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Troppi giovani in difficoltà

Un minorenne italiano su 10 fa uso di psicofarmaci senza prescrizione medica: uno specchio del disagio della nostra società

Ven 15 Gen 2010 | di Alessandra Manni | Salute

Mi sento sempre particolarmente coinvolta quando leggo articoli, documenti e studi sui giovani: si cerca ogni volta di classificarli, inquadrarli o il più delle volte dar loro addosso per i loro eccessi, senza mai andare a vedere il perché di questi. Sarà perché anch'io, come la maggior parte di loro, venivo travolta da questi giudizi esterni che vedevano solo gli effetti che i miei mali interiori provocavano, senza ricevere un minimo di aiuto per risolverli. E così non mi sono sorpresa più di tanto quando ho letto i risultati delle indagini scolastiche dell'Espad (European school project on alcohol and other drugs) sull'uso di alcol e altre droghe degli studenti europei tra i 15 e i 16 anni: 1 minorenne italiano su 10 fa uso di psicofarmaci in maniera impropria, ossia anche senza prescrizione medica. Non posso fare a meno di vederci una logica in questo comportamento: vivendo in una società dove il ricorso agli psicofarmaci è una delle vie più indicate, anche dagli stessi medici, per “risolvere” i problemi personali, questi ragazzi risparmiano tempo e se li prescrivono da soli! Provocazione a parte, tutti questi giovanissimi che decidono in questo modo di  “staccare la spina” con il mondo esterno manifestano un profondo senso di disagio e di incapacità nell'affrontare la vita nella quotidianità.

Una uscita di sicurezza facile da trovare
Farmaci per dormire, antidepressivi, anfetamine per ridurre la fatica: sono queste le sostanze che  gli adolescenti utilizzano per sballarsi e per migliorare le performance scolastiche o molto più spesso come uscita di sicurezza da situazioni di forte disagio. Ma in che modo i ragazzi si procurano le dosi di psicofarmaci? Perché da banco non ce ne sono e per legge il farmacista non può dispensarli senza ricetta. E in più, per le benzodiazepine, cioè i farmaci per l'insonnia e per l'ansia, non possono essere venduti ai ragazzi con meno di 18 anni, anche se con prescrizione medica. L'aspetto inquietante è che dall'indagine è emerso che i ragazzi non hanno problemi a trovarli direttamente in casa, nell'armadietto dei medicinali di famiglia o addirittura a comprarli da internet: sono diversi infatti i siti specializzati nella vendita di prodotti farmaceutici che non richiedono all'utente la prescrizione medica oppure danno loro la possibità di farla da sé!

Le difficoltà... sono di chi sta loro intorno
La ricerca svolta dal CNR tenta di indagare anche sulle cause di tale disagio: l'uso di psicofarmaci tra i ragazzi è più frequente quando si è in presenza di un cattivo rapporto con genitori e insegnanti, in particolar modo quando fanno parte di famiglie multiproblematiche, in cui anche gli adulti hanno una serie di problemi e di difficoltà. Oppure quando gli studenti hanno un rendimento scolastico insufficiente e si vive un vero e proprio “fallimento” scolastico. Tutte queste motivazioni fanno sì che buona parte dei giovani ha problemi irrisolti e prova un senso di inadeguatezza nei confronti delle difficoltà della vita. Bisognerebbe trovare la spiegazione di tutto questo nella storia di ogni individuo: ognuno di noi ha vissuto, in maniera differente, una situazione di non rispetto completo della propria persona che ha portato conseguenze reali sul carattere. Io posso dire che solo comprendendo questo ho potuto cominciare a vedere ciò che mi impediva di amare me stessa.

Inganni culturali
La nostra cultura insegna ai ragazzi ad affrontare i problemi? Il rimedio più utilizzato è proprio quello dello psicofarmaco: è più semplice sfuggire ai propri mali, sedandoli con farmaci e quant'altro, che affrontarli e vederne le cause. Manca una cultura che valorizzi veramente la bellezza di ogni persona, l'amore, l'umiltà, il rispetto e la solidarietà. Occorre una cultura che sostenga ogni giovane a sperimentare la sua forza personale, il suo carattere per uscire con le proprie gambe da situazioni e momenti difficili, senza cominciare ad appoggiarsi a stampelle.

Educatori adeguati
È necessario che soprattutto i genitori, ma anche gli educatori, scoprano e vivano in prima persona una cultura capace di vedere la persona e la vita così come sono veramente, sostenendone l'indipendenza e la singolarità, per essere poi in grado di relazionarsi con i giovani senza colpirli nelle loro potenzialità. E poi, come sempre prova a fare il mensile Acqua & Sapone, occorrono mass media che smettano di ingannarli, facendo loro credere che le uniche cose importanti nella vita siano l'apparenza, i soldi, il successo e il potere. Quando ciò che conta davvero è unicamente la loro potenzialità personale che attende solo le condizioni giuste per esprimersi.
Sarebbe proprio ora che tutti noi comprendessimo definitivamente che l'immensa sofferenza che i giovani chiamano “non sentirsi adeguati”, è soprattutto causata da una inadeguata capacità degli adulti di rispettarli.   

Il disagio giovanile
L’Italia si trova al quarto posto della poco invidiabile classifica dei centomila giovani europei che fanno uso di tranquillanti e sedativi senza prescrizione medica: sul podio troviamo Polonia, Lituania e Francia-Principato di Monaco. Risulta inoltre che i dati di consumo di molecole psicoattive nel nostro paese siano anche più alti della media europea: infatti se quest'ultima è del 6%, quella italiana risulta 4 punti più alta, ossia del 10%. A fare uso degli psicofarmaci sono più le ragazze (13%) rispetto ai ragazzi (7%). Le tipologie di farmaco che i ragazzi dichiarano di assumere sono soprattutto quelli per l’insonnia, quelli per regolare l'umore (antidepressivi) e quelli per l'iperattività (inclusi vari anfetaminici). L'8% degli studenti dice di averne fatto uso una volta negli ultimi dodici mesi, il 4% almeno una volta negli ultimi 30 giorni e ben l’1% dice di averne fatto uso almeno 20 volte nell'ultimo mese.

Siamo una nazione di malati!
La spesa per i prodotti farmaceutici è uno dei pochi settori che non ha risentito della crisi economica: dal 2000 fino al 2008 si è registrato un aumento di prescrizioni del 60% con una spesa media di 410 euro l'anno per  singola persona. I farmaci del sistema cardiovascolare, con oltre 5 miliardi di euro, sono in assoluto i farmaci più utilizzati, a seguire ci sono quelli volti ai problemi gastrointestinali (13% della spesa), poi i farmaci per ansiosi, depressi o con malattie legate al Sistema nervoso centrale (12,1%).

 


 

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