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Presidente ci salvi lei!

Con questo sistema marcio, la catastrofe è certa, nonostante il Recovery Fund

Mar 26 Ott 2021 | di Alberico Cecchini | Editoriale

Gentilissimo Presidente Mario Draghi, se i giovani continuano ad espatriare e le donne a non fare figli, nel giro di tre generazioni, a fine secolo, il popolo italiano sarà ridotto a solo sei milioni di persone. Queste sono le previsioni dei demografi con il tasso di natalità degli ultimi anni. Il XXI secolo è fin troppo avviato per rimanere nei libri di storia come il Secolo della Catastrofe italiana, quando la popolazione italiana da sessanta milioni crollò fino a rischiare l’estinzione. La causa principale? Quella scellerata corruzione dei governanti che in pochi decenni produsse un clamoroso genocidio indiretto.
Il Recovery Fund è l’ultima speranza che ci rimane prima della fine della civiltà italiana. Possiamo però dirci certi che, con questo sistema tribale di gestione del potere da parte dei partiti e la loro onnipervasività, contro cui Aldo Moro già si scagliava nel 1944, non solo non si uscirà dalla crisi economica e demografica, ma la pioggia di miliardi si trasformerà nella mazzata finale al popolo italiano.
Lei mi insegna che l’economia non si sviluppa solo con i soldi, ma soprattutto grazie ad un sistema che premia le persone più preparate, oneste e meritevoli. Abbiamo sotto gli occhi l’esperimento economico più dolorosamente fallimentare del secolo, quello della questione meridionale. In 70 anni il Sud Italia è stato invaso da miliardi e miliardi, eppure non si è mai sviluppato. Perché quei soldi hanno rinforzato proprio quei poteri malati che ne soffocavano lo sviluppo. Se non cambia radicalmente il sistema, il rischio che ciò si ripeta in tutto il Paese è altissimo. 

O questi soldi vengono investiti in modo saggio e onesto per produrre nuovo lavoro e nuova ricchezza, oppure la zavorra di debiti che rimarrà sulla schiena dei nostri figli sarà insostenibile, come Lei sa meglio di me. Non è possibile che in Italia, per fare carriera, un medico, un professore universitario, un manager, un giornalista, un magistrato devono necessariamente avere una tessera politica, una corrente o un referente politico che li piazzino sulle poltrone, facendo fuori ogni merito e spesso ogni logica e dignità.

Questo sistema politico della dipendenza dell’uomo dall’uomo, questo medievale vassallaggio, è da decenni diventato il cancro dell’Italia e le metastasi raggiungono ormai ogni organo vitale. Qui occorre un vero miracolo, perché chiedere ai politici di fare un passo indietro, anzi due, è come chiedere ad un drogato di smettere. Non importa se uno è un delinquente, l’importante è che porti voti. Nella logica del nemico uguale male assoluto, ogni abuso,  corruzione e sopruso diventano funzionali. 

Dal fascismo all’antifascismo, dal comunismo all’anticomunismo, dalla Dc al craxismo e berlusconismo, dal leghismo al grillismo e ai loro rispettivi “anti”, ogni volta pur di non far vincere il nemico, male assoluto, ci si è ridotti a giustificare ogni sotterfugio e clientelismo per accaparrarsi uno spicchio di potere. Attraverso cui saccheggiare gli italiani, fino a succhiargli il sangue con il rischio altissimo di ‘estinzione’.

Non voglio fare un discorso giustizialista. Legalità sì, ma guai al legalismo, perché non ci salveranno le leggi, tantomeno i tribunali. Qui occorre un nuovo patto sociale, per ricostruire dalle rovine, come ai tempi della Costituente. 

Non so bene come si possa uscire da tanto degrado, non è facile. Spetta a Lei Professor Draghi trovare la strada, ma credo che ogni gruppo politico dovrà essere ripulito e guidato da persone di grande spirito, preparate, rispettose, innamorate dell’Italia e degli italiani tutti. Non credo ci salveremo se non prevarrà il vero spirito italiano,  quello capace di amare oltre ogni limite. 

Non possiamo vivere, tantomeno crescere, come popolo e come economia senza un’idea sufficientemente dignitosa di futuro.           

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