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La pace vera

Esclusivo. Abbiamo incontrato Cindy Sheehan, la madre del soldato americano morto in Iraq nel 2004: il suo impegno e il rapporto con la fede

Mer 01 Mar 2006 | di Giuseppe Stabile | Zona Stabile
Foto di 6

Nel numero di dicembre di Acqua&Sapone, con l’articolo “La nobile causa”, presentammo la figura di Cindy Sheehan, madre di Casey, un soldato americano di 24 anni, morto nel 2004 durante la guerra in Iraq. Tutto il mondo cominciò a parlare di lei nell’agosto dello scorso anno, quando piantò la sua tenda davanti al ranch texano del presidente americano George Bush, aspettando invano di essere ricevuta da lui. In esclusiva, abbiamo avuto l’onore d’incontrarla personalmente e le abbiamo posto qualche domanda che ci permettesse di conoscerla più profondamente, al di là della sua immagine di eroina pacifista.

Per prima cosa ti ringraziamo per tutto l’impegno che metti nel portare un messaggio di pace in giro per il mondo. Sappiamo che questa avventura è iniziata con la morte di tuo figlio, ma naturalmente è il risultato di un grande cambiamento personale, al quale ha fatto seguito il tuo tangibile coinvolgimento.
Come è cambiata la tua vita?
«Non avrei mai potuto immaginare tutto quello che sarebbe successo dopo che nel luglio dello scorso anno decisi di andare davanti al ranch di Bush per fargli una semplice domanda, “Qual è la nobile causa per la quale mio figlio e tante altre persone stanno morendo nella guerra irachena?”: eppure, da quel momento, centinaia di migliaia di persone mi hanno sostenuta, vengo chiamata a fare conferenze in giro per il mondo. Io personalmente ho fatto solo quello che mi sentivo dentro, tutto il resto è venuto da solo di fronte all’indifferenza ed alla prepotenza dei potenti. Io sono una persona qualunque, ed ognuno di noi, dovunque abiti e qualsiasi lavoro faccia, deve svegliarsi dal torpore ed impegnarsi per salvare questo nostro mondo».

Quanto è importante in tutto questo una tua rinascita spirituale ed il tuo rapporto con Gesù Cristo?
«Gesù sacrificò se stesso e tutto quello che aveva per portare pace ed amore tra gli uomini: un grande esempio per me e per tutti. Trovo vergognoso che il governo americano usi la religione ed il Vangelo per giustificare la sua politica. Dobbiamo lottare tutti insieme così come hanno fatto anche altri grandi testimoni, come Gandhi e Martin Luther King, uomini che sull’esempio di Cristo hanno dato tutto per la pace».

Quello che ormai ho capito è che per essere concretamente persone mature e solidali, bisogna necessariamente partire da un profondo e duraturo cambiamento personale. Si può fare qualsiasi tipo di volontariato e lottare per qualsiasi ideale, ma prima bisogna cambiare profondamente se stessi. Ad esempio, che senso ha dire di essere pacifisti o di essere contro la guerra se poi una madre o un padre non hanno la qualità e la pulizia interiore per rispettare i propri figli? La violenza nasce proprio da lì.
«Sono d’accordo con te, ed abbiamo davanti gli occhi che molti bambini vivono la violenza già dentro la propria casa proprio perché si relazionano con genitori, e soprattutto madri, non all’altezza. Dunque la prima vera ed indispensabile rivoluzione è quella che dobbiamo fare dentro di noi, sperimentando concretamente che l’amore e la non violenza nei confronti di qualsiasi essere umano sono dei beni irrinunciabili nella nostra esistenza. Solo partendo da questa esperienza personale potremmo avere la forza di impedire agli altri, ai nostri governanti, di essere violenti e di uccidere. Ti possono togliere tutto, mi hanno portato via mio figlio, ma chi mi può togliere l’amore dentro di me per i miei figli e per tutta l’umanità?».

Io penso che la lotta per la pace debba partire dalla consapevolezza che anzitutto non ci deve essere guerra dentro di noi, perché altrimenti il risultato è che la violenza penetra sempre più nella nostra società, non solo con i conflitti armati, ma con lo sterminio continuo dei 30.000 bambini sotto i cinque anni che ogni giorno muoiono di fame, così come con le migliaia di aborti eseguiti quotidianamente...
«Questo è proprio vero, ed infatti nel mio paese sono impegnata con alcune fondazioni culturali per educare alla non-violenza i bambini piccoli nelle scuole. Ma tutti i nostri leader dovrebbero essere consapevoli di quanto sia importante prendersi cura di ogni bambino. Non possiamo più sopportare che ogni giorno muoiano migliaia di piccoli per fame, questo è un vero genocidio! È vergognoso che ci siano degli uomini e delle donne che hanno tutto il superfluo e non fanno nulla per fermare questa strage continua. Tutti quanti dobbiamo fare del nostro meglio per far trionfare la vita e la pace. Ognuno di noi, potenti e gente qualunque, deve sentire la necessità di impegnarsi affinché ogni forma di violenza, dall’aborto alla guerra, dallo sterminio per fame alla pena di morte, non trovi più posto nel mondo».

Grazie Cindy per la tua forza, la tua fede e la tua semplicità.
Grazie perché la tua testimonianza ci impedisce di rinchiuderci nella tomba dell’apatia.
Grazie perché ci stimoli a lottare insieme per andare oltre il pacifismo, per arrivare alla Pace vera, quella che nasce dalla sconfitta della guerra che abbiamo dentro.


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