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La vera vacanza

Sole, mare, chiacchiere e shopping... Ma è questo ciò di cui abbiamo veramente bisogno per recuperare le energie?

Ven 01 Lug 2005 | di Giuseppe Stabile | Zona Stabile

 Finalmente arrivano le vacanze! Non vedo l’ora di spaparanzarmi al sole e leggere in pace il giornale, anzi un bel fumetto. Già mi gusto il tardo risveglio mattiniero, l’ozio quotidiano, le belle mangiate e l’immancabile riposino pomeridiano. Le gentili lettrici stanno magari sognando romantiche passeggiate sul litorale infuocato da un rosso tramonto, grandi chiacchierate sotto l’ombrellone e gli irrinunciabili shopping tour tra le mille bancarelle dei mercatini.

Improvvisamente mi sembra di svegliarmi e mi dico: ma sono veramente queste le vacanze che voglio? Certo che ho ben diritto a riposarmi un po’ dopo tanti mesi di impegni, dopo le fatiche in ufficio, le corse nel traffico, la famiglia, le faccende casalinghe... Forse la cosa più faticosa non è stata fare quello che ho fatto, ma non fare quello che volevo. Cioè mi sento spossato non tanto da una stanchezza fisica, quanto dal sentirmi costretto in una gabbia che non mi appartiene. Molti di noi trascorrono la maggior parte dell’anno svolgendo mansioni o occupandosi di cose di cui sono assolutamente disinteressati o, peggio, che sono in profondo conflitto con i propri valori etici e morali. Quindi, nella maggior parte delle nostre attività quotidiane, noi non esprimiamo veramente noi stessi, le nostre qualità, i nostri interessi, le nostre convinzioni più profonde. Ed alla fine dell’anno lavorativo ci ritroviamo come svuotati. Ma è chiaro! Se giorno dopo giorno ci intrappoliamo in questioni e situazioni nelle quali la nostra anima più che esprimersi viene soffocata, come potremmo sentirci? Ti è mai capitato di impegnarti, anche fisicamente, in un’attività nella quale sentivi di esprimerti fino in fondo, alla quale con il cuore partecipavi al significato ed al valore? Scommetto che alla fine, anche se avevi sudato e avevi speso fino all’ultima delle tue energie, la stanchezza non la sentivi. Anzi ti sentivi soddisfatto e contento. Solo quando io esprimo veramente me stesso, mettendo l’anima in quello che faccio e scegliendo di impegnarmi solo in cose all’altezza della mia dignità senza farmi condurre esclusivamente dal dio denaro, allora sì che mi sento. E di conseguenza mi sento bene e non mi stanco. Ma nella realtà moltissime persone non hanno la forza e l’opportunità di vivere, mettendo la propria persona al centro, e credono di sentirsi stanche e distrutte. Il vero problema è che il modo in cui viviamo distrugge le nostre energie. Ma, se perdiamo le nostre forze, se soffochiamo la nostra anima, cos’altro ci resta? I soldi, la casa, il fuoristrada nuovo, l’amante? Se smarriamo la nostra essenza, non riusciamo a godere neanche delle cose belle che abbiamo, la nostra Persona anzitutto, e poi gli affetti familiari, l’amicizia, la natura. E non riusciamo a goderci fino in fondo neanche il tempo libero e le nostre vacanze. Arrivati all’estate, siamo talmente spenti che crediamo che la vera vacanza sia immergersi in un finto riposo, che spesso scivola nella passività. Ecco allora che, fatte queste considerazioni, non stupisce il quadro del viaggiatore medio italiano che viene fuori da diverse indagini statistiche effettuate lo scorso anno: i dati ci dicono che quasi il 68% sceglie il mare come luogo di vacanza contro il 12,2% che preferisce la montagna (indagine Confitarma sett. ’04). Circa la metà dei nostri vacanzieri connazionali va in ferie nello stesso posto da dieci anni ed il 37% cerca addirittura la stessa stanza d’albergo. Naturalmente questa spasmodica ricerca di sicurezza e di organizzazione non consente di difendersi da quello che poi fa stare veramente male: circa il 60% ammette di tornare dalle ferie più stanco ed annoiato. Di chi la colpa? Naturalmente degli altri, cioè del partner (64%), dei figli (56%), dei genitori (31%) o degli amici (42%) (indagine Riza Psicosomatica agosto 2004). Addirittura, secondo l’Istituto di psicologia transdisciplinare di Roma, lo “stress da coniuge” che esplode in vacanza è il principale responsabile dell’aumento di separazioni coniugali che si verifica in genere dopo il periodo estivo. Prevalentemente nelle coppie sposate da almeno quattro anni, già dopo la prima settimana di vacanza, è soprattutto il maschio ad andare in crisi: dopo i mesi lavorativi trascorsi perlopiù fuori casa, senza relazioni profonde e con poco coinvolgimento nelle vicende familiari, passare giorni interi con moglie e figli, costretti a guardarsi negli occhi o semplicemente a mangiare insieme, scatena rabbia ed insofferenza.

Altro che vacanza riposante e rilassante! Ma uomini e donne, giovani o vecchi possono davvero rilassarsi e riposarsi se non hanno la Pace dentro? Se si sentono talmente disturbati da non riuscire a relazionarsi con rispetto ed amore con se stessi, con Dio, con gli altri, con la natura? Io mi sento davvero in vacanza solo quando estirpo da dentro me tutto quello che mi allontana da me, per tornare a farmi guidare dalla mia anima. Allora sì che sono in vacanza. Anche se sto lavorando! Non importa molto dove vado, l’importante è esserci come persona, tirando fuori l’anima ed esprimendola. Personalmente trovo che stare immersi nella natura della montagna, respirandola nelle lunghe passeggiate, mi aiuta molto e mi fa star bene, portandomi naturalmente alla preghiera. Ma non è il luogo che conta, è l’atteggiamento interiore a determinare la qualità della vacanza. Se anche durante le ferie cerchi quello che credi ti dia sicurezza, che non ti faccia rischiare, inconsciamente per evitare di metterti in discussione, questo troverai. In pratica, se stai per partire per il tuo sospirato periodo di riposo, non limitarti a scegliere una località, una compagnia o una situazione nella quale ti ritroverai a vivere quello che già sai, quello che già soffoca la tua anima durante tutto l’anno.

Prendi al volo questi giorni e dedicali tutti a te, o almeno ritàgliati con le unghie il tuo spazio personale che nel tran tran quotidiano hai permesso che fosse risucchiato dal tuo senso del dovere o dalla passività. Sono consapevole che non è facile mettere in pratica un proposito come questo, ma io e te sappiamo che nel tuo profondo lo desideri tantissimo e davvero non ne puoi fare a meno.

Magari in questi giorni estivi puoi gettare le basi per un cambiamento che potrà essere poi approfondito nei mesi successivi. Approfitta delle meritate vacanze per risvegliare le tue energie represse, per dedicare la dovuta attenzione a te ed alle persone ed alle cose che ti sono intorno. Cerca di non fermarti a quello che pensi razionalmente debba essere il tuo riposo, e non aver paura di introdurre qualche piccolo cambiamento: magari i tuoi familiari o i tuoi amici all’inizio non capiranno, ti giudicheranno o ti metteranno i bastoni tra le ruote, ma poi anche loro, se ti vogliono veramente bene, saranno felici di vederti stare meglio. Approfittiamo del nostro tempo libero per iniziare o continuare il viaggio più affascinante: quello dentro noi stessi e dentro l’Amore nel quale siamo immersi.


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