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Alessandra Amoroso: sono ciò che sento

“Tutto Accade” è il nuovo album appena pubblicato dalla cantante che intanto si prepara al concerto di San Siro con tanto allenamento fisico e mentale

Ven 22 Ott 2021 | di Nadia Afragola | Interviste Esclusive
Foto di 10

Dal piccolo paese della provincia pugliese, allo Stadio di San Siro. Sono passati dodici anni da quando Alessandra è diventata la Amoroso. Da quel 5 ottobre 2008, quando tutti hanno iniziato a riconoscerla come cantante. Da quando giocava a fare la grande, immaginando il pubblico davanti ad uno specchio nella sua cameretta, ad oggi, che grande lo è diventata e pianifica un concerto alla Scala del calcio. “Tutto Accade” è il nome del concerto in programma per il 13 luglio 2022 ed anche del disco di inediti che lo anticipa, uscito il 22 ottobre 2021. Il “giorno”, come Alessandra lo definisce, sarà il concerto numero 200 della sua carriera. Prima di lei, sul palco di San Siro, solo Laura Pausini, se consideriamo il panorama italiano. Una grande responsabilità, per una che nel 2019 ha già tagliato il traguardo del milione di biglietti venduti. 

Cosa vede guardandosi ora?
«Ho avuto molto tempo per riflettere su chi sono e su cosa voglio. Sono sempre stata molto critica con me stessa, non ho mai speso una parola buona per me. Il lockdown mi ha dato modo di guardare al mio passato. E oggi vedo una giovane donna che è sempre stata sincera con sé stessa e con le persone».

In questi due anni difficili di riposo forzato, in cui ha raggiunto il suo equilibrio, c'è stato un episodio che l'ha aiutata a riprendere in mano la sua vita?
«Ce ne sono stati due. Quando mia nonna ci ha lasciati e l'arrivo di una "fatina del cervello", come la chiamo io, che è la mia psicologa meravigliosa. È anche grazie a lei se oggi sono cresciuta e se riesco ad accettarmi per quello che sono. È un percorso che consiglio a tutti, per cui non c’è nulla di cui vergognarsi».

Come si arriva a decidere di fare un concerto a San Siro?
«Nel 2017 abbiamo riempito in 10 giorni due serate all'Arena di Verona. Anche se si capiva che i tempi potevano essere maturi, si è deciso comunque di aspettare. Questo, almeno fino al 2019, quando abbiamo superato il milione di biglietti venduti in carriera e Ferdinando Salzano (Friends & Partners), organizzatore dell'evento, che lavora con noi da undici anni, ha bussato alla nostra porta e ci ha spinto a fare il grande passo. Dentro di me sentivo di essere pronta per questa sfida».  

Come si sente all’idea di quel palco?
«Ogni volta che faccio quel passo, l'ultimo prima di salire sul palco, sento sempre la stessa emozione, paura e felicità, miste nelle stesse quantità. Credo che quel giorno sarà lo stesso. Sono già carica di energia, voglio dare il massimo di quello che posso. Voglio che sia una grande festa, che tutti si divertano. È un sogno. E se penso che dodici anni fa cantavo davanti allo specchio della mia camera, faccio ancora fatica a crederci» 

Come si prepara una scaletta per San Siro?
«Ogni anno si è aggiunta della musica nelle mie scalette e le scelte sono diventate sempre più difficili. Non si possono portare sul palco tutti i pezzi, bisogna avere delle priorità. Sarà difficile riuscire ad accontentare tutti. Ma il pubblico è molto affezionato a certe canzoni, che non puoi esimerti di fare». 

Oggi che il pop sembra essere un genere in difficoltà rispetto ad altri, un evento come San Siro va visto come una sfida per rilanciarlo?
«Mi rendo conto di avere addosso la targhetta dell’artista pop, ma io sono quello sento, quello che mi emoziona, sono quello che mi va di raccontare. Magari domani farò trap, perché mi rappresenterà meglio. A me piace fare musica ed esprimermi nel modo che ritengo più giusto in quel momento preciso della mia vita».

Quindi… non si sente un'icona del Pop italiano?
«Oggi come oggi mi sento Alessandra Amoroso. E canto».

È la seconda artista italiana a salire sul palco di San Siro con uno show esclusivo, dopo Laura Pausini. Come si gestisce questa responsabilità?
«In realtà mi sento addosso sempre e solo la responsabilità di far divertire il mio pubblico e di far sentire loro l'amore che provo. Al resto non ci penso. O meglio, penso al fatto che sono passati 15 anni da quando Laura ha calcato quel palco. Questo è il dato che mi fa riflettere. Spero di poter passare il testimone di questa staffetta a tante altre donne della musica, senza attendere decenni».

Fisicamente, come si prepara ad un concerto così?
«Non perdo occasione per allenarmi. Dedico almeno 45’ al giorno alla cura del corpo e della mente. Anche perché dovrò muovermi molto. Faccio molta meditazione, perché non solo i muscoli vanno esercitati».

Come è nata l'idea dell'immagine di copertina di “Tutto Accade”?
«È nata durante il periodo di lockdown. Il messaggio che vuole dare quell'immagine è di guardare il bicchiere come fosse sempre mezzo pieno. Mi sono accorta che entrambe quelle rappresentazioni di Alessandra erano parte della stessa persona. È inutile porsi dei limiti, bisogna accettare ogni parte di sé. Devo accettare la mia immagine pubblica, il mio lavoro, ma anche che sono una persona come le altre, che pulisco casa o vado al mare con la mia nipotina. Sono sempre io. Questo processo di accettazione aiuta a non colpevolizzarsi e a convivere con te stessa in ogni momento della tua vita». 

A San Siro porterà chi ha condiviso il percorso con lei?
«Voglio condividere questa festa con quanti più amici possibile. Ora è presto per dirlo, perché ci stiamo concentrando più sugli aspetti musicali e scenografici, ma sicuramente gli ospiti saranno tanti. Voglio anche completare lo spettacolo con video proiezioni che raccontino il mio percorso, anche interiore. Questo concerto è un traguardo ed è giusto fare il punto della situazione, un bilancio, come si fa con le grandi celebrazioni». 

Parlando di stadio, come è andata l'esperienza a Casa Azzurri?
«Sono stata invitata a prendere parte all'evento prepartita in occasione del debutto della Nazionale agli Europei. È stato davvero esilarante, ero carica di energia e in un attimo la performance si è trasformata in un mega karaoke». 

Cosa ci sarà in futuro di ancora più grande?
«Tanti altri stadi mi auguro! È un grande traguardo, certamente, per me, la mia famiglia, il mio team, che considero la mia famiglia itinerante, e il mio pubblico. Non vedo l'ora di osservare i loro occhi e godere delle loro emozioni. Mi auguro che il futuro mi riservi soddisfazioni altrettanto grandi».                                                             

 


ALESSANDRA ACCANTO A PANGEA
Sono tante le artiste, tra cui anche Alessandra Amoroso, che si sono schierate al fianco delle donne afghane per sostenere il progetto “Emergenza Afghanistan” di fondazione Pangea Onlus, a seguito dei recenti accadimenti. Insieme a lei, Fiorella Mannoia, Emma, Giorgia, Elisa, Gianna Nannini, Laura Pausini hanno scelto di donare 200.000 euro derivanti dai ricavi del progetto ‘Una. Nessuna. Centomila’ per combattere la violenza sulle donne. Il concerto a sostegno di questo e di altri progetti umanitari, è fissato per sabato 11 giugno 2022 all’arena di Reggio Emilia (Campovolo).

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