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Cara, carissima automobile…

Restano in garage ma ci costano di più: i paradossi delle quattro ruote

Ven 15 Gen 2010 | di Claudio Cantelmo | Soldi
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Meno la usi e più ti costa: che cos’è? Sembra un indovinello da bambini, ma non fa per niente ridere. La soluzione? L’automobile. Il rapporto 2009 presentato da Aci e Censis Servizi non ha fatto che confermare quanto comunemente percepito: nonostante un minor utilizzo delle quattro ruote da parte degli italiani, con 600 chilometri a testa percorsi mediamente in meno nel 2008, i costi di gestione e manutenzione delle vetture sono paradossalmente più che raddoppiati.

Le spese crescono...
Qualche esempio? Spese per il parcheggio con incremento del 50%, esborsi per le multe aumentati del 57% (volano le sanzioni per divieto di sosta, eccesso di velocità, parcheggi in doppia fila e mancato utilizzo delle cinture di sicurezza), per tacere delle tariffe RC auto e del vero salasso rappresentato dal caro-ricambi, basato sul perfido teorema che, se non puoi cambiarti l’auto, la dovrai almeno riparare. E giù bastonate.

... le vendite diminuiscono
L’allarme è rosso tra costruttori e rivenditori: il calo-vendite delle automobili sta andando a braccetto col minor utilizzo delle stesse. Infatti, seppure la macchina resti di gran lunga il mezzo prediletto dagli italiani (dal 91,1% per gli spostamenti ricorrenti), 79 intervistati su cento hanno dichiarato di farne un uso più oculato da quando la crisi ha cominciato a picchiare duro. Ma, paradosso all’italiana, invece di cogliere il segnale lanciato e porsi il problema di lanciare una mobilità sostenibile, di cosa si parla nelle stanze dei bottoni? Di incentivi alla rottamazione, ovviamente; per mettere in circolazione altre auto che genereranno lo stesso traffico, consumeranno comunque petrolio, riducendo solo di un po’ le emissioni. Nonostante i tagli alla scuola, alla sicurezza, alla ricerca, per le auto sono quindi probabilmente in arrivo centinaia di milioni di euro sotto forma di denaro pubblico, nella frenesia di mantenere in piedi un mercato asfittico, invece di pensare alla progettazione di un sistema di trasporto meno dannoso.

Densità da record
Non a caso siamo campioni d’Europa e vicecampioni del mondo (dietro gli USA) per densità automobilistica: ogni 100 abitanti ci sono in Italia ben 60 auto, un valore che cresce fino a 69 per il Lazio, la regione più motorizzata, mentre altri paesi europei sono attestati a quota 50 (Germania, Spagna e Francia) e 49 per il Regno Unito, e questo poco invidiabile primato ci sottrae, oltre la salute, un altro dei beni più preziosi, quello che, una volta rubato, nessuno potrà più restituirci: il tempo.
 
Incolonnati nel traffico
Sono ben 11, secondo uno studio Codacons, i giorni che gli automobilisti romani perdono ogni anno incolonnati nel traffico: ore sottratte al tempo libero, alla casa e alla famiglia. E se il primato spetta alla Capitale, non molto meglio va nelle altre principali città d’Italia: a Milano si perdono 10 giorni all’anno in coda, come a Palermo, a Napoli un po’ meno, solo 8. Eppure, sempre secondo il Codacons, la soluzione ci sarebbe: rendere i trasporti pubblici migliori, più moderni, puntuali, puliti e mettere in strada più mezzi, al fine di incentivare la gente a lasciare in casa la propria auto e a spostarsi tramite autobus, tram e metro, velocizzando il traffico, abbattendo i tempi degli spostamenti oltre a produrre un calo sostanziale per quanto riguarda le emissioni.

Soluzioni
A Roma pare che il Comune sia intenzionato a varare un Piano generale per il traffico urbano, con aumento delle corsie riservate e vie preferenziali, sistemi di integrazione tariffaria, strumenti per l'infomobilità. Esistono inoltre diversi interventi innovativi già sperimentati nel nord Europa e che si stanno lentamente diffondendo anche in alcuni Comuni del nostro settentrione, come il Pedaggio urbano (accesso a pagamento a strade o a particolari zone urbane), Park and ride (agevolazione nell'interscambio tra automobile e mezzo pubblico nelle città), crediti di mobilità; introduzione di servizi di car sharing (auto a noleggio) e trasporto a chiamata, o promozione del car pooling (auto di gruppo). Basterà? Di certo non è sufficiente l’intervento delle Amministrazioni: è indispensabile un cambiamento culturale da parte dei cittadini, che dovrebbero imparare a usare quando possibile mezzi pubblici o alternativi, a rispettare il Codice della strada lasciando libere le corsie preferenziali, posteggiare in modo da non intralciare il traffico, usando in modo responsabile il proprio mezzo e molti altri piccoli accorgimenti. Insomma, in un una parola, ci vuole più civiltà.
 



UMBRIA E LAZIO: TUTTI IN AUTO
I dati nazionali 2009 parlano di 36.081.383 auto a fronte di 60.045.068 abitanti: ben oltre una ogni due italiani. L’Umbria, insieme al Lazio, al primo posto della hit parade con 69 vetture ogni cento residenti; seguono il Piemonte e la Valle d' Aosta con 64, le Marche e la Toscana con 63. Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e la Sicilia ne hanno 61, la Lombardia 59. La media scende notevolmente in Puglia e Trentino Alto Adige (54 per 100) e Liguria (52).                   
 



SICUREZZA: REGOLE FERREE... PER GLI ALTRI

«Il rapporto Aci-Censis - commenta Enrico Gelpi, Presidente ACI - evidenzia i paradossi della mobilità italiana. Il più allarmante riguarda la sicurezza: gli automobilisti hanno poca fiducia verso gli altri, pur avendo la presunzione che i propri comportamenti non destino preoccupazione». I giovani sono i più trasgressivi, ma anche quelli che chiedono maggiori controlli sulle strade. I consumatori di sostanze alcoliche sono ritenuti i più pericolosi tra le tipologie di automobilisti su strada e ai quali, in caso di incidente mortale, gli intervistati auspicano il carcere. Tra i trasgressori, la categoria più attiva è quella degli under 26 che vanta il maggior numero di ritiri per abuso di alcool; di contro, gli over 55 hanno un comportamento mediamente più corretto tra tutte le fasce d’età in analisi.
 


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