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L’Italia dice addio alle sue campagne

Negli ultimi anni è sparito un terreno agricolo su 4. Quali sono le conseguenze? Tra le molte, problemi di approvvigionamento alimentare e ridotto assorbimento dell’acqua piovana

Ven 22 Ott 2021 | di Domenico Zaccaria | Attualità
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Tra cementificazione selvaggia e scomparsa dei terreni fertili, l’Italia sta mettendo a rischio uno dei suoi più grandi patrimoni: le campagne. Nello spazio di una sola generazione il nostro Paese ha perso più di un terreno agricolo su quattro. Si tratta, come evidenzia la Coldiretti, di un problema dai molteplici risvolti. Il primo riguarda la sovranità alimentare, soprattutto in un momento difficile a causa dell’emergenza pandemica. La superficie agricola utilizzabile si è ridotta a 12,8 milioni di ettari e, in soli dieci anni, sono andati persi più di 400 milioni di chili di prodotti; il calo maggiore si è registrato sul fronte dei cereali e degli ortaggi, seguiti dai foraggi per l’alimentazione degli animali, dai frutteti, dai vigneti e dagli oliveti. L’Italia - è proprio il caso di dirlo - perde terreno, mentre dovrebbe recuperare un deficit del 64% per il frumento tenero e del 40% per il frumento duro destinato alla produzione di pasta; e copre appena la metà del fabbisogno di mais, fondamentale per l’alimentazione degli animali e per le grandi produzioni di formaggi e salumi.

CRESCE LA COPERTURA ARTIFICIALE DI SUOLO COLTIVATO
Ma la sparizione di terra fertile non pesa solo sugli approvvigionamenti alimentari. Dal 2012 ad oggi il suolo sepolto sotto asfalto e cemento non ha potuto garantire l’assorbimento di oltre 360 milioni di metri cubi di acqua piovana, che ora scorrono in superficie mettendo a rischio l’incolumità delle persone. Un problema ancora più grave in un Paese come il nostro, molto fragile dal punto di vista idrogeologico, anche alla luce dei cambiamenti climatici che rendono più frequenti le alluvioni e le trombe d’aria; senza dimenticare che l’estate appena trascorsa è stata segnata da gravissimi incendi, propagatisi spesso su terreni una volta coltivati e ora abbandonati. La copertura artificiale di suolo agricolo, peraltro, non si è arrestata nemmeno nel 2020: nonostante il lockdown e la crisi dell’edilizia, è andata avanti all’impressionante ritmo di 2 metri quadrati al secondo. L’Italia, è l’opinione della Coldiretti, dovrebbe difendere il proprio patrimonio agricolo e la disponibilità di terra fertile, puntando a una forma di sovranità alimentare grazie ai progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ma i fondi, da soli, non bastano: occorre anche accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo, che potrebbe dotare il nostro Paese di uno strumento all’avanguardia per la protezione di un bene primario. Il proprio territorio.                          

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