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Erminio Sinni: Ho vinto la prima edizione di “The Voice Senior”

Da “Sanremo” a “The voice senior”, il programma tornato su RaiUno con la new entry Orietta Berti

Lun 06 Dic 2021 | di Marco Di Buono | Interviste Esclusive
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Ha vinto la prima edizione di “The Voice Senior”, il programma condotto da Antonella Clerici che torna a novembre sempre su RaiUno con Clementino, Gigi d’Alessio, Loredana Bertè e la new entry Orietta Berti come giudici. Ma Erminio Sinni non è nuovo alle luci della ribalta e nel suo curriculum c’è anche più di una partecipazione al Festival di Sanremo, il Nuovo Cantagiro, Frank Sinatra e Cocciante… 
 
Quando è nata la passione per la musica? 
«Quando ero un bambino. Avevo un problema alla circolazione del sangue e non potevo comprare il motorino. In cambio mio padre mi chiese cosa volessi e io gli dissi la musica. Così ho cominciato a suonare il pianoforte e la chitarra da solo, utilissima quest’ultima soprattutto per le gite scolastiche!». 
 
Quando è diventata una professione?
«Intorno ai 18 anni quando andai a Roma dove mi mantenevo facendo il pianista di pianobar. Mi mantenevo con la musica. Poi ho scritto una canzone per Sanremo nel 1989 e poi sono arrivati i dischi e anche dei riconoscimenti. Nel 1993, sempre al Festival ligure, ho ricevuto il premio per la migliore musica da Domenico Modugno e anche il premio per il miglior testo».
 
A cosa servono i premi? 
«Sono un bel riconoscimento, ti dà l‘idea che il tempo impiegato su quei testi in bianco e nero non è tempo perso. Sono come un grande applauso!». 
 
Cosa ha di particolare quel palcoscenico? 
«Che in tre minuti ti può cambiare la vita! È una roulette russa che porta tensioni, emozioni e notti insonni».
 
La sua è una carriera lunga: perché ha deciso di partecipare a “The Voice Senior”?
«Perché allo Zecchino d’Oro non mi volevano più (Ride - ndr)! Scherzo! La decisione è stata casuale: è stato un bisogno, non sapevo neanche bene cosa fosse. Non ci avevano detto in cosa consistesse, ma è stato un modo per superare l’inverno che sembrava di chiusure. Era per salvaguardare la psiche. Poi è stata una cosa strepitosa».
 
Che emozione è stata? 
«Il momento della proclamazione sono rimasto come un quaquaraquà! Non mi rendevo conto, guardavo la trasmissione dal monitor, ma io ero io nella trasmissione. Una sensazione strana. Mi sono reso conto qualche settimana dopo di ciò che stava succedendo. Eravamo tutti chiusi. Il pubblico non c’era in sala. Neanche la Clerici ho potuto salutare. Vincere è stato riscoprire che la mia famiglia si è allargata in maniera esponenziale».
 
‘La Terrazza’ è il suo nuovo singolo. 
«È una canzone che mi è venuta dall’alto: l’ho scritta dalla terrazza di casa mia a Roma dove tante volte mi metto a guardare. Dall’alto della terrazza è anche metaforico».
 
Cosa si sente di dire ai concorrenti da fine novembre in gara?
«Ai diversamente giovani della prossima edizione dico di essere se stessi». 
 
Riti scaramantici prima del palco? 
«Ultimamente ho rincontrato la fede e recito un’Ave Maria. Ma è fede. Non scaramanzia».                                                                                                

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