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L’asino che cura

Dai lavori di fatica alla quasi estinzione: oggi viene riscoperto per la sua dolcezza ed è nata l’onoterapia

Ven 15 Gen 2010 | di Maurizio Targa | Media
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All’inizio degli anni ’50, nel nostro Paese, erano un milione. Oggi sono rimasti circa in 3.500 e ne sono scomparse quattro razze, nonostante la sensibilità odierna sulla tutela delle specie autoctone. Non pensate ad esemplari esotici dal nome improbabile: la vittima di questa ecatombe è uno degli animali più simpatici e popolari, protagonista di tante favole: l’asino. Nostro amico dalla notte dei tempi, domesticato circa 7000 anni fa, ha portato il basto impostogli dall’uomo, che lo ha utilizzato per molteplici e duri lavori come la soma, il traino, la sella ed il lavoro nei campi. A causa della sua natura forte e robusta, ma anche sobria e frugale, è sempre stato trattato con minor cura e maggior durezza che non altri animali domestici, ed il suo nome, spesso, è stato accostato  a modi d’essere non proprio gratificanti. L’industrializzazione e la diffusione di macchine agricole efficienti, poi, lo hanno reso sempre meno utile, assestandogli il colpo di grazia. Eppure è un animale esternamente dolce, per sua natura emotivo e sensibile al contatto con l’uomo. Lo sa bene il dottor Eugenio Milonis, psicologo e psicoterapeuta oltre che Presidente dell’Associazione Asinomania, che ha fatto dell’amore per questo animale una vera ragione di vita. Tra tutte le attività svolte coi simpatici quadrupedi, una sta maggiormente a cuore al nostro interlocutore. Si chiama onoterapia.
«All’asino si va incontro con tenerezza – racconta il dott. Milonis – perché anche da adulto conserva i lineamenti del cucciolo. Si chiamano caratteri neotenici e sono i tratti somatici che la natura, nella sua grandezza, ha riservato ai piccoli: ispirano dolcezza e protezione.»
Per questo l’interazione coi somarelli è una pet therapy consigliatissima, soprattutto per bambini con problemi psichici, come ipercinetici, autistici o affetti dalla sindrome di Down. Tipo l’ippoterapia?
«Il contatto con il cavallo - spiega Milonis - è più adatto a chi ha problemi motori, ma l’imponenza di questo animale può spaventare chi già non si senta troppo sicuro di sé». L’onoterapia, invece, è più consona a chi, abituato ad essere sempre oggetto di cure ed attenzioni, diventi invece parte attiva dovendo badare lui stesso a questo animale, decisamente più mansueto del cavallo. Taglia ridotta, pazienza, morbidezza al tatto, lentezza di movimento e tendenza ad andature monotone facilitano la comunicazione  tra l’animale ed il bimbo, ed in questa reciprocità il bambino sperimenta la sua conoscenza tramite il tatto, valorizzando la mano come strumento di comunicazione e affetto, svolgendo esercizi in serie e giochi che ne favoriscono linguaggio, responsabilità e concentrazione.
Nella sua azienda vicino Sulmona, in provincia dell’Aquila, denominata non a caso Asinomania, il dott. Milonis ospita una sessantina di ciuchini.
Come si avvicinano i piccoli pazienti al nuovo amico quadrupede?
«All’inizio con diffidenza – racconta il terapeuta –: i bambini di oggi non conoscono gli animali, qualcuno di loro non ha neppure mai visto una gallina…viva! Ma quando si stabilisce la relazione, quando imparano a spazzolarli, a portarli a spasso, ad accarezzarli…ho visto dei veri miracoli, mi creda!».
 



IL MONDO DEGLI ASINI
A tutti vengono in mente Pinocchio e Lucignolo e il Paese dei Balocchi, ma il mondo è pieno d’asini famosi, dalla letteratura all’informatica, dalla politica allo sport. L'asino è il simbolo del Partito Democratico degli Stati Uniti d'America; con minor fortuna è stato scelto in Italia dai Democratici fondati da Romano Prodi nel ’99. Da qualche anno, poi, l'asino catalano (ruc català) è assurto a simbolo catalanista, in contrapposizione al toro de Osborne tipico dell'iconografia spagnola. Oltre il celeberrimo Asino d'oro di Apuleio, in letteratura lo troviamo anche nell'asinella parlante del mago Balaam (storia narrata nella Bibbia, libro dei Numeri) e nella novella dell’asino di Buridano, quello che indeciso tra biada e fieno, morì di fame. Più tecnologicamente, come dimenticare l’asinello simbolo di Emule, il più famoso programma di file sharing, o sul grande schermo Ciuchino, l'asino parlante compagno di Shrek? Nello sport, “El Pibe de oro” Diego Maradona ha portato per anni sul petto ‘o ciucciariello, l'asino mascotte della squadra di calcio del Napoli.
 



QUANTO COSTA ACQUISTARLO E MANTENERLO?
Sono soprattutto fattorie e agriturismi, che hanno incominciato a rivalorizzarne il ruolo in escursioni e trekking, a scegliere di acquistare un asino. Ma anche famiglie che hanno case in campagna e bambini che lo adottano come straordinario compagno dei giochi all'aria aperta. Il costo di un asino comune si aggira intorno ai 500 euro, uno di razza Martina Franca circa 3.000, un asinello sardo circa mille. É un animale estremamente frugale e resistente: campa al pascolo, oppure con circa 5 kg di fieno di primo taglio e paglia. Per una fattrice in gravidanza, però, la dieta deve essere particolarmente attenta, integrata con orzo, crusca, granturco e avena. Ha bisogno di un riparo che lo protegga dal vento di tramontana ed è opportuno che abbia almeno un ettaro di terreno dove poter pascolare liberamente.
 



OTTIMO ANCHE PER LA BELLEZZA: CHIEDETE A CLEOPATRA…
Il latte d’asina è anche un prodotto prezioso per la cosmesi: esercita attività distensiva per la pelle, perciò si ritrova nella composizione di creme da giorno e da notte; è usato pure negli shampoo per rendere i capelli più voluminosi e luminosi, e può migliorare le condizioni della cute in caso di dermatite atopica. Grandi quantità di latte d’asina vengono utilizzate per preparare bagni tiepidi nei centri benessere, per chi vuole rivivere i leggendari bagni di Cleopatra e Poppea.
 



LATTE D’ASINA, L’ORO BIANCO
Il latte d'asina è considerato il più simile a quello della donna: quando i bambini non possono essere allattati al seno e presentano intolleranze al latte vaccino, tra le varie terapie ipotizzabili quella del latte d'asina appare la migliore. Infatti a differenza degli altri sostituti del latte materno, caratterizzati da deficienze nutrizionali e induzione a reazioni allergiche, questo alimento naturale si dimostra in grado non solo di nutrire a basso rischio di allergenicità, ma anche di permettere al neonato di costruirsi un normale e completo sistema immunitario.


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