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E tu a cosa sei allergico?

(parte prima) - E’ un problema di origine psicologica, genetica o relazionale? Ecco perché le allergie potrebbero anche essere il sintomo di un soffocamento dell'anima

Lun 01 Ago 2005 | di Giuseppe Stabile | Zona Stabile

 Io sono allergico e tu? Uno degli argomenti più gettonati nelle conversazioni quotidiane sta diventando la propria personale allergia: sembra quasi che non si parli più di una malattia, ma di una peculiarità della propria personalità, uno degli argomenti su cui confrontarsi con le persone che si incontrano in vacanza. Il raffreddore perenne, gli occhi costantemente arrossati, il controllo sempre più ossessivo della dieta, sono tutte quotidiane esperienze familiari alla maggior parte di noi. Trovare qualcuno, che non sia allergico a qualcosa, è diventato davvero difficile. Solo in Italia sono circa 20 milioni a soffrire di allergia, in linea con il trend registrato in tutti i Paesi industrializzati: si calcola, infatti, che in Occidente l’incidenza delle allergie è triplicata negli ultimi 10 anni e che siamo ormai alla soglia della metà della popolazione sofferente per qualche allergia (fonte: SIAIC, Società Italiana di Allergologia ed Immunologia Clinica). Purtroppo, a farne le spese sono soprattutto i bambini, che soffrono sempre più di intolleranze ed allergie, soprattutto respiratorie, tra cui spicca l’asma: dei piccoli italiani fino a 5 anni che abitano in città, il 42% manifesta i sintomi tipici dell'asma, quali tosse cronica, tosse notturna, raffreddori (fonte: Anifa, Associazione nazionale dell'industria farmaceutica dell'automedicazione). D’altronde anche quello che succede in farmacia conferma questo andamento: pensate che durante il 2004 nel nostro Paese il consumo di antistaminici è cresciuto del 28% (fonte: Farmindustria). Allargando lo sguardo, basta dire che in queste settimane il Surgeon General, la massima autorità sanitaria statunitense, ha disposto misure di emergenza per affrontare la patologia respiratoria asmatica, che nelle città americane sta raggiungendo livelli da epidemia. Si calcola che negli USA più di 20 milioni di persone soffrono di asma, 1 bambino su 8 ne è affetto da una forma grave ed ogni giorno 12 persone muoiono per cause direttamente collegate ad essa (fonte: Il Pensiero Scientifico Editore, del 6/7/05).

Cosa è esattamente un’allergia?
Dal punto di vista scientifico può essere definita come una reazione del sistema immunitario a sostanze che vengono riconosciute erroneamente come pericolose. Queste sostanze, chiamate allergeni, possono essere le più svariate: dagli escrementi dei famigerati acari, presenti in particolare nella polvere, al polline di tutte le specie vegetali, agli alimenti, ai tessuti... Il nostro organismo, nel corso dell’evoluzione, ha sviluppato potenti sistemi di difesa per proteggersi dagli attacchi di agenti patogeni esterni, ma negli ultimi anni si verifica sempre più frequentemente una risposta non equilibrata nei confronti di sostanze che in realtà non sono pericolose. Insomma: abbiamo reazioni allergiche perché tendiamo a difenderci da qualcosa che spesso è del tutto naturale, ma che reputiamo come pericoloso. 

Perché tante allergie
Ma come mai viviamo questo sconvolgimento di quel sistema immunitario che ha preservato così bene la nostra specie fino ad oggi?

Spiega il professor Attilio Boner, Professore Ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Verona ed esperto internazionale dell’argomento: «Le allergie dipendono in parte dall’ambiente e molto dagli stili di vita. L’inquinamento è certamente un’aggravante, ma una causa importante dell’aumento delle allergie è la riduzione delle malattie infettive: con la scomparsa dei parassiti il sistema immunitario ha perso il "nemico" ed è diventato sensibile a pollini, acari, gatti, eccetera. Vanno messi in conto anche la diminuzione dell’attività fisica, soprattutto nei bambini, e il minor consumo di alimenti freschi a favore di quelli conservati: la catena del freddo, per esempio, toglie vitamine e selenio. Oltre alla predisposizione genetica, c’è anche lo stress fra le cause della caduta immunitaria che apre la strada a queste patologie. E, comunque, ribadisco, sono le mutate condizioni di vita a giocare un ruolo determinante» (fonte: l’Arena, del 5/5/04).

Dunque la qualità dell’aria e del cibo e l’ambiente in cui viviamo possono influenzare l’insorgenza di una allergia, ma è soprattutto uno stile di vita sempre più innaturale, sia a livello personale che sociale, e lo stress che ne deriva, che giocano un ruolo fondamentale nell’esplosione delle allergie. Spesso facciamo finta di non sapere che l’allontanamento dalla natura e dai suoi ritmi, lo stravolgimento delle relazioni umane vissute in modo sempre più superficiale, il soffocamento dell’anima della Persona schiacciata dal materialismo, il non rispetto della nostra natura profonda producono effetti psicofisici devastanti.

La salute del nostro corpo e della nostra mente deriva dalla piena ed ordinata espressione nell’Amore delle nostre inconsce forze spirituali, sessuali e nervose.

Quando questo non avviene, ogni parte di noi ne risente, viviamo male il nostro tempo e le nostre relazioni, il sistema immunitario comincia a perdere colpi, il nostro corpo si ammala ed anche la mente si confonde e si fissa. Vivere a metà, senza esprimere fino in fondo tutte le nostre energie, staccati dall’Amore che ci ha generato, ci disturba e ci spegne. Non posso non pensare al concomitante ed attuale dilagare della depressione, autentico flagello di tutti i Paesi industrializzati, e di cui ci siamo già occupati approfonditamente in uno dei precedenti numeri di questa rivista. Nello scorso mese di giugno, la rivista Psychosomatic Medicine ha pubblicato i risultati di uno studio condotto dalla Columbia University di New York: i ricercatori hanno trovato che le allergie sono molto più frequenti nei bambini che hanno mamme depresse e con altri problemi psichici. Ti sembra strana questa correlazione? Davvero non hai valutato l’ipotesi che la qualità degli scambi umani che viviamo incida sulla nostra Persona? Questi risultati ci inducono a considerare come la qualità dei rapporti umani primari, vissuti da ognuno di noi, possa influenzare il benessere psico-fisico nostro e dei nostri figli.

Non c’è dubbio che la predisposizione all'allergia ha origine già nella vita intrauterina, dato che durante la gestazione del bambino si sviluppano le capacità naturali di difesa del suo organismo. Se le relazioni primarie con i genitori non ci aiutano a sviluppare e maturare tutte le nostre forze del corpo, della mente e dell’anima, possiamo aspirare a sperimentare un’autentica salute? Perché la vera malattia è quella che soffoca l’anima. Tutto il resto dei nostri malesseri, fisici e psichici sono una conseguenza.


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