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La verità ti libera...

Ci può essere libertà senza verità? Si può amare se non si è sinceri? Proprio riconoscendo le nostre debolezze possiamo ritrovare noi stessi

Mer 01 Feb 2006 | di Giuseppe Stabile | Zona Stabile
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Non è certamente mia intenzione intavolare una discussione filosofica sul significato di parole importanti ed abusate come verità e libertà. Ma sperimento quotidianamente che, se non guardo bene in faccia alla realtà, vivo da prigioniero, chiuso nella gabbia dell’ipocrisia. Io, invece, voglio vivere davvero e toccare con mano la mia libertà. Ci può essere libertà senza verità? Dentro di me c’è un’indistruttibile aspirazione ad essere concretamente libero di esprimermi, a godere fino in fondo della mia natura e della bellezza di Madre Natura. Desidero essere in grado di stabilire vere e profonde relazioni d’amicizia e d’amore, costruire una famiglia forte e gioiosa, impegnarmi in un lavoro creativo ed utile alla collettività.  Ma posso amare davvero se non sono sincero fino in fondo? I miei figli possono sentirsi davvero amati se non percepiscono un padre, ed una madre, limpidi e trasparenti? Come se non bastasse spesso voglio continuare a far finta di aiutare gli altri: che ipocrita che sono se prima non soccorro me stesso. Quanto è facile ingannarsi e fuggire dalla verità nascondendosi dietro mille impegni e giustificazioni! È necessario prendere atto della realtà: forse per avere un po’ di compagnia mi adatto a stare con persone con le quali non ho uno scambio profondo; magari in famiglia sono sempre disponibile ed accondiscendente con tutti, ma trascuro le mie esigenze. Che dire poi del mio rapporto con Dio, al quale dico di non credere più, ma è sempre meglio tenerseLo buono altrimenti mi castiga? E forse non voglio confessare a me stesso che svolgo un lavoro che mi fa star male e reca danno anche agli altri ed all’ambiente. Ognuno di noi vive delle contraddizioni che alla lunga ci distruggono, e “alla breve” ci spengono! Emerge allora l’urgenza di affrontare anzitutto la verità su se stessi, avendo il coraggio di guardare ed amare tutte le debolezze e le ferite che le hanno procurate. Che sofferenza accettare e toccare la mia sofferenza! Che sgomento riconoscere di non avere al momento la forza necessaria a cambiare la situazione! Eppure è proprio così che si apre un meraviglioso viaggio nella storia, non in quella dei libri di scuola, ma in quella che mi fa ripercorrere tutte le vicissitudini del mio bene più prezioso, le mie energie personali. A partire dall’istante in cui fui concepito, pienamente libero, forte, sapiente ed immerso nell’Amore del Creatore. Proprio durante i primi trenta giorni dal concepimento ho vissuto tutta la mia potenzialità, sperimentando la Vita Vera, libero nella verità della mia Persona, integralmente partecipe dell’Amore nel quale prospera l’Universo. Ma la mia storia è anche tutto quello che è successo alla mia anima già dopo il primo mese di vita intrauterina, quando, venendo a contatto con l’utero materno, sono iniziate le esperienze che mi hanno segnato nell’inconscio. Da quel momento, ogni volta che, anzitutto in famiglia, le mie attese d’Amore e di rispetto sono state, anche inconsapevolmente, tradite, in me si sono subdolamente insinuate la paura, il dubbio, la confusione, l’inganno, insieme alla necessità di difendermi. Non avrò mai pace, se non illumino il buio della mia sofferenza, se non affronto tutta la rabbia e la frustrazione che mi porto dentro. Posso andare in ogni luogo, diventare l’uomo più potente del mondo, guadagnare più di Bill Gates, laurearmi in tutte le discipline, conquistare ogni donna che desidero, comprarmi palazzi ed automobili, ma… se non mi fermo a guardarmi dentro e se non m’inchino a prendermi cura delle mie ferite ancora sanguinanti, che  ne sarà della mia vita? Gesù un giorno disse: “La verità vi farà liberi” (Gv 8,32). Abbiamo la grande possibilità di essere di nuovo liberi di gustare la verità della nostra natura sacra: maschi e femmine, pieni di pace e luce, che vivono la loro forza di identità sessuale per l’amore e nell’amore, con un corpo sano ed una mente sapiente. Siamo dunque chiamati ad un grande cambiamento: certo, per diventare consapevoli dei nostri traumi inconsci avremo bisogno anche dell’aiuto di persone competenti e mature, ma soprattutto è necessario mettere al primo posto un serio impegno personale a rompere con ogni falsità ed ipocrisia. Fermo restando che, anche quando fossimo consapevoli di tutta la verità sulla nostra storia, per arrivare a vivere la libertà dovremmo prima guarire, curandoci con l’unica vera medicina: l’Amore. Ecco dunque che, nonostante tutto il dolore, la speranza di rinascere diventa certezza, dal momento che possiamo contare sull’Amore di Gesù, l’unico vero terapeuta, l’unico che veramente guarisce. Egli stesso ci precisa: “Se io vi farò liberi, sarete liberi davvero” (Gv 8,36).

 


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