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La guerra di Marco

La consapevolezza di un uomo che vuole combattere l’unica guerra sensata: quella per la libertà da tutti i condizionamenti

Mar 01 Mag 2007 | di Giuseppe Stabile | Zona Stabile
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Quando si dice che una persona la “senti” appena la incontri. Ecco, questo è quello che mi è successo con Marco Baldini. Ascoltarlo dai microfoni di Radio Due, insieme a Fiorello, è divertente. Vederlo esibirsi dal vivo è coinvolgente. Ma incontrarlo ed ascoltare la sua anima è davvero emozionante. «Sono una persona semplice e trasparente. Nei casi normali il personaggio coincide con la persona: quando questo non succede, la gente se ne accorge. Prima di tutto io sono un autore testi e poi un conduttore. Sono autore di me stesso e scelgo io cosa e come comunicare: la gente apprezza non la bella battuta, ma lo spirito che trasmetti. Quando sono in onda, cerco prima di tutto di voler bene a chi mi ascolta. La radio è uno strumento potentissimo per arrivare al cuore ed alla mente delle persone, più della televisione. È un mezzo che ti permette di ascoltare senza vedere, ti fa essere più attivo. Lo spettacolo che facciamo con Fiore è una specie di varietà televisivo prestato alla radio».

Cominciamo da lontano, quali sono le tue radici?
«Mio padre è sempre stato altruista, ma anche molto apprensivo nei confronti dei figli, retaggio di un’educazione molto cattolica che ha ricevuto da bambino. Lui lavora sin da quando aveva sette anni ed ancora adesso, a 73 anni, è sempre impegnato e si occupa di aiutare chi ha bisogno. Negli ultimi 15 anni ha accudito in casa, fino alla fine, i suoi due fratelli malati ed inoltre va a fare assistenza negli ospedali. Lui è un grande altruista, ma bisogna stare attenti a dare il giusto peso alla propria persona ed alla propria famiglia. Mia madre, invece, è una donna molto buona e schiva. Se avessi seguito gli insegnamenti dei miei genitori, non sarei mai esploso, dato che la loro filosofia è 'meglio rinunciare che correre il rischio di buscarle'. Per me non è così, io credo che è meglio provarci che rinunciare per paura».

Questo atteggiamento è stata la tua salvezza.
«Sì. Con tutti i disastri che mi sono accaduti, se non avessi avuto una buona dose d’incoscienza, sarei morto o scappato. Nell’affrontare le difficoltà mi ha aiutato la mia fede ferrea, nel senso che, quando non sapevo più dove andare a parare, mi abbandonavo alla volontà di Dio. Di fronte alle situazioni della vita è inutile stare a cercare soluzioni razionali. Bisogna abbandonare la mente e mettersi all’ascolto».

So che per anni sei stato un boy-scout. È stato un periodo importante per la tua formazione?
«All’inizio mi avvicinai solo per cuccare qualche ragazzina che mi piaceva. Poi sono stato contento di rimanere perché è stato il primo vero contatto con la vita sociale: affrontare le relazioni con gli altri, il compito da svolgere e le responsabilità personali. Sergio Valzania, giornalista e dirigente Rai, attuale Direttore dei Programmi di Radio Due e Radio Tre, è stato uno dei miei primi educatori. Come capo boy-scout è sempre stato una persona democratica e coraggiosa e ci ha insegnato tante cose, anche con modi decisi.
Ricordo che, quando combinavamo qualche stupidaggine, non esitava a farci sentire sul sedere il fazzoletto annodato. Credo che lo scoutismo sia un’ottima e forse unica modalità di formazione, ma il modo migliore per far uscire fuori chi sei veramente è affrontare le difficoltà. Già da bambino si vede chi sei da come ti comporti in una situazione difficile in relazione con gli altri: se sei egoista o altruista, se hai capacità organizzative... Naturalmente queste sono piccole cose, perché poi il momento della verità viene quando da adulto devi far fronte a situazioni molto più, serie».

Ti sembra che i ragazzi d’oggi siano capaci di affrontare le difficoltà?
«I ragazzi sono meravigliosi e pieni di forze, ma è evidente che molti delle nuove generazioni non sono abituati ad affrontare le difficoltà. La colpa è nostra, di tutti noi, della nostra società che negli ultimi decenni, soprattutto attraverso la televisione, ha insegnato loro che le cose più importanti sono avere l’ultimo modello di telefonino e giocare con i videogiochi: in una parola basta avere i soldi e puoi fare tutto. Invece non è vero: se non ci sei come Persona con i soldi non ci fai un bel niente!».

Come dire che, se non tuteli l’Anima, perdi tutto!
«Sono sempre stato un fervente credente, ma ti confesso che negli ultimi tempi ho un po’ di dubbi in ambito spirituale. Sono convinto che ognuno è chiamato ad esprimere le proprie energie personali nell’Amore e per l’Amore, che è l’unica, grande forza che governa l’Universo. Questa è la sola strada per vivere in modo sereno ed equilibrato. Quando parliamo di Anima, cerchiamo di essere concreti: bisogna impegnarsi per amare se stessi e gli altri che sono nel bisogno. Attenzione però, non basta tirar fuori i soldi, bisogna coinvolgersi mettendoci del tuo. Anche chi come me lavora nel mondo della comunicazione dovrebbe impegnarsi molto di più per dare voce alla sofferenza di milioni di persone nel mondo e di tutti i bambini moribondi per fame. Sono proprio arrabbiato per tutta la violenza e l’ingiustizia che c’è nel mondo, e spesso mi chiedo come sia possibile che Dio permetta tutto questo».

Non possiamo dare la colpa a Dio. La responsabilità è nostra, di ognuno di noi, e dobbiamo cercarne le radici dentro di noi.
«Certamente, ma il problema vero è che siamo pieni di condizionamenti che c’imprigionano e che per liberarcene dobbiamo intraprendere una lotta durissima. Quanto mi danno fastidio quelle persone che pregano alzando gli occhi al cielo e non si rimboccano le maniche per convertirsi ad essere anzitutto uomini e donne! I condizionamenti ci snaturano e non ci fanno vivere per quello che siamo: fino a quando non li vediamo e non ce ne liberiamo, siamo falsi e vittime della dipendenza, dalle persone e dalle cose. Il diavolo, la negatività esistono e sono molto forti. Tentano in tutti i modi di impedirti di trafficare i tuoi talenti. Questa è la vera sofferenza: arrivare a percepire chi sei veramente, ma non riuscire ad esprimere la tua potenzialità».

Ogni condizionamento, di qualsiasi tipo, è distruttivo della Persona, perché ne riduce l’identità. In proporzione di quanto non sei stato amato e rispettato sarai sempre falso, anche se ti sforzi d’essere irreprensibile nei comportamenti.
«Esatto! Ognuno si deve impegnare per tornare ad essere più vero, semplice e pulito. Alla base di tutti i conflitti, personali e relazionali, e di tutte le guerre ci sono sempre dei grandissimi inganni. Dio, nel Suo infinito Amore, ci ha creati e ci ha detto "Crescete e moltiplicatevi".
Purtroppo noi occidentali con la nostra razionalità ed il nostro consumismo stiamo distruggendo il meraviglioso dono del Paradiso Terrestre, sia quello dentro di noi sia quello della Natura intorno a noi. Le popolazioni che vivono nel cosidetto terzo mondo, anche se povere e sofferenti, sono molto più libere, vivono rispettando le leggi della natura e sono più autentiche. Qui da noi invece è veramente arduo mantenere la propria dignità: ogni giorno, anche nel lavoro, la libertà personale è messa continuamente in pericolo e bisogna essere sempre molto vigili. A me piace stare in radio, ma se fosse necessario, già da domani, sarei disposto a mollare tutto e fare qualsiasi cosa che mi faccia sentire vivo. Nella mia vita ogni volta che ho avuto la forza di rifiutare qualcosa che non mi corrispondeva interiormente ho sempre ricevuto in cambio dei doni grandissimi. Ho imparato che più sei te stesso e rispetti la tua natura, più raggiungi dei risultati e trovi la gioia. Non c’è niente che vale l’espressione della propria anima e della propria identità.
Nonostante ciò tante persone rinnegano la propria umanità anche solo per mettersi al servizio del potere, di una struttura, di un’organizzazione. Comunque è fondamentale rimanere positivi senza lasciarsi travolgere dalla preoccupazione delle cose che sembrano irrisolvibili: se cadi in questo tranello, ti ammali nella mente ed anche nel corpo».

Che significato ha questa relazione con la malattia?
«Tutto parte dalla più grande scoperta che l’uomo abbia mai fatto: l’inconscio. Le malattie sono il prodotto di problemi inconsci non risolti e di un errato atteggiamento interiore nei confronti della vita. La nostra ricchezza sta nelle energie personali inconsce che, se sono libere ed espresse come quelle di un bambino, ti fanno sperimentare gioia e pace, altrimenti arriva la malattia. Quando Gesù dice: "Lasciate che i bambini vengano a me", usa una metafora per farci comprendere che è necessario restare bambini per mantanere il contatto con le proprie energie inconsce e con la Vita».

Le neuroscienze confermano quello che stai dicendo e la biologia ci mostra che ogni essere umano, nei primi trenta giorni dal suo concepimento, vive nella totale indipendenza, staccato da tutto e tutti, nella piena libertà dei figli di Dio. Tu com’eri da bambino?
«Mi accadevano delle cose che oggi mi sembrano strabilianti. Facevo dei sogni premonitori ed istintivamente trovavo la soluzione a cose che non conoscevo e che non avevo studiato. Ero libero, senza vincoli, avevo molti meno condizionamenti. Purtroppo, crescendo, le esperienze negative e la mente razionale mi hanno imprigionato. Eppure non voglio arrendermi: anche se difficile ed impegnativo, voglio combattere per tornare indipendente e libero come nel mio primo mese di vita intrauterina!».

Benvenuto a bordo, caro Marco. Rinascere si può e si deve. Migliaia di persone, come me, stanno già sperimentando in tutto il mondo una nuova Cultura di Vita che, partendo dall’inconscio fino ad arrivare alla missione, porta ad una graduale e concreta liberazione da tutti i condizionamenti. Combattere questa guerra è vitale per ognuno ed è bello avere la certezza che, sorretti dalla preghiera e dall’Amore di Dio, ne usciamo vincitori.

 

LA MIA VITA IN UN FILM
Fabio Volo sarà il protagonista di un film, tratto dal libro autobiografico “Il giocatore” (Baldini Castoldi Dalai), nel quale Marco Baldini racconta la sua vita travolta e messa in pericolo dalla dipendenza dal gioco d’azzardo durante i primi, sfavillanti anni della sua carriera radiofonica.


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