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Allergici alla vita

(parte quarta) - Due pareri autorevoli sulla patologia che condiziona negativamente l’esistenza dell’uomo

Mar 01 Nov 2005 | di Giuseppe Stabile | Zona Stabile

Anche in questo numero continuiamo a trattate il tema delle allergie, sentendo il parere di altri due esperti. Cominciamo con il Dott. Mauro Giani, Responsabile del reparto di allergologia clinica dell'IDI di Roma.


Qual è la ripercussione delle allergie sulla vita delle persone?
«Molto grande. Pensiamo per esempio all’asma allergica, una patologia diffusissima che disturba tutta l’esistenza di un individuo: basti pensare che la crisi avviene molto spesso durante la notte, tra le 3 e le 4. Dunque, oltre al pericolo immediato, c’è anche il disturbo del sonno con conseguenze che si protraggono per il giorno successivo, menomando la capacità e la reattività del malato nelle sue attività quotidiane».

Quali sono le manifestazioni allergiche più importanti?
«Le allergie potenzialmente più pericolose sono le punture di insetti. Per numero di casi, invece, le patologie respiratorie, come asma e rinite. Seguono quelle alimentari, ai farmaci, al lattice, ecc.».

Cosa succede nei bambini?
«Se consideriamo l’età di insorgenza delle allergie, vediamo come si possa parlare di “marcia allergica”, cioè già nel bambino di pochi mesi inizia un susseguirsi di manifestazioni patologiche a cominciare dalla dermatite atopica, che, intorno ai 5-6 anni, lascia spesso il posto alle allergie respiratorie, continuando poi con le allergie alimentari. Quello che tentiamo di fare è interrompere questa cosiddetta “marcia allergica”, cercando di fare una diagnosi precoce, seguita da una terapia farmacologica e da una immunoterapica, cioè dalla somministrazione del cosiddetto vaccino».

Secondo lei come mai siamo allergici a così tanti elementi naturali?
«Bisogna tenere presente che in Occidente, negli ultimi decenni, lo stile di vita e l’ambiente nel quale viviamo è stato completamente stravolto. Le faccio un esempio che può sembrare paradossale: per millenni, fino a solo 50 anni fa, anche qui da noi in Italia, ci si ammalava e si moriva di molte malattie come morbillo, colera, rosolia, scarlattina, difterite, che oggi sono praticamente scomparse a furia di massicce campagne di vaccinazione. Questo è una grande conquista della nostra società, ma ci siamo mai chiesti qual è il prezzo che pagheremo per tutto questo nei prossimi decenni? Per millenni il nostro sistema immunitario ha combattuto contro tutte queste minacce, ma ora si trova spiazzato, non avendo più i soliti nemici da affrontare e probabilmente sta rivolgendo le proprie attenzioni verso qualcosa che pericoloso non è: diciamo che, avendo perso i propri punti di riferimento tradizionali, il suo operare non è più così equilibrato».
 

Approfondiamo questo aspetto, quanto sia devastante per l’uomo allontanarsi sempre più dall’equilibrio naturale della vita, a tutti i livelli, sia verso l’esterno che verso se stesso, compromettendo la propria armonia psicofisica e spirituale.
«È ormai ampiamente accertato quanto sia importante la componente psicologica ed emotiva nell’insorgere delle allergie. Per esempio nelle patologie dermatologiche questa è la prima causa, basta pensare alla alopecia, alla psoriasi, all’orticaria cronica. Qualunque medico, anche un allergologo, dovrebbe considerare il paziente come una persona con una sua storia personale, senza concentrarsi esclusivamente sul sintomo. Di fronte ad un malato che mi chiede di essere aiutato a guarire da una allergia, io posso aiutarlo veramente solo se mi sforzo di vedere l’insieme delle cause che provocano la sua patologia, analizzando la sua storia e le sue difficoltà».

Ogni giorno, però, constatiamo che, o per carenza delle strutture, o per superficialità o mancanza di un’adeguata preparazione, è raro che il paziente trovi una profondità ed una disponibilità come la sua quando si rivolge ad un medico. Senza contare che tutto questo ha una radice ben precisa in una cultura dominante e trasversale, non solo medico-scientifica, che tende a non considerare la persona nel suo insieme di mente, corpo ed anima.

 


Ed ora la parola passa alla dottoressa Maria Morelli, che, con la sua doppia attività di medico di base e di specialista in Neuropsichiatria infantile, ci permette di vedere il duplice aspetto dell’incidenza delle allergie nella vita quotidiana di tutte le persone ed il significato profondo del disagio infantile che nasconde.
 

Qual è la sua esperienza delle patologie allergiche?
«È ormai noto che le patologie di tipo allergico siano in continuo aumento ed anch’io me ne rendo conto da tutte le persone che visito ogni giorno nel mio ambulatorio pubblico. I sintomi vanno dalle forme respiratorie come le riniti stagionali, o l’asma, alle forme dermatologiche come l’orticaria per esempio, colpendo persone di tutte le età e di tutte le condizioni».
 

Lei si è fatta un’idea sulle cause di quest’esplosione allergica?
«È ipotizzabile l’esistenza di uno stretto legame tra il contatto con sostanze inquinanti sempre più frequenti nell’ambiente e l’ipersensibilizzazione del sistema immunitario, con la conseguente comparsa di reazioni di difesa abnormi ed incontrollate da parte dell’organismo; di dati certi ce ne sono pochi. Dal mio punto di vista, credo sia opportuno mettere in risalto due aspetti: da una parte è ormai accertata la stretta connessione esistente tra Sistema Immunitario e Sistema Nervoso Centrale, dall’altra è sotto gli occhi di tutti l’aumento di disagio psichico diffuso rilevabile tra la popolazione, non ascrivibile peraltro a nessuna categoria diagnostica precisa attualmente codificata. Ebbene mi sembra ragionevole affermare che tale crescente disagio psichico possa essere tra i fattori che entrano in gioco in queste reazioni allergiche».

Come vede in pratica questo legame tra problematiche psichiche e patologie allergiche?
«Nella mia attività io mi occupo anche di bambini con problemi psicologici e psichiatrici, e posso affermare che è abbastanza frequente scoprire dietro molte reazioni allergiche infantili, quali l’asma, un’attenzione esagerata al “controllo” nella relazione madre-bambino: in pratica un rapporto ansioso e soffocante da parte della mamma nei confronti di suo figlio si traduce spesso in un disagio di quest’ultimo, che si manifesta con un’allergia e/o un’intolleranza. Naturalmente in casi come questo il vero problema non è il polline o un particolare cibo, ma la fonte della sofferenza sta nella relazione del figlio con la madre: dunque, oltre e prima del bambino, è proprio la genitrice che dovrebbe essere aiutata. Per quanto riguarda la ricerca scientifica, altri elementi che incidono sulla comparsa di una sofferenza allergica potranno essere scoperti, ma sarà ben difficile farlo applicando il metodo scientifico attualmente in uso in campo medico; voglio dire che dobbiamo sforzarci di andare oltre la metodologia classica, per arrivare finalmente a tenere in conto dinamiche più profonde e meno facilmente valutabili, senza che per questo siano considerate meno “vere”. Forse anche in campo scientifico è necessario rivedere alcuni paradigmi di riferimento».

Se stiamo male, se soffriamo di qualche disturbo più o meno grave che può essere fatto risalire ad una forma allergica, prendiamo sul serio il nostro malessere e cerchiamo di curarci, anche con dei farmaci e dei rimedi. Scegliamo un medico che, aldilà del proprio orientamento scientifico e del proprio curriculum, sia anzitutto una persona, un uomo ed una donna maturi che sappiano ascoltare. Ma, soprattutto, facciamo qualche sforzo per ascoltarci. Perché il nostro corpo, reagendo in modo innaturale ad una sollecitazione naturale, ci sta parlando. È principalmente un nostro compito quello di ascoltare il nostro disagio. Nella relazione profonda e rispettosa con un’altra persona potremo trovare sicuramente un beneficio. Ma per ritrovare la strada giusta per la tua salute e la tua gioia hai bisogno di luce, della luce che sta dentro di te: quella della tua Anima.


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