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Tipi di giornalismo e tipi di lettori

La rivista Acqua&Sapone compie 18 anni e il direttore Angela Iantosca pubblica un libro che andrebbe fatto studiare a scuola

Lun 06 Dic 2021 | di Alberico Cecchini | Editoriale
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 Il giornalismo può essere di vario tipo. Come lettori, distinguere tra i vari tipi d’informazione e di giornalismo, quelli che prediligiamo, può essere un interessante indizio per scoprire meglio la nostra personalità.

Un tipo di giornalismo molto diffuso in Italia è quello che si limita solo ad amplificare la voce dei potenti di turno. Tipico di alcuni Tg e di alcuni giornali  senza un vero approfondimento e senza un vero contraddittorio. Piace a chi vuole tranquillità e si accontenta facile.

C’è poi l’informazione dei talk show  che spesso diventa intrattenimento più che giornalismo, preferendo aizzare lo scontro fra diverse idee più che approfondirle. Piace ai tifosi. 
C’è il giornalismo d’inchiesta a senso unico, dove si va ad indagare solo in alcune aree ben circoscritte, per portare acqua al mulino dell’editore schieratissimo e impelagatissimo in tanti affari.

Perché i giornali spesso sono un modo per promuovere cordate politico-affaristiche, oltre che un potente deterrente agli attacchi dei nemici.

Questi primi tipi di giornalismo piacciono a chi legge solo ciò che conferma le sue convinzioni e che non vuole mai confrontarsi con altri pensieri. 

Poi c’è il gossip che neanche è giornalismo e che serve per distrarre dalle cose importanti. è l’informazione preferita dalle persone superficiali e pettegole.  
Un altro tipo di giornalismo, che in realtà è il ‘vero’ giornalismo, è quello che fa inchieste indipendenti e che ormai non c’è quasi più perché è pericoloso. Non tanto che ti spari qualcuno, quanto che ti piovano addosso mille querele e richieste di risarcimenti milionari, perché dà fastidio ai delinquenti in giacca e cravatta. Questo tipo di informazione piace alle persone curiose che vogliono informarsi e capire prima di farsi un’opinione.

La nostra redazione fa anche questo tipo di inchieste per le varie testate locali de Il Caffè, il giornale più letto nel Lazio. Lunedì della scorsa settimana abbiamo  evitato, grazie alla loro archiviazione, ben tre querele in un giorno solo. Tentano continuamente di azzittirci e in 20 anni ormai non abbiamo mai perso una causa su circa 150 denunce e querele, ma perdiamo soldi, tempo e serenità.

Un altro tipo di giornalismo è quello che mi è sempre stato molto caro, che è quello alla Kapuscinski, quello che dà voce a chi voce non ne ha. Perché dando una voce agli ultimi, ai più sfortunati, alle vittime dimenticate, si aiuta il pubblico a conoscere e a rispettare la loro dignità e perché qualcuno possa intervenire e porre fine a tali sofferenze. O quantomeno ad alleviarle.

In questo tipo di giornalismo Angela Iantosca, lo straordinario direttore di questa rivista, è una fuoriclasse assoluta, che riesce a creare un’empatia unica e a cogliere nel profondo le persone che racconta, perché le accoglie con grande umanità, come una vera e propria missione. Perciò l’ho chiamata anni fa a dirigere questa rivista. 
Rivista che ora sta per diventare maggiorenne, infatti  nel 2022 compirà ben 18 anni! Da sempre intervistiamo i personaggi più famosi, dai più grandi attori di Hollywood alle stelle della musica, senza però mai scivolare nel gossip, e poi intervistiamo persone sconosciute che fanno grande l’Italia e soprattutto diamo sempre voce a quelli che una voce non ce l’hanno.

Come per esempio i figli di mamme drogate, che non hanno alcuna colpa, ma si trovano già nel grembo materno ad affrontare immani sofferenze. A loro e alle loro madri Angela dà voce per scomodarci tutti dal divano, con il suo ultimo libro “La scimmia sulla culla”. Di cui parleremo approfonditamente nel prossimo numero.

Un libro che ogni adolescente dovrebbe leggere prima possibile, perché capace di educare attraverso storie vere che non devono mai più ripetersi, eppure continuano a capitare, perché i giovani non sanno e il mondo dell’informazione  parla di altro.           
 

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