acquaesapone Bella Italia
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri Speciale Cannes

Bressanone total green

Plastic free, acqua a km zero, mobilitŗ sostenibile: in Alto Adige i panorami da cartolina si uniscono al rispetto dellíambiente

Ven 22 Ott 2021 | di Massimiliano Rella | Bella Italia
Foto di 14

Acqua a km zero, dalla montagna al rubinetto o nella bottiglietta da asporto, pulita, etica e sostenibile. Con i suoi giardini ben curati, con il lungofiume sull’Isarco e i vicoli del quartiere medievale, Bressanone a prima vista potrebbe sembrare lo stereotipo della bella e ordinata cittadina dell’Alto Adige. In realtà ha molto più da raccontare e questo va oltre le sue sembianze da cartolina. 
Certo, l’elenco primeggerebbe di autentiche gemme: su tutte l’elegante piazza Duomo, che ogni dicembre, da trent’anni, è addobbata per le festività con un caratteristico mercatino di Natale. C’è poi - come non ricordarlo – il maestoso palazzo dell’Hofburg, un tempo residenza dei Principi Vescovi che governavano Bressanone, oggi sede del museo Diocesano. Potremmo poi dilungarci sugli antichi portici del centro storico o sul quartiere Stufles, sorto al di là del fiume Isarco e zona medievale più antica. 
Incorniciata tra la Valle Isarco e il massiccio della Plose (2.562 mt), Bressanone (Brixen in lingua tedesca) non è però soltanto la bella cittadina tirolese, ma un nuovo caso di sostenibilità ambientale. Terza per numero d’abitanti dopo Bolzano e Merano, è invece la prima ad aver bandito bottiglie, bicchieri e cannucce di plastica; e con largo anticipo su una recente direttiva comunitaria. L’operazione di “pulizia” cominciata nel 2019 prosegue oggi a pieno regime e guarda lontano. Sulle 48 fontanelle pubbliche, alle piscine comunali dell’Acquarena e sulle fonti naturali della Plose una targhetta con la scritta “Refill” (Riempi) invita i turisti e la popolazione a utilizzare una bottiglietta d’acciaio inossidabile, voluta dal Comune come alternativa alla plastica; l’oggetto simbolico ed evocativo di questa riuscita campagna green. La bottiglietta dal design fine ed essenziale è in vendita a 9,95€ in vari luoghi: all’Infopoint di Bressanone Turismo, sui rifugi della Plose, in vari alberghi, locali, negozi e alle piscine comunali Acquarena. 
Considerata a ragione una risorsa sempre più scarsa e preziosa, la “fonte della vita” è protagonista anche del Festival di Acqua e Luce, evento artistico di grande impatto urbano in programma a maggio. 
Bressanone è immersa in una vallata tra catene montuose, laghetti solitari, ruscelli, torrenti ed è anche una destinazione “amica” della bici, posizionata com’è sulla pista ciclabile di lunga percorrenza Monaco-Venezia; ma si può scendere in mountain bike anche dalla Plose, dove è stato realizzato un bike park o raggiungere sulla due ruote la vicina Val di Funes attraverso percorsi nel bosco. Non è un caso dunque se la campagna contro la plastica è partita dai rifugi e dalle baite della Plose, dove a 1.870 metri d’altezza sgorga una sorgente d’acqua potabile di qualità. Tempestivamente sostenuta da Bressanone Turismo Cooperativa, dalla Funivie Plose e dal Comune, l’iniziativa è stata rafforzata con la campagna “Refill” con tanto di bottiglia in acciaio inox. Oggi, così, è la prima area escursionistica della regione alpina a centrare l’importante traguardo, ma adesso si vuole aumentare la consapevolezza sulla sostenibilità, rafforzando l'importanza dell'acqua di montagna e contrastando lo spreco di risorse e l'aumento dei livelli di CO2. Nel 2021 il progetto è stato esteso all’intera destinazione: lASM Bressanone Spa, la “municipalizzata” controllata dal Comune al 99,93%, ha dotato di targhette “Refill” anche le fontane delle confinanti Varna e Fortezza. 

L’abbazia sostenibile
Senza andare lontano qui troviamo un altro e antichissimo caso di sostenibilità, stavolta con un risvolto economico e sociale. Spunta tra le vigne e le guglie dell’Abbazia di Novacella: una comunità religiosa, produttiva e formativa, fondata nel lontano anno 1142, da allora sempre attenta alla cura della natura oltre che dell’anima. L’Abbazia offre lavoro a 200 dipendenti, ha una scuola pubblica in tedesco per 90 ragazzi; con soggiorno privato obbligatorio e strutture da college “americano” in un contesto tirolese e medievale (campi da calcio, tennis, palestra, etc). E tante altre curiosità ed economie: un centro convegni multisala, una prestigiosa biblioteca e un museo che accolgono 70mila turisti l’anno, ma soprattutto un’importante produzione di vino di qualità, che gli vale il titolo di seconda cantina d’Italia per anno di nascita. Solo un anno prima, era il 1141, nacque il Castello di Brolio, in Toscana… 
«Per noi la sostenibilità è da sempre un tema sentito e importante – ci racconta Elias Holzer, responsabile commerciale per l’Italia -. Già dal ’92 siamo autosufficienti per l’energia elettrica e termica. Abbiamo una stazione termica alimentata a ceppato di legno delle nostre foreste, circa mille ettari di bosco tra foreste e malghe di proprietà dell’Abbazia, ma anche una stazione idroelettrica. Da tempo abbiamo anche eliminato dalle vigne componenti di plastica, pesticidi ed erbicidi». 
Un’altra curiosità – molto in tema - che il visitatore può ammirare in Abbazia sono tre incantevoli orti-giardino. Il primo è l’aiuola della biodiversità, un eldorado di farfalle e insetti libero di crescere senza intervento umano. Accoglie alberi di mele d’antiche varietà, da cui si ottiene un succo, e un Piscinum, costruzione unica in Alto Adige, originaria del ‘700; alla base c’era uno stagno per i pesci, poi fu realizzata la struttura che vediamo oggi, con uno spazio aperto con un tavolo in marmo tra le colonne, che è un invito a sedersi e meditare. 
Il secondo è il giardino delle erbe aromatiche e officinali, dove tanta attenzione è rivolta alle erbe di Ildegarda di Bingon, l’abadessa benedettina che fu antesignana dell’omeopatia. Troviamo le erbe a lei più care: l’erba di S. Giovanni, la Galanga minore, la Galanga maggiore e l’Achillea. C’è infine il giardino barocco dove svettano sull’orto due Ginkgo Biloba, maschio e femmina, segno che il verde è ben curato, perché i suoi frutti autunnali fanno un odore terribile; richiede dunque estrema cura. Questi alberi maestosi sono di una specie sopravvissuta alle bombe atomiche della seconda guerra mondiale e considerate simbolo di pace e armonia. Piante tra le più antiche dell’era moderna, molto longeve, sono utilizzate in medicina naturale.                                                            



L’ORTOLATORE VISIONARIO
Restituire valore a ortaggi e piante rare è la missione dell’orticoltore visionario Harald Gasser e del suo maso Aspingerhof, situato a Barbiano (Bz). Un’avventura cominciata nel 2001 in un campo di appena 15 mq e con 180 semi, oggi saliti a 5mila mq e 800 varietà. Quali? Erbe e piante spesso sconosciute ai più che ci stupiscono al primo assaggio: l’erba ostrica che ricorda in modo formidabile il mollusco; le foglioline di pepe di montagna, piccanti e croccanti; le foglie di crescione frizzante che ti “esplodono” in bocca. E ancora l’acetosa trifoglia dal sapore acidulo e il simpatico spinacio-fragola, pianta dei due raccolti: le foglie in primavera, i piccoli frutti in estate. L’orto di Gasser collabora a stretto contatto con l’alta ristorazione e vari stellati d’Italia. 


 
Acqua e legna in Val di Funes
L’attenzione per l’acqua interessa gli abitanti della vicina Val di Funes, dove ristoranti e alberghi servono a tavola quella fresca e di montagna prelevata da sorgenti naturali e “imbottigliata” in una brocca di vetro con logo personalizzato Viel Wossor (“Tanta Acqua”, nel dialetto della valle). Le caratteristiche case della valle sono servite da tre centrali idroelettriche sul rio Funes e tre centrali di teleriscaldamento alimentate a legname, autonome per il calore grazie a una municipalizzata di cui sono azionisti tanti abitanti di Funes. Il progetto ha permesso di interrare i tubi per l’acqua e quelli di scarico, i cavi elettrici, di teleriscaldamento e la fibra ottica, eliminando dalla vista pali e cavi volanti, a tutto vantaggio della bellezza paesaggistica. Anche per i ciclisti a pedalata assistita una buona notizia: 25 punti di ricarica gratuiti pubblici e privati, in strade, alberghi e ristoranti. 

Condividi su:
Galleria Immagini