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La prima volta dei figli

Quanto incidono le prime esperienze sessuo-affettive nella vita futura?

Lun 06 Dic 2021 | di Emanuele Tirelli | Attualità
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L’educazione sessuo-affettiva passa anche, e soprattutto, attraverso la comunicazione in famiglia. La cosiddetta “prima volta” è un’esperienza importante, un passaggio evolutivo, di appropriazione del proprio corpo, di avvicinamento all’altro. «È un momento capace di condizionare la vita sessuale e affettiva futura», dice la sessuologa romana Marilena Iasevoli. «Però quando parliamo di sessualità non dobbiamo intendere esclusivamente il rapporto e la penetrazione. Si tratta invece di un ambito che riguarda gli aspetti della crescita personale, dell’affettività e della relazione». 

Partiamo dalla famiglia.«Se l’argomento viene affrontato in maniera serena e con informazioni adeguate, i figli ne trarranno giovamento. È naturale che i genitori provino imbarazzo nel pensare alla loro vita sessuale, ma è qualcosa che i ragazzi e le ragazze vivranno comunque, quindi è meglio non fare finta di niente. La famiglia non ha solo la possibilità di dare informazioni, ma anche di fare in modo che certe ansie, certe preoccupazioni, vadano via o vengano smorzate. È importante parlare anche del consenso per sviluppare un senso di autoconsapevolezza, capace di far dire di no ed evitare le situazioni spiacevoli o di incorrere in gravidanze indesiderate e in malattie sessualmente trasmissibili».
C’è anche il contesto sociale.«Che pure incide tantissimo. Lasciarsi condizionare dal partner o dalle amicizie non è una dimensione corretta. La decisione di vivere la prima volta o di rimandarla deve essere consapevole. Intendo dire che anche la scelta di temporeggiare non deve essere condizionata da paure, ansie o disfunzioni sessuali, perché questi problemi vanno risolti. Non sono una conseguenza, ma la causa del rimando». 
Miti da sfatare?«Non è detto che la prima volta debba essere insoddisfacente. È naturale essere inesperti, ma non bisogna considerarla come una circostanza da vivere con la finalità di sentirsi più grandi, di essere accettati dal proprio gruppo, o addirittura quasi di archiviare una pratica. L’uso dei lubrificanti potrebbe essere d’aiuto per sentire meno fastidio. Per i preservativi si possono fare delle prove prima, in modo tale da essere meno imbarazzati. È bene avere un certo feeling e trovarsi in una dimensione di rispetto reciproco. E, se la prima volta non è stata il massimo, non è detto che non andrà meglio in quelle successive. Il rischio, altrimenti, è che possano insorgere delle disfunzioni».
Che si cronicizzano?«Alcuni credono che certe caratteristiche della propria prima volta siano la normalità. La donna potrebbe pensare di non poter provare piacere, che non sia importante durante il rapporto sessuale perché la concentrazione è tutta sull’uomo. In generale si crede ancora molto che la sessualità consista esclusivamente nella penetrazione e che sia una performance. I maschi possono sentirsi giudicati, pensare di non essere stati all’altezza e sviluppare disfunzione erettile, eiaculazione precoce o ritardata. Le donne, invece, temere di provare dolore. Entrambi, di mettere o essere messe incinta. Il nostro corpo non funziona per compartimenti stagni. È tutto collegato e le esperienze mandano degli impulsi al nostro cervello».
L’età si è abbassata?«Alcuni anni fa, fino a toccare minimi importanti. Ricordo che accadde soprattutto in Gran Bretagna e si parlò di allarme sociale. Poi è aumentata di nuovo. Adesso in Italia siamo intorno ai 17 anni. Oltre a una certa vivacità ormonale, l’adolescenza è un momento di curiosità, esplorazione, conoscenza. E, con la giusta consapevolezza, sarebbe meglio vivere la prima volta in quegli anni che in età adulta. Noi sessuologi riscontriamo che, quando non c’è stata da giovani, a volte è perché alla base ci sono dei problemi importanti. Quindi una persona che si ritrova ad avere il primo rapporto sessuale a 30 o a 40 anni potrebbe avere con sé un bagaglio importante irrisolto ed essere mediamente poco capace di relazionarsi agli altri, non solo in ambito sessuale».                          
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