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Ci vorrebbe la lotteria!

In TV si parla tanto di bamboccioni. ma il vero problema è che i giovani non vogliono rischiare

Lun 01 Feb 2010 | di Roberta Diorio | Io Giornalista

Si fa un gran parlare di figli in età adulta che continuano a vivere in casa con i genitori come fossero teenager.
Mille riflessioni al riguardo nei salotti delle tv, capitanate dalla conduttrice del momento che, da brava padrona di casa, ospita sociologi, psicologi, intellettuali o pseudo-intellettuali, mescolati a direttori di settimanali che sembra meglio percepiscano il trend della nostra società… analisi dell’ambiente del lavoro e del precariato, dove si riesce anche ad inserire una stilla subliminale di ideologia politica, lavoro quindi senza certezze, problematiche delle abitazioni, figli viziati da mamme con attenzioni e in adorazione alla prole che scambiano il figlio per l’amante che avrebbero voluto avere… insomma chi più ne ha più ne mette, tra décolleté in primo piano per alcune e spoglie da educande per altre - per carità anche intelligentissime -: esce fuori un frullatone! Però le due ore di tv-talk sono state assicurate nel palinsesto mediatico, trasformato ormai su qualsiasi canale come tribunale per le massaie. Ma avessi mai sentito da questi personaggi parlare di rischio! Di quel rischio antico che ha pervaso da sempre l’uomo, nel riuscire ad osare, ad inventare e reinventarsi, nel costruire la sua strada, la sua famiglia sulla forza dell’amore, ecco qual è il punto! I fidanzati perenni, devono prima studiare, iscriversi all’università, non importa se prenderanno una laurea a quarant’anni, devono trovarsi assolutamente un posto di lavoro stabile che potrà permettergli di comprarsi una casa alle porte della città potendo permettersi il lusso di pagare un mutuo di 35 anni, senza calcolare che quando avranno finito di pagarlo avranno passato la sessantina. E poi questo lavoro deve permettergli la settimana di vacanza estiva, magari in una località alla moda anche se in tenda (ma di questa non parleremo a nessuno, menzioneremo solo la località) e poi gli deve permettere anche la palestra e che dire dell’auto anch’essa da pagare a rate? Insomma, gentili lettori, a me sembra una chimera l’idea che giovani ragazzi possano perseguire i loro sogni, le loro attitudini, uscendo presto da casa, organizzandosi magari con amici, dividendosi stanze di appartamenti, andando incontro alla loro vita, alle loro esperienze, alle loro responsabilità con la spensieratezza che dona a loro la gioventù. La pianificazione che imperversa non lega! Non lega nella coppia che non ha rischiato, mano nella mano prefissandosi degli obiettivi da raggiungere insieme, con le stesse fatiche, difficoltà ma pur stretti in un unico abbraccio! Possiamo vedere giovani intervistati in strada che rispondono: «Vorremmo sposarci, ma non abbiamo ancora una casa» e altri che dicono «non ho uno stipendio sicuro», oppure «non guadagniamo abbastanza…».
Città come Roma, Milano, sono prese d’assalto da giovani del sud che, pur di migrare per lavoro, opportunità, si dividono le stanze, i letti di appartamenti in affitto senza paura! «Ci vorrebbe la fame» dicono i pochi vecchi rimasti che l’hanno conosciuta, a cui non faceva paura nulla! è ovviamente nella classe media che pervade il terrore di osare, la meschinità di non voler rinunciare a nulla di sciocco ed effimero. Ma secondo voi, chi glielo ha messo in testa tutto ciò se non la famiglia? Mi ricordo da immobiliarista la tizia che mi chiedeva: cerco un appartamento in centro, assolato, silenzioso, terzo piano, buone condizioni, che abbia almeno un balcone, meglio se abitabile, con box o posto auto, che non costi molto…
Una vincita alla lotteria! Ecco cosa vogliono i giovani che non osano: vincere una lotteria! Questo viene prima dell’amore, dell’indipendenza, della creatività e intanto cominciano a spuntare i primi fili d’argento tra i capelli…

 

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