acquaesapone Soldi
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri Speciale Cannes

Furbetti degli spaghetti

I pastai aumentano i prezzi, anche se il grano sceso. Fame di soldi? E la finanza perquisisce i big dei maccheroni

Ven 15 Gen 2010 | di Patrizia Santo | Soldi
Foto di 3

Il piatto nazionale si tinge di giallo. Colpa dell'impennata dei prezzi imposta improvvisamente ai maccheroni. Sono infatti sempre più nel mirino della Magistratura i “furbetti degli spaghetti”. Un'indagine sta verificando se i produttori di pasta italiani hanno commesso il reato di “Manovre speculative su merci”.
Secondo l'accusa i produttori si sono messi d'accordo tra loro per aumentare del 50%, senza giustificati motivi, i prezzi del prodotto principe della nostra tavola.
Per questo la Guardia di Finanza ha perquisito le sedi dei colossi del maccherone, sequestrando atti, documenti, agende ed appunti di manager. La nuova indagine, penale stavolta, arriva dopo la multa di 12,5 milioni di euro a 22 produttori per aver concordato ed applicato tutti insieme ingiustificati rincari. Sanzione inflitta a febbraio scorso dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato e confermata dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ad ottobre. I pastai hanno fatto ricorso contro questa sentenza.
La “lievitazione” dei prezzi era proseguita pure dopo l'istruttoria poi sfociata nella megamulta. Ora la Coldiretti denuncia ricarichi di circa il 400% sulla pasta confezionata. “Il grano a noi ce lo pagano 18 centesimi al chilo – lamentano gli agricoltori – e rivendono poi la pasta  sullo scaffale ad un euro e 40 al chilo in media”. E nemmeno adesso, agli occhi dei magistrati penali, sembra aver molto credito la giustificazione proposta dai pastai: colpa dell'aumento del costo del grano. La materia prima è tornata a costare meno, fino a dimezzarsi, dopo i vertiginosi aumenti causati dalla vorace speculazione finanziaria del 2008 accanitasi sui cereali.
Un film già visto. Ad esempio, nel 2005 il grano è sceso al minimo storico, ma i pastifici non hanno affatto abbassato i prezzi dei maccheroni.  Fermo restando che, secondo le associazioni dei consumatori, il prezzo del grano incide solo per circa il 23% sul costo di produzione della pasta.
«Questi rincari comportano una spesa aggiuntiva di 146 euro all'anno per una famiglia media» accusa la Federconsumatori. A metà dicembre il prezzo medio delle confezioni da mezzo chilo fornito dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali era di 79 centesimi di euro per la pasta corta e 78 cents per quella lunga. Nel 2006, con la stessa cifra, te ne davano quasi il doppio (90 centesimi al chilo). Quello che più lascia strabiliati è che parliamo di uno dei cibi base della nostra alimentazione. Ma la fame più brutta, nera (anzi grigia) è quella dei furbetti insaziabili, per i quali ogni occasione è buona per raschiare il barile. Specialmente se si tratta di cose essenziali e che riguardano tutti.


Condividi su: