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Allergici alla vita

(parte seconda) - Un disturbo che sta dilagando, in un’analisi che considera non solo gli aspetti biologici ma anche quelli relazionali ed esistenziali

Gio 01 Set 2005 | di Giuseppe Stabile | Zona Stabile

Nel numero scorso abbiamo cominciato ad esaminare il crescente fenomeno delle allergie, valutandone l’aspetto quantitativo e cercando di capire quali possano essere le cause di un fenomeno così dilagante negli ultimi anni nel mondo occidentale. Ci eravamo fermati a considerare i risultati di un interessantissimo ed autorevole studio condotto nei mesi scorsi dalla Columbia University di New York, secondo il quale i bambini che hanno madri sofferenti per depressione o altri problemi psichici come disturbi d'ansia e attacchi di panico, soffrono spesso di allergie. Questi risultati ci inducono a considerare come la qualità dei rapporti umani primari, vissuti da ognuno di noi, possa influenzare il benessere psico-fisico nostro e dei nostri figli. Non c’è dubbio che la predisposizione all'allergia si sviluppa già durante la vita intrauterina, dato che durante la gestazione del bambino si sviluppano le capacità naturali di difesa del suo organismo e che in questa delicatissima e cruciale fase di formazione del feto risulta determinante la pulizia e la profondità della relazione con la madre che lo porta in grembo. Dunque come la mettiamo con l'incremento vorticoso di depressione verificatosi in questi ultimi anni, soprattutto nelle donne in età fertile? Naturalmente è statisticamente ed empiricamente vero anche il contrario, e cioè che con genitori allergici nascono e crescono bambini a rischio di depressione, tragedia anche questa in costante incremento.

Come valutare ed affrontare tutto questo senza lasciarsene schiacciare? Dobbiamo essere consapevoli che è assolutamente normale che persone, che vivono nel tunnel buio della depressione e della paura, siano anche allergici e trasmettano a chi sta intorno a sé una negatività che influenza ogni aspetto dell’esistenza. Credo di poter dire che persone che soffrono di un disturbo psichico inconsapevolmente sono allergici alla vita, nel senso che le loro energie bloccate non gli permettono di sperimentare la bellezza della propria espressione ed il gusto unico della libertà, ed allora la reazione più spontanea è quella del rifiuto, del rigetto della realtà circostante. Questo malessere profondo si trasforma in chiusura in se stessi ed in avversione e paura per tutto quello che viene dall’esterno, con pesanti riflessi sulle energie e sulla salute di chi gli vive vicino. Da questo alla somatizzazione dell’allergia il passo è breve. Per esempio, le allergie respiratorie sono un esempio tipico di un modo squilibrato di vivere le relazioni umane più strette: respirare è una funzione naturale ed indispensabile, proprio come lo scambio profondo con la propria madre. Ma come reagiamo se in questo rapporto noi abbiamo sperimentato soffocamento e dipendenza, piuttosto che scambio d’amore nel rispetto? Vorremmo liberarcene, ma non ci riusciamo ed allora scatta il rigetto che spesso viene soffocato per una buona educazione o per un falso moralismo. Non è esattamente quello che succede quando noi, respirando l’aria che ci è indispensabile per vivere, ma percependola come qualcosa di velenoso, ci sentiamo soffocare ed ci difendiamo con la tosse? Potremmo prendere tutte le medicine che vogliamo, fare tutti i vaccini che esistono, però, se non andiamo alla radice del problema, alla fonte del nostro disagio interiore e la battiamo con l’Amore di Dio, non riusciremo mai a sradicare la malattia. Perché la vera malattia è quella che soffoca l’anima; tutto il resto dei nostri malesseri, fisici e psichici, sono una conseguenza. Se fin dalla nostra infanzia siamo stati immersi in rapporti umani improntati sulla debolezza e sulla falsità, certamente non abbiamo sperimentato tutto l’amore che ci saremmo aspettati e di cui avevamo bisogno almeno quanto l’aria che abbiamo respirato ed il cibo che abbiamo mangiato.

Oggi dunque le ferite della nostra anima sono ancora ben presenti nel nostro inconscio, con tutti gli effetti negativi che ne sono derivati nel tempo: dalla difficoltà a vivere il nostro rapporto con il Padre che ci ha creato, all’immaturità della nostra identità sessuale, ad un sistema neurovegetativo scosso e senza equilibrio, fino ad arrivare alla sofferenza della malattia. La vita che conduciamo tutti i giorni, schiacciati tra superficialità e materialismo, ci fa stare male, anche se non lo vogliamo ammettere. Ed è del tutto normale essere allergici a ciò che ci richiama la falsità e la violenza di rapporti senza amore e rispetto che abbiamo vissuto e che sono registrati permanentemente nel nostro inconscio e sui nostri nervi. Ma come reagiamo a tutto questo? La nostra cultura non ci insegna certo ad ascoltare i segni di disagio che provengono da dentro di noi e ad interpretare nel giusto modo i segnali che il nostro corpo ci manda. Per cercare di risolvere i problemi è sempre più importante analizzare e sciogliere le cause, che limitarsi a combattere i sintomi. Invece noi da una parte ci imbottiamo di medicinali e dall’altra ci chiudiamo sempre più a riccio, nell’assurdo quanto improbabile tentativo di difenderci dalle aggressioni di pericoli esterni. Non è forse vero che viviamo sentendoci sempre più sotto assedio, con l’assillo di doverci difendere da qualcuno o da qualche cosa che ci minaccia? Il sistema immunitario di un allergico reagisce in maniera “esagerata” ad un presunto attacco di un numero sempre maggiore di potenziali nemici esterni. Ma ti sei mai chiesto da cosa ti stai veramente difendendo? Indubbiamente viviamo in una società sempre più violenta e siamo influenzati da un bombardamento mediatico che accresce in noi la sensazione di paura, ma ti sei mai fermato a riflettere da dove nasce quel profondo senso di disagio che da sempre ti porti dentro? Da quali fantasmi inconsci vuoi proteggerti?

Molte persone ritengono che farsi queste domande ed affrontare queste problematiche sia troppo difficile, ed allora ritengono sia meglio prendere la pasticchetta ed andare dietro alla cultura dominante, che offre l’illusione di poter tenere tutto sotto controllo. Il nostro nemico maggiore sembra essere diventato proprio Madre Natura. Ecco allora che non bastano più le previsioni meteorologiche che ci dicono quando possiamo uscire senza correre il rischio di bagnarci con qualche goccia di pioggia, e neanche sono sufficienti tutte le tabelle che ci dicono in quale periodo fioriscono le piante così pericolose per la nostra salute. Siamo arrivati al punto che da qualche settimana l’Istituto di scienza dell’atmosfera e del clima (Isac) del Cnr di Bologna, in collaborazione con l’Associazione italiana di aerobiologia (Aia) ha attivato un servizio di “previsione dei pollini”: per qualunque posto della nostra Penisola tu abiti o voglia andare, potrai sapere da quale malefico polline sarai minacciato per i sette giorni a venire! E, se per caso hai paura che il viaggio possa scatenarti qualche attacco allergico, niente paura, perché dal mese scorso puoi sempre comprare la prima autovettura completamente a prova di allergia con tanto di approvazione scritta della British Allergy Foundation: vai dal tuo concessionario di fiducia e còmprati una bella Ford Focus C-Max antiallergia, costruita con tutti materiali anallergici e corredata di potenti filtri che purificano l’aria da pollini e polvere! Non ci posso credere, siamo così deboli e disorientati che invece di lanciarci nella vita e godere di tutta la forza e la bellezza nostra e della Natura, stiamo lì ad inventarci mille modi per difendercene.

Quando poi sento parlare i miei bambini che ancora non sanno leggere e scrivere, ma sanno già tutto delle varie allergie che hanno imparato a conoscere all’asilo, mi viene quasi lo sconforto. Ma una possibilità di scelta ce l’ho: mettermi in discussione per purificarmi ed imparare ad amare me stesso e loro, oppure fargli vedere il prossimo cartone animato che in autunno andrà in onda su Rai Due. S’intitola Monster Allergy ed è tratto da un fumetto di successo da un paio d’anni in edicola, che ha per protagonista un bambino con due caratteristiche precise: soffre di numerose allergie che lo rendono particolarmente fragile fisicamente e vede dappertutto mostri e fantasmi; naturalmente le sue visioni sono sempre accompagnate da crisi allergiche.

In fondo è vero che chi non vive la Vita Vera, chi non mette concretamente al primo posto la propria anima ed il proprio rapporto con l’Amore Creatore andando fino in fondo alla propria storia personale, incontra solo mostri, fino a diventare allergico alla vita. E tu, hai qualche allergia?  


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