


TALE E QUALE SHOW

Dal 17 settembre in onda su Rai Uno ogni venerdì “Tale e Quale Show”, il programma condotto da Carlo Conti che vede tra i concorrenti dell’edizione 2021 anche Francesca Alotta. Oltre a lei, Alba Parietti, Federica Nargi, Deborah Johnson, Biagio Izzo, Dennis Fantina, Ciro Priello, i Gemelli di Guidonia, Simone Montedoro, Stefania Orlando e Pierpaolo Petrelli. In giuria Cristiano Malgioglio, Loretta Goggi e Giorgio Panariello. 

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