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Jessica Chastain: Red power

Jessica Chastain a reti unificate: dal cinema alla tv, sta conquistando davvero tutti. Soprattutto l’Italia, la sua seconda casa.

Ven 14 Gen 2022 | di Alessandra De Tommasi | Interviste Esclusive
Foto di 8

Jessica Chastain manipola chi ha di fronte, che lo si voglia o no. Succede solo per esigenze di copione perché nella realtà, faccia a faccia, resta onesta, anche se calibrata. Basti pensare che ha avuto due figli e sui giornali se ne parla appena, ha sposato un nobile italiano ma la cerimonia è rimasta privatissima. Come a dire: metto confini chiari e netti, ma restiamo amici. Bella sfida, non c’è che dire, soprattutto quando poi sullo schermo la ritroviamo alle prese con dinamiche di coppia asfissianti e a volte ossessive. Le capita negli ultimi due ruoli, la serie Scene da un matrimonio e il film Gli occhi di Tammy Faye, dove racconta la storia vera di una predicatrice tv americana degli Anni Ottanta, una vera e propria imprenditrice della fede che però si vede crollare l’impero quando il marito viene condannato per truffa. Queste due mogli, di fatto, si ritrovano accanto un uomo diverso da quello che hanno sposato e ne pagano lo scotto.
Quest’attrice formidabile – è ora che qualcuno le dia un Oscar – sa adattarsi in maniera camaleontica alle varie maschere e per questo viene celebrata dai maggiori festival al mondo: la Mostra di Venezia e la Festa di Roma, solo per citare due esempi, l’hanno osannata e applaudita con ogni appuntamento possibile, dall’incontro con il pubblico alle chiacchierate con la stampa. Ed ecco quello che ha raccontato…
 
Ogni volta che la si vede in Italia ha una luce incredibile negli occhi, come mai?
Mio marito mi ha conquistata così, portandomi in Italia, ordinando per me il vino a cena. Mi sono innamorata dell’architettura, della gioia di vivere di voi italiani, del sonnellino pomeridiano. Che idea splendida, a me non succedeva da bambina. questo è un posto che mi ricarica.
 
Da Scene da un matrimonio ha imparato qualche lezione di coppia?
Certo, mi ha mostrato la difficoltà e la bellezza di trovare la propria verità attraverso la comunicazione. A volte in un rapporto non parli per paura di ferire l’altro, ma questo equilibrio fragile del non detto poi rischia di crollare. È che siamo tentati sempre di sentirci responsabili per i sentimenti degli altri, su cui invece non abbiamo il controllo.
 
Cos’è per lei la famiglia?
Non dipende dal DNA o dalla religione, è un concetto diverso e personale per ciascuno.
 
Ora ha trovato la sua dimensione?
Sì, perché mio marito celebra ogni parte di me, mentre in passato ho frequentato un attore e mi sentivo in colpa se avevo successo, mi rimpicciolivo per farlo sentire grande e a suo agio con se stesso. Solo dopo ho capito di aver bisogno di una persona accanto che celebri i miei traguardi come fossero i suoi.
 
Lei fa lo stesso?
Sono una persona ottimista e credo che il mondo sia pieno di possibilità e di scelte, ma non mi concentro sull’egoismo, trovo la felicità nel vederla negli altri.
 
Cosa si è portata a casa, emotivamente, dal set di Scene da un matrimonio?
Ogni ruolo ti cambia e stavolta in effetti è stato difficile lasciare andare queste dinamiche disfunzionali…
 
Cosa l’ha convinta invece successivamente a trasformarsi nella predicatrice tv Tammy Faye?
Mi piace che lei credesse e agisse per uno scopo più alto: come donna di fede, pensava di sentire la voce di Dio nella sua testa ed era sincera nel dirlo. Voleva solo che tutti sperimentassero quell’amore. Ne era a dir poco ossessionata, come dimostra la sua formazione da ragazza nella chiesa pentecostale, un culto molto rigido. Quando ha avuto una specie di crisi epilettica durante la preghiera si è sentita finalmente accettata. E da lì ha desiderato che nessuno si sentisse solo e abbandonato, come si sentiva lei fino a quel momento.
 
Cosa la spinge verso progetti tanto diversi?
Amo esplorare parti diverse dell’umanità e raccontarle.
 
Sarebbe amica di Tammy?
È una bella tipa, una persona apertura, che quando ride sembra quasi stia piangendo, una donna senza filtri. Una volta ho visto un video di lei che singhiozza abbracciata alle carcerate. Ecco si vede che ci tiene davvero. E io la capisco perché a volte come attrice mi rendo così vulnerabile ed esposta che vorrei solo chiudermi in una stanza con una coppa di gelato in mano. Ho odiato e amato Tammy, alo stesso tempo per avermi resa così…
 
Si considera una donna così diretta?
Lo sono certamente.
 
Le sembra una femminista?
A dire il vero no. Lei chiede che tutti siano uguali e meritino rispetto e amore, ma in maniera ingenua, quasi infantile. In una scena del film si va a sedere al tavolo degli uomini invece che in quello delle mogli non per sottolineare la sua parità ma perché lì stavano parlando i ministri e lei, in quanto tale, voleva essere inserita nel dialogo su Dio.
 
Sembra l’estremo opposto rispetto alla coppia di Scene da un matrimonio, non crede?
Nella serie sono partita dall’interiorità di questa donna nella relazione, nel film invece ho iniziato con la trasformazione esteriore in questa sorta di Betty Boop che invece di cantare sembra che urli.
 
Trucco pesantissimo e abiti sgargianti sono diventati il suo marchio di fabbrica. Ha mai pensato che la rappresentazione fosse eccessiva?
Ero nervosa perché quando interpreti una persona vera voglio essere rispettosa e conoscere chi le è stato accanto. Allora ho telefonato ai suoi figli perché sono stati incolpati degli errori dei genitori ma io non avevo intenzione di rendere ridicola Tammy ma di raccontarla con uno sguardo nuovo. Uno di loro fa il predicatore e mi ha svelato piccoli dettagli, come il colore preferito (rosa e leopardato) o il profumo più amato.
 
È suo marito a finire in galera per truffa. Perché non ha usato la sua autobiografia come riferimento?
Perché non volevo che fosse sempre il punto di vista dell’uomo a definirla. Non l’ho neppure contattato, d’altronde non mi sarebbe stato di nessun aiuto continuare a vedere Tammy attraverso i suoi occhi.
 
Questa scelta se l’è potuta permettere perché ha prodotto il film, anzi questo è il suo primo progetto. Come mai?
Mi è entrato nel cuore nel 2012, dopo aver visto un documentario su Tammy e prima ancora di fondare una casa di produzione. Era una storia che meritava di essere raccontata, per fornire una prospettiva provocatoria e innescare un dibattito senza cinismo.
 
Uno dei suoi film di maggior impatto è Zero Dark Thirty, sull’operazione che ha stanato Bin Laden. Cosa le ha lasciato quel progetto?
Ne ero diventata ossessionata: avevo la camera piena di foto delle operazioni. All’epoca non avevo una famiglia quindi era diventato totalizzante, come è successo alla vera agente della CIA Maya Harris che ha ricostruito gli attentati. È grazie a lei che ora l’intelligence prende sul serio le donne.
 
Giudica mai i suoi personaggi?
No, neanche se fosse un serial killer: è l’empatia la chiave per renderli umani.
 
Un regista a cui deve tanto?
Terrence Malick mi ha insegnato la gentilezza, il perdono: Tree of life resta il film preferito della carriera perché ha suggellato un momento magico della mia vita. È una poesia visiva sul senso della famiglia e sulla dimensione del gioco. Resta l’unico che non ho mai rivisto perché ne sono ancora sopraffatta. Mi ha detto di mollare il copione e vivermi il momento perché è come se la vita fosse scritta nell’acqua. Questa è la gratitudine di essere al mondo.





La ragazza di fuoco
Jessica Michelle Chastain, classe ’77, resta una dei talenti più brillanti della sua generazione a Hollywood. Il suo percorso di formazione artistico parte dall’accademia della Julliard a New York, con compagni di classe altrettanto talentuosi e promettenti. Tra loro Oscar Isaac, suo grande amico e ora partner nella serie Sky Scene da un matrimonio, remake del progetto di Ingmar Bergman (disponibile su NOW) e presentato alla Mostra di Venezia 2021. Appena un mese dopo ha aperto la Festa del cinema di Roma con il film Gli occhi di Tammy Faye, in arrivo al cinema. Discreta anzi discretissima, ha sposato il nobile e imprenditore italiano Gian Luca Passi di Preposulo con cui ha due figli: Giulietta, nata da madre surrogata nel 2018, e un secondo bambino tenuto lontano dalla stampa e “paparazzato” nel passeggino per la prima volta nel 2020.
L’attrice non ha mai conosciuto il nome del padre: cresciuta dalla mamma teenager e dal patrigno, ha due sorelle (una si è suicidata in seguito alla depressione) e altrettanti fratelli.
Dopo il teatro e qualche ruolo tv, è sbarcata al cinema nel 2008 e ha collezionato ruoli impegnati da The tree of life con Brad Pitt di Terrence Malick, Coriolanus di Terrence Malick e Zero Dark Thirty di Katheryn Bigelow. Non disdegna blockbuster come Interstellar di Christopher Nolan, Il cacciatore e la regina di ghiaccio (sequel della versione di Biancaneve con Kristen Stewart), X-Men: Dark Phoenix e It 2. Protagonista assoluta di film come Molly’s game e Miss Sloane, la vedremo nella pellicola al femminile The 355 con Penelope Cruz e Diane Kruger.
Ha inanellato riconoscimenti, dalle due candidature all’Oscar al Golden Globe vinto, dal Premio Gucci a Venezia fino al Giffoni Experience Award al Festival per ragazzi di Giffoni.

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