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Svizzera: Quel paese dietro l’angolo

Un microcosmo di prati verdi, sovrastati da montagne grandiose, punteggiate di paesi di marzapane

Lun 01 Feb 2010 | di Giuseppe Barbieri | Turisti non per caso
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La Svizzera è quel paese “dietro l’angolo”, facilissimo da raggiungere, senza alcun problema di lingua o di adattamento. Un microcosmo spesso lontano dal concetto comune, cosparso di prati sempre verdi, sovrastati da montagne grandiose, punteggiate da paesini che sembrano di marzapane.
Soprattutto la regione del lago Lemano li racchiude tutti e per questo è anche ricca di manifestazioni che danno al territorio un grande motivo di interesse, con località davvero particolari apprezzate da celebrità e artisti di tutto il mondo, che l’hanno eletta da tempo come luogo di villeggiatura e residenza. Uomini che hanno cambiato la storia dell’umanità, come Calvino o Jung, il premio Nobel per la fisica Muller. O anche inventori come Chevrolet, artisti come Giacometti e Klee, architetti come Le Corbusier e Borromini. Alberto Einstein vi ha elaborato la teoria della relatività, Lord Byron vi ha scritto una parte del suo “Manfred”. Inoltre, tra i tanti geni e pensatori, compositori e musicisti, pittori, scrittori, politici, attori, sono da ricordare Stravinski, Wagner, Hesse, Engels, Rousseau, Gauguin, Lautrec, Degas, Van Gogh, Modigliani, Voltaire, Goethe, Dickens, Hugo, Tolstoi, Simenon, Pierre de Coubertin, Charlie Chaplin, Audrey Hepburn… e tanti altri che, viaggiando per il paese, sono restati stregati dall’incanto di questi luoghi. 
Ecco perché abbiamo deciso di trascorrervi alcuni giorni, cercando di conoscerne personalmente la rinomata reputazione, la proverbiale ospitalità, l’alta qualità della vita.

TRA VILLAGGI DI VIGNAIOLI E VIGNETI
Su una guida leggiamo che i mesi consigliati sono da aprile a giugno e da settembre a fine ottobre. Quindi partiamo a ottobre, quando il grosso dei turisti è rientrato nel proprio paese. La nostra prima meta è Losanna, capitale del cantone di Vaud, adagiata lungo la riva dell’incantevole lago Lemano, tra villaggi di vignaioli e vigneti, sovrastata dalla imponente cattedrale di Notre Dame.

LOSANNA: LA SEDE DEL COMITATO OLIMPICO
L’amena cittadina, per desiderio del barone Pierre de Coubertin, ospita le sede storica del Comitato Olimpico Internazionale e un imperdibile museo olimpico, incastonato in un lussureggiante giardino a terrazze, che si affaccia sulle sonnacchiose acque del lago. Vetro e marmo bianco ovunque, come un autentico trionfo di purezza e di luce. Qui tutto parla della storia del movimento olimpico e dei suoi valori, dall’antica Grecia fino ai giorni nostri. Il tutto circondato da un bellissimo parco, ricco di sculture, tra le quali spiccano le opere monumentali di Botero, Calder e Chillida, che rappresentano per lo più atleti in attività sportiva come tre ciclisti, su bici con un totale di  cinque ruote per rappresentare il simbolo dei giochi olimpici.
Losanna è circondata da vigneti, quelli della regione di Lavaux  (iscritti dall’UNESCO nel patrimonio mondiale dell’umanità), che formano un vero e proprio “trait d’union” fra la cittadina e Vevey-Montreux.

I TRE SOLI
La regione, già nota al tempo dei Romani, è una stretta striscia di terra fra il lago e le colline circostanti. Il clima temperato, propizio per i vigneti a terrazze (che, come dicono gli svizzeri beneficia dei “tre soli”: il sole ovviamente forte e caldo, il riverbero dei suoi raggi sul lago ed il rilascio notturno del calore accumulato dalle pareti di terra e dai muri dove si stendono le vigne  tra i pendii situati fra i 375 e i 600 metri d’altitudine), favorì il nascere di una coltivazione che si sarebbe sviluppata nella metà del XIII secolo, grazie ai monaci cistercensi, e poi grazie ai primi vignai, divenuti proprietari delle vigne con la Riforma protestante e la distribuzione delle terre della Chiesa. Oggi, il vino denominato Chasselas copre i due terzi della produzione; poi vengono il Gamay, decisamente fruttato, il Beaujolais da cui deriva, come pure il Pinot Noir che come il suo cugino della Borgogna dà un vino ampio e delicato allo stesso tempo.
Un paesaggio fantastico, costituito da centinaia di pezzetti di terra che si presentano come altrettanti giardini sospesi e sostenuti da muri di pietra, che si può percorrere a piedi costeggiando le colline o, in estate, prendendo il Lavaux Express, il treno turistico che si snoda tra i vigneti, oppure navigando lungo costa a bordo di uno dei 17 battelli della CGN, la Compagnia Generale di Navigazione sul lago Lemano, 8 dei quali sono navi “Belle époque”, spinte da ruote a pale.

TERRA DI CASTELLI
Questa è una terra di storia e cultura che comprende un centinaio di castelli, di cui quattordici aperti al pubblico: quello di Chillon, nei pressi di Montreux (reso immortale dalla penna di Lord Byron e Victor Hugo, entrambi affascinati dalle gesta di Francois Bonnivard, che fu a lungo ospite, suo malgrado, nelle segrete del castello), è una fortezza dell’XI secolo, edificata su un isolotto roccioso del lago Lemano. Un luogo che da solo vale il viaggio.

MONTREUX E IL JAZZ FESTIVAL
Pochi chilometri oltre, adagiata sulle rive del lago, ecco Montreux, la famosa stazione termale, culla del celeberrimo “Jazz Festival”, e una delle capitali mondiali della musica, le cui serate accolgono ogni anno, in luglio, più di duecentoventimila spettatori. Impossibile elencare, anche parzialmente, i grandi artisti che si sono esibiti qui dalla sua prima edizione del 1967: tra i più conosciuti si può accennare a Ella Fitzgerald, Bill Evans, Nina Simone, Keith Jarrett, Jan Garbarek e Jack Dejohnette. Originariamente si trattava di un festival esclusivamente di jazz, ma poi, pur continuando a privilegiarlo, a partire dagli anni settanta  aprì le porte ad altri generi di musica, come il blues, il soul ed il rock.   Spostandosi di alcune decine di chilometri, si incontrerà una natura del tutto singolare: alte montagne a perdita d’occhio, che incutono timore e rispetto, fino ad arrivare a Leukerbad, la regina delle nevi. Ci si arriva in poco tempo, grazie ai puntualissimi trenini rossi elvetici.

IL MARE CALDO
Qui sorge l’antica Leukerbad-Loèche les Bains, nome francese di metà ottocento, che vanta una lunghissima tradizione termale. Ha quasi cento flussi di sorgenti, che emettono quotidianamente quattro milioni di litri d’acqua alla temperatura di 51 gradi. Un mare caldo che giunge da queste montagne, inoltrandosi sottoterra per diversi chilometri, prima di risalire e sgorgare a 1411 metri d’altezza, ed essere depurato, filtrato, raffreddato e canalizzato. Anche lo sport qui è di casa. Basti pensare all’anello dello Sportarena: un’enorme pista di pattinaggio coperta, valida anche per il curling e l’hockey, poi campi da tennis, squash e calcetto.

BENESSERE E RELAX
Rientrando al tramonto, dopo una giornata così movimentata, cosa c’è di meglio che distendersi su un lettino e lasciarsi manipolare dalle abili mani di un esperto massaggiatore o riacquistare leggerezza fisica e armonia mentale, cullati dalle calde bollicine di un bagno termale all’aperto? Fiore all’occhiello della cittadina sono l’Alpentherme e il Burgerbad, due splendidi complessi che offrono relax e trattamenti diversi, personalizzati,  effettuati da équipe di esperti, medici e fisioterapisti. Si passa dalla talassoterapia al massaggio ayurveda, peeling con sali marini, manipolazione con oli antistress, sauna e solarium, per finire col bagno romano-irlandese.

IL PIÙ IMPRESSIONANTE GHIACCIAIO D'EUROPA
Per concludere il soggiorno in terra elvetica, a qualche decina di chilometri si avrà la possibilità di conoscere un fenomeno naturale veramente unico: il più impressionante ghiacciaio d’Europa. Si raggiunge sempre coi soliti allegri trenini rossi. Arrivati a Bettmeralp, località sciistica riservata e romantica, circondata da altissime cime, girando lo sguardo a 360° ecco il défilé del Cervino, il Corno Bianco, il Rosa, il Wasenhorn, il Bettlihorn, l’Eiger, il Monch. La cittadina offre impianti sciistici computerizzati che annullano code e attese. Qui tutto è a misura d’uomo, perché le automobili sono bandite: ci si sposta solo a piedi o con le slitte trainate da cavalli, che per pochi euro assicurano, anche ai più pigri, romantici spostamenti tra i villaggi.

PATRIMONIO DELL'UMANITÀ
Visto dall’alto, il gigantesco mare ghiacciato dell’Aletsch (dal 2001 iscritto dall’UNESCO nel patrimonio mondiale dell’umanità), è uno scenario mozzafiato che si snoda nella regione dello Jungfrau, a oltre 4000 metri sopra il livello del mare. è caratterizzato da due strisce scure che l’accompagnano per tutta la sua lunghezza, richiamando l’attenzione di tutti gli spettatori. Si tratta delle cosiddette murene mediane che nascono dalla confluenza di due ghiacciai: esse sono costituite principalmente da detriti che arrivano in superficie a seguito della fusione del ghiaccio. Il peso della sua massa è stato calcolato in 27 miliardi di tonnellate: se si potesse sciogliere tutto il ghiacciaio per trasformarlo in acqua dolce, questa ne potrebbe fornire un litro al giorno, per sei anni, a tutti gli abitanti della Terra! In alcuni punti il suo spessore raggiunge anche i 1500 metri, coprendo oltre 120 chilometri quadrati di superficie. è un laboratorio ad alta quota, meta di studiosi e appassionati di speleologia glaciale.
L’Aletsch scende verso la valle del Rodano ad una velocità di 180 metri l’anno, un movimento naturale, impercettibile dall’occhio umano, ma non dall’udito: in questo tempio naturale, i visitatori rimangono a bocca aperta e in contemplazione, mentre un misterioso suono ovattato fa da colonna sonora a questo spettacolo irripetibile.


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