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Benigni davanti all’amore con poesia

Piccoli estratti da “tuttodante” per ricordare alti momenti di vera umanità e viva cultura

Sab 01 Mar 2008 | di Giuseppe Stabile | Zona Stabile
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«Cari Italiani, con immensa allegria e col cuore che cinguetta come un fringuello appena nato, parleremo su Rai Uno del regalo più bello che ci è cascato addosso. Dobbiamo capire cos'è l'amore; (…) San Paolo nella lettera ai Corinzi scrive: "Per quante cose io assuma in mio conto se non ho l'amore io non sono nulla." Lasceremo parlare Dante: ci faremo dire da lui cos'è quella nostalgia dell'infinito che ci rende immortal».
Queste parole sono tratte dalla lettera agli Italiani scritta da Roberto Benigni a fine novembre scorso, alla vigilia della lunga serie di sue letture della Divina Commedia trasmesse dalla Rai e terminata il 13 febbraio. Come ha fatto spesso negli ultimi anni attraverso la sua attività artistica, anche in questi recenti appuntamenti danteschi, tra declamazioni ed improvvisazioni, tra battute e risate, il grande attore toscano ci ha regalato molti spunti di riflessione sull’Amore del Creatore e la bellezza delle Creature. Abbiamo scelto, in maniera inevitabilmente soggettiva, il meglio delle sue parole: si sente che sono scaturite dalle meditazioni di un uomo che ha un grande Amore per la Vita.

Le parole di Benigni

IL VALORE DELLA PERSONA
Ogni persona è uno scrigno, depositaria di un tesoro immenso; ognuno è l’eroe di una storia irripetibile nell’eternità. Anche senza credere in Dio si può andare incontro e verso la divinità. Se abbiamo presente il miracolo di esistere, ogni sconfitta può tramutarsi in una vittoria: il nostro futuro lo dobbiamo costruire con il nostro impegno. Ne abbiamo anche gli esempi attuali, come i Monaci Birmani, i ragazzi della Locride, quelli che non pagano il pizzo, ecc.. Nel Vangelo Gesù ci ha insegnato la pietà e l’amore disinteressato che sono le cose che ogni tipo di dittatura teme. Ricordiamoci che essere conformisti è la morte. (…) Tutti noi vogliamo vivere con gioia, ma l’avvenire migliore bisogna costruirlo, non aspettarlo. Dentro di noi sentiamo che non può finire tutto qua, ma domandiamoci cosa significa l’eternità e stiamo attenti a non farci imprigionare dagli idoli come il denaro ed il potere. E, quando non ce la facciamo, dobbiamo avere l’umiltà di chiedere aiuto, come succede spesso nel Vangelo (…). Sapete chi sono i peggiori? Gli ignavi, quelli che non prendono posizione, che non usano il loro libero arbitrio. Ci sono due modi per perdersi: 1) scegliere il male, per ottenere dei vantaggi immediati, ed è una cosa orribile; 2) non scegliere, e questa è la cosa peggiore. Bisogna aver orrore dell’indifferenza, ed è necessario essere presenti e vivi in ogni momento. Sforziamoci di scegliere il bene, consapevoli che questo mondo l’abbiamo non in eredità dai nostri padri, ma in prestito dai nostri figli. 

IL VALORE DELLA POESIA
La poesia è un’estensione della nostra anima. (…) I poeti hanno qualcosa d’urgente da dirci, sono come degli scienziati e tirano fuori dei sentimenti che stanno dentro di noi e che non sappiamo neanche di avere. Mi piacerebbe vivere mille anni solo per conoscere meglio quello che abbiamo dentro. (…) La grandezza della poesia di Dante è enorme e lo sento un amico che mi ha insegnato tante cose. Quello che più mi conquista del sommo poeta è che gli piaceva davvero vivere: lui era virile, non era un prete, ed aveva un senso virile della religiosità. Dante ha scritto la Divina Commedia non perché Dio esiste ma perché Dio esista. La Divina Commedia è il più grande poema letterario della storia (…) e contiene tutti i simboli di quello che noi oggi chiamiamo inconscio, mentre nella meravigliosa mitologia cristiana c’è lo Spirito Santo che è molto più bello. (…) La Divina commedia e' tanto difficile, ma sia benedetta questa difficoltà! Oggi siamo abituati a troppe cose facili, sommersi da parole effimere. Invece, avremmo bisogno di una bella cosa che ci faccia sudare, una fatica creativa che ci permetta di andare profondamente dentro di noi a scoprire chi siamo.

IL VERO AMORE SI FONDASUL RISPETTO
Dio ci ha creati liberi e possiamo anche dirgli di no: pensate quanto ci rispetta! Che cosa grandiosa! Il Creatore pensa a salvarci fin dall’eternità e si è fatto uomo per questo, per farci diventare simili a Lui. Per arrivare a questo, Dio ha aspettato che ci fosse una donna, Maria, che Gli potesse dire di sì. Dio aveva bisogno di Maria che, in libertà, Gli ha detto sì. Una donna bambina ed umile è stata aspettata e cercata da Dio, vinto dalla sua bellezza: la nostra dignità è la cosa più cara agli occhi di Dio. Noi siamo liberi e dunque Dio ci ama e ci rispetta: quello che abbiamo scelto nell’esistenza terrena ce lo darà per sempre. (…) Il mondo sembra pieno di catene, ma in realtà è intriso di un’armonia profonda, è scritto che c’è qualcosa per tutti noi, ma poi ognuno vive come gli pare. (…) Nonostante i doni immensi dell’Amore e la luce del libero arbitrio, possiamo anche scegliere la morte: attenzione agli istinti che portano verso il buio ed il vuoto eterno. Se sbagliamo il nostro rapporto tra il sesso e l’amore, la nostra vita non ha più senso. Noi siamo responsabili del nostro destino, padroni della nostra vita, ma solo l’Amore ci fa sentire liberi e veri.

IL CAMMINO VERSOLA GUARIGIONE
Aldilà dell’essere credenti, noi Dio l’abbiamo dentro, nel DNA. L’amore dona un senso alla nostra vita, è una rinascita personale dalle nostre rovine. (…) Come ha fatto Dante, bisogna andare dentro di noi, giù nel profondo, vedere tutte le nostre meschinità e scoprire alla fine la nostra vera ricchezza. (…) Conoscere cosa c’è dentro di noi è meraviglioso, anche se più si scende nel profondo e più è doloroso. Anche per noi, come per Dante, per arrivare al Paradiso è necessario passare dall’inferno. Bisogna attraversarlo guardando dentro di noi, nella parte che ci fa più paura: solo così potremo vincere. Ma bisogna stare attenti perché il male si nasconde, non si vuole far vedere, e più si va in fondo e più è pericoloso. Bisogna avere qualcuno che ci aiuti e ci guidi, come ha fatto Virgilio per Dante, altrimenti possiamo rimanere schiacciati. (…)

Dante, per esempio, stava molto male, si era perso, era preda di una forte depressione ed aveva paura di morire. Però scelse di andare per la “Selva oscura”, voleva andare in fondo e poi ritornare: è importante andare in fondo, anche per capire le nostre malattie. Si deve avere il coraggio anche della propria sconfitta che certe volte è più eroica della vittoria. Così Dante vede un raggio di luce che gli dà speranza e pensa che si può ancora salvare. (…) Ognuno di noi sa che Dio l’ha aiutato in un momento tremendo della vita e l’ha tirato fuori da quella selva oscura dove le belve erano pronte a sbranarlo. Magari ci ha fatto incontrare un vero amico che ci ha indicato la strada della salvezza. (…) L’amicizia è una cosa importante, ma cerchiamo di stare lontani da tutte quelle persone negative, ed oggi ce ne sono molte, che parlano e scrivono di cose distruttive, senza speranza. (…) Nel Vangelo una delle mie parabole preferite è quella dell’emoroissa. Lei crede che non siamo gli unici padroni del mondo ed ha fede in Gesù. Lei sente che non c’è bisogno di parlare: lei striscia nelle sue difficoltà, fa un percorso come quello che ognuno di noi deve fare. Alla fine riesce a toccare il mantello di Gesù. Tra la folla che Lo spintonava, Gesù, senza vederla, si accorge che una sola persona Lo ha veramente toccato ed una forza è uscita da Lui. La guarigione e la salvezza di quella donna dipendono dalla sua fede e da quanto ha amato. Non esiste amore sprecato.

L’INVENTORE DELLA CARITÀ 
Anche nei nostri drammi più grandi, nel nostro buio più profondo, dobbiamo credere che c’è sempre la bontà, la bellezza. Invece quando siamo nelle passioni, siamo affannati, abbiamo un peso. Bisogna avere pietà per le pene nostre e degli altri: non dovremmo mai dimenticarci di avere pietà verso chi è nel bisogno. (…) Gesù ha inventato la carità, l'Amore: con la pietà Nostro Signore ci ha fatto diventare umanamente meravigliosi (…) e ci ha insegnato che la vita è amore, conoscenza e partecipazione alle sofferenze dell’umanità. (…) Nel Vangelo c’è scritto d’amare chiunque soffre e che nei sofferenti c’è il volto di Gesù: quindi amiamo Lui stesso. Cristo, essendo povero e sofferente, ha dato un antenato ai poveri. Ogni persona che soffre ha un nome: Gesù.

L’ANIMA E IL CORPO 
Bisogna voler bene sia all’anima che al corpo. Quando si è pieni di Amore assoluto, anche la sessualità è meravigliosa ed oggi abbiamo tanto bisogno di sensualità e tenerezza nell’amore. Non dimentichiamoci mai che il corpo è importante quanto l’Anima: Gesù lo dimostra, risorgendo con il Suo corpo meraviglioso! Pensate che nel Vangelo di Luca, una delle prime cose che Gesù fa dopo la Sua Resurrezione è mangiare. (…) Il Signore si è fatto uomo perché gli uomini diventassero Dio. Lui, che non ha mai peccato, si è preso tutti i peccati: è una cosa spettacolare quella che ha fatto, a crederci ed anche a non crederci. Pensate la dolcezza del Nuovo Testamento, la straordinarietà di questa grande novella. 

AI GIOVANI
Ai più giovani auguro di mantenere la fedeltà a se stessi, anche se oggi non hanno una vita facile. (…) Ognuno ha bisogno di essere educato all’Amore ed invece c’insegnano soprattutto tante altre cose, a leggere, a scrivere, a guidare, ecc.. Ma ci rendiamo conto che, se i ragazzi non vengono aiutati a crescere interiormente, soffrono e sbagliano molto? Da bambini abbiamo tutti bisogno di essere molto amati. (…) Ragazzi, è vero che la vostra psiche è fragile, ma, per favore, DITE NO ALLA DROGA. So che quando si è giovani spesso non si riesce ad affrontare le situazioni o a rapportarsi con l’altro sesso: non è facile reggere l’impatto con la realtà. Magari si prende una droga per desertificare tutta l’emozione che si ha dentro, ma ricordate che, quando sentiamo di non essere all’altezza e di non farcela, quello è il momento più grande che il firmamento ci ha donato. Sia benedetto il Creatore della Vita che ci ha dato anche il momento in cui non siamo in grado di affrontare qualcosa o qualcuno: è lì che si vive e si diventa grandi! 

NON C’È BISOGNO DI CAPIRE
Soprattutto nei momenti bui come quelli che stiamo vivendo, bisogna tornare alle radici e rendersi conto della bellezza del nostro Paese, del nostro Popolo, della cultura, dell’arte e dell’ineguagliabile splendore dell’Universo. (…) Godiamoci le cose belle così come sono: ad esempio, guardiamo il cielo e ci renderemo conto da dove veniamo e quanto siamo grandi. Non c’è bisogno di capire tutto: anche se ci sfugge qualcosa, va bene lo stesso. Dio ha creato il mondo in sei giorni ed il settimo, vedendo quanto era bello, si è messo a guardarlo e si è riposato. (…) Ma, soprattutto, amiamo e sicuramente riceveremo amore: l’amare costituisce la nostra vera eredità. 




LETTERA A DANTE
Benigni, nel corso di una cerimonia di premiazione per il suo “Tutto Dante”, ha letto una lunga ed emozionante “Lettera a Dante”, di cui vi proponiamo un breve stralcio.

Caro Dante,
spero che tu stia bene. Innanzitutto ti voglio ringraziare perché con la tua Divina Commedia mi hai fatto innamorare della poesia, che è la cosa più bella del mondo, e perché mi hai fatto sentire il bene ed il male. (…) Inoltre ci hai fatto capire: che la vita è molto di più di quanto possiamo capire, per questo resiste; inoltre che il paradiso è colmo dell’accecante bellezza del verbo essere; ed anche che Qualcuno non distoglie mai lo sguardo da noi, perché ci ama.


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