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Carlotta fa toc toc. Lui vuole l’aborto e scappa. Ma io la tengo

Inesperti e nel panico! L’aiuto di quelle volontarie è stato illuminante

Lun 06 Dic 2021 | di Patrizia Lupo | Bambini

Carlotta è la mia splendida bambina. Siamo sole io e lei, perché il papà quando la bimba ha fatto “toc toc” alla nostra vita ha avuto paura e si è eclissato. Giovani e inesperti entrambi, ci siamo trovati davanti a qualcosa di più grande di noi; non sapevamo decidere sul futuro della nostra vita e l’unica via di fuga, almeno per lui, era abortire, così ci saremmo liberati di quel “problema”. Per me però non era solo questo, ma era un figlio, e non avevo le sue certezze. 

Non potevamo parlare con i nostri genitori, mia madre poi non avrebbe mai capito, gli unici adulti disposti ad ascoltarci erano al  Consultorio. Ed è lì che andai più volte, avevo bisogno di confrontarmi prima di decidere. Se ci fosse stato qualche aiuto, pensavo, avrei potuto tenere il bambino. Grazie all’assistente sociale prendo contatti con un’Associazione, il Segretariato Sociale per la Vita, che si occupa di aiutare mamme in difficoltà come me. Un incontro con loro mi aiuta a capire ciò che voglio davvero  e  l’aiuto  economico che mi offrono con il Progetto Gemma per sostenere le spese per il bambino mi dà il coraggio di dire “si”, a ciò che voglio davvero. Poi sorprese e delusioni. Mia madre prende la notizia abbastanza bene, mi aiuterà certo, ma siamo sole tutte e due e lei deve lavorare per mantenere anche la famiglia rimasta nel nostro Paese. Con lui invece iniziano liti e incomprensioni sempre più frequenti, mi rende la vita difficile. Sparisce, prima per giorni interi e poi del tutto. Quando nasce Carlotta sono sola e mi intristisce vedere le altre compagne di stanza con accanto i loro mariti. 

Mi basta però guardare Carlotta per tornare a sorridere. Fuori di là ci aspettano in una casa famiglia, dove per mia scelta passeremo qualche tempo, così potrò crescere Carlotta e continuare a studiare per prendere il diploma. Dopo il tempo è volato in fretta. Grazie all’aiuto di tante persone ho potuto superare una tappa dopo l’altra e anche diplomarmi (studiare con Carlotta che fatica!). Da un po’ abbiamo lasciato la casa famiglia e abitiamo in un appartamentino, lei la mattina va a scuola e io a lavorare. Le nostre giornate sono un po’ faticose, ma serene. Stiamo crescendo insieme tenendoci per mano.

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