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“Il mio sogno? Sanremo!”

Deborah Johnson: “Prima di salire sul palco, penso a mio padre”

Ven 22 Ott 2021 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
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Per lei la musica è sempre stata un gioco: le luci del palcoscenico, suo padre Wes con quella voce inconfondibile. Poi il gioco è diventata la sua vita. Ha lavorato con artisti internazionali, ha girato il mondo e ad ottobre, Deborah Johnson, dopo un lockdown che l’ha profondamente cambiata, si è imposta sul palcoscenico del programma di RaiUno “Tale e Quale Show” con la sua bravura, la sua grazia e determinazione.
«In tanti hanno costretto i propri figli a prendere delle strade che non si sono rivelate quelle giuste. Mio padre, invece, non mi ha mai detto cosa dovessi fare, ma semplicemente di fare ciò che mi piaceva. Che è la cosa più giusta da dire ad un figlio. Quando ero piccola mi ha messo sul palco e mi ha fatto giocare e divertire, facendomi vivere questo mondo: avevo 14 anni ed ho cominciato così. È stato l’approccio migliore, mi sentivo libera di stare lì, finché mi sono accorta che non ne potevo fare a meno. Da quel momento ho studiato ed ho iniziato seriamente».  

Ha lavorato con grandi artisti italiani e stranieri: i ricordi più belli?
«Sicuramente Tina Turner: una donna meravigliosa, con un carattere invidiabile. Lei è sempre molto solare, allegra e buona. Ha una calma interiore impressionante: mi ha insegnato molte cose. Lei è buddista, segue delle discipline ferree e guarda le cose con distacco... Mi ha sempre colpito la sua professionalità e il fatto di essere molto dolce nella vita e una belva sul palco». 

Cosa le dà il palco?
«La mia buona dose di egocentrismo la uso quando mi trovo sul palco. Tiro fuori tutto l’ego che ho sul palcoscenico: appena salgo, sento un’adrenalina e una carica bestiale. Se vedo un collega sul palco, sto male perché vorrei starci anche io: non perché voglio rubare la scena. Anzi. Se vado a vedere qualcuno, faccio il tifo, sono molto attenta ad ascoltare, ma penso che questa sensazione di voler salire e cantare scatta a chi vive questa professione a 360 gradi come la vivo io: il palco è la mia vita». 

Riti scaramantici? 
«Prima di salire sul palco, noi musicisti diciamo le tre “M” (Ride – ndr) e ci diamo una pacca sul lato B... insomma le cose classiche che facciamo tutti! Quando sono sola, invece penso a mio padre. Come ho fatto a “Tale e Quale”». 

Ripensa mai ai consigli di suo padre?
«Oggi non penso, sono più istintiva. Prendo e salgo. A volte mi soffermo sui pensieri che poi sfuggono. Sono in continuo movimento, in evoluzione. Non tengo per forza un ricordo, non ho sempre la stessa frase nella testa». 

L’esperienza di “Tale e Quale” è stato qualcosa di diverso dal cantare e basta. 
«Non avevo mai imitato: ho fatto sempre me stessa. E devo dire che è stata una bella palestra. È un po’ come recitare, cosa che ho cominciato a fare pochi anni fa e che mi piace. Il teatro l’ho approcciato con Rodolfo Laganà tre anni fa con “Toro Sedato”: avevo fatto in precedenza un tour teatrale con Ron e già mi era sembrato tantissimo. Adesso l’imitazione è un’altra cosa che non avevo mai fatto ed è stata una bella sfida, tosta, pesantissima, perché richiede tanta concentrazione e non si può sbagliare».

Cosa è accaduto per lei nel lockdown?
«Ho capito che bisogna vivere alla giornata, che tutto non dura per sempre. In quei mesi pensavo a mio figlio, sperando di riuscire a lasciargli qualcosa di buono. Non è stato un periodo semplice, non la vedevo rosea, motivo per cui avevo deciso di chiudere con quello che c’era stato fino ad allora, anche il canto. Pensavo che non avremmo più tirato su la testa, che non ci avrebbero permesso di continuare a fare questo mestiere. E invece è arrivato Carlo che mi ha teso una mano in modo inconsapevole…». 

Album in arrivo? 
«Per gioco abbiamo detto facciamo un album, perché mi mancava. Ora ci sto lavorando e sta venendo una cosa molto bella, ci sarà anche la cover di un brano di mio padre. Il singolo che anticipa l’album dovrebbe uscire a novembre. E poi il mio sogno è presentarmi a Sanremo!».

Cosa non può mancare nella sua vita?
«Oltre a mio figlio? La mia famiglia, mia mamma, mia sorella, mio fratello che oggi mi accorgo che sono fondamentali. E poi la musica».  

Qual è il luogo nel quale si rifugia?
«La casa è il mio luogo: è fatta a mia immagine e somiglianza. E poi la Puglia dove ho tantissimi amici: lì sono in pace con il mondo, l’universo e Dio».                                                            

 


FIGLIA D’ARTE
Figlia di Wess Johnson (nella foto), Deborah fin dagli anni ’90 si fa notare per la sua voce calda e intonata. Collabora con alcuni dei più grandi nomi della musica italiana e internazionale: Phil Collins, Ray Charles, Tina Turner, Max Gazzè, Ron e Gianni Morandi. Una grande opportunità è arrivata nel 2021 con “Tale e Quale Show”, il programma condotto da Carlo Conti su RaiUno. Sta lavorando al suo primo album che comprenderà anche una cover di una canzone del padre. Per il futuro sogna Sanremo. 

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