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Ci vediamo su... Facebook

I social network sono nati per mettere in contatto le persone: ma quanto di reale c’è in questa comunicazione virtuale?

Ven 15 Gen 2010 | di Alessandra Manni | Media

Mi è capitato un po' di tempo fa di avere un'assidua comunicazione tramite Facebook con un'amica che non sentivo e vedevo da circa dieci anni. Messaggi in bacheca, messaggi in Posta, ma soprattutto delle lunge chiaccherate in chat... quando era possibile! Sì, perché, come saprete in molti, la chat del social network in questione si blocca così spesso che la comunicazione ha dei momenti di stasi molto lunghi. E proprio in questi momenti rimpiangevo la buona vecchia comunicazione verbale. Mi rendevo conto che, anche se arricchivo il mio discorso con faccine, per raffigurare l'umore, ed  espressioni onomatopeiche, di ogni natura (“smack” per i baci; “ahahaha” per la risata, “ihihih” per il ghigno, ecc.), mi mancava il calore della parola e la complicità di uno sguardo. Nella velocità della chat o nella staticità dell'email è impossibile provare tutto questo.
Quello che volevo arrivasse veramente all'altra persona, ossia il mio stato d'animo, dalla gioia alla  rabbia, sentivo di non poterlo esprimere pienamente. Non voglio dire che sono contro questi canali, come chat o similari, il fatto è che la velocità dello scambio, la freddezza del mezzo, portano a perdere momenti importanti nel contatto tra due persone.

Tra dire e fare c’è di mezzo... il social network
Mi sono resa conto di quanto stia cambiando la modalità con cui le persone si mettono in contatto e di quanto questo condizioni molti aspetti della nostra vita, dal lavoro al tempo libero. Leggendo l'ultimo rapporto del Censis sulla comunicazione, emerge come stiamo pian piano cominciando a vivere sempre più “connessi”, grazie a Internet ed ai cellulari, che permettono di essere in continuo rapporto con i nostri “Amici”, tramite Facebook, che è il social network più popolare, e poi a seguire You Tube, Messenger, Skype e MySpace. Un fenomeno che coinvolge maggiormente i giovani: infatti per nove ragazzi su dieci questi siti rappresentano dei mondi ben noti, con le loro regole e i loro “contatti” e fanno parte integrante della loro realtà tanto da sentirsi liberi di condividere i momenti più importanti della loro vita; si stima che vengono pubblicate sul sito ogni mese più di 2 miliardi e mezzo di foto.

“Bar virtuali” dove stare insieme... ognuno da casa propria
Come mi diceva qualche tempo fa un ragazzo di 20 anni, che conosco da quando ne aveva 5, lui utilizza principalmente i vari social network per comunicare con gli amici, li preferisce alla chiamata e agli sms perché permettono di avere una comunicazione più lunga e a costo zero. Si sente più libero di condividere i propri interessi ed anche i propri sentimenti, proclamando senza alcun problema l'amore per la sua ragazza sulla bacheca di Facebook (cosa che trovo molto da “reality show”). Per lui è come ritrovarsi in piazza con gli amici... anche se in realtà ognuno è a casa propria. Una condivisione virtuale che toglie spazio a quella reale: quasi il 20% dei ragazzi preferiscono questo “canale” alla telefonata, all'uscita con gli amici e al cinema. Ma non sarebbe più divertente incontrarsi invece di accontentarsi di un rapporto virtuale? 

Comunicare con persone vicine e lontane... anche per lavoro
C’è anche chi come Natasha, giornalista e ufficio stampa, ha trovato nel social network un mezzo utile al suo lavoro: «Ho capito che sarebbe stato un ottimo mezzo di comunicazione per promuovere eventi e per entrare in contatto con persone potenzialmente interessate alla mia attività. Quando è nato Facebook, ho tradito Myspace! è più immediato, comprensibile e gestibile e la chat è uno strumento comodo per parlare ed avere delle risposte immediate». Ma anche lei, come me, trova che la comunicazione virtuale a volte può essere quasi un rifugio dalla realtà: «Uso i social network anche per parlare con persone che vivono troppo lontano: i parenti in Canada, un'amica a Londra, una in Germania, amici a Ferrara... Non mi piace chi esprime perplessità o giudizi, giudicando a priori chi è su Facebook una persona incapace di relazionarsi. Mi dispiace, al contrario, che molti giovani non abbiamo altro mezzo di comunicazione: sento i ragazzi in metropolitana che si salutano dandosi appuntamento per chiacchierare su msn o facebook... non sarebbe meglio una partita di calcetto?».  

Adolescenti, tutti on-line
Fra gli adolescenti nove anni fa solo il 37% aveva in casa un personal computer, contro il 97% di oggi. Il 50% dei teen-ager (53% delle femmine) ha già un proprio account su Facebook, e un ulteriore 17% dichiara di essere in procinto di iscriversi. Dall'indagine sulle “Abitudini e stili di vita degli adolescenti” 2009, della Società italiana di pediatria


Il web dà i numeri
• 61, 6% della popolazione conosce Facebook facendone il social network più popolare
 
• 28,3% della popolazione è utente di You Tube, solo il 22,9% di Facebook

• 70,5% degli utenti di Facebook si sono iscritti per mantenere i contatti con gli amici

• 42,4% degli iscritti ad un social network rinunciano alla lettura

• 72,1% gli utenti preoccupati per la violazione della privacy


 



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