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Io ci sono! Nonostante tutti

Cominciamo il viaggio dentro la vita per diventare sicure e scoprire la nostra vera natura

Mar 01 Mar 2005 | di Giuseppe Stabile | Zona Stabile

 Siamo davvero stufi di sentirci dire come dobbiamo essere, come dobbiamo vivere, cosa dobbiamo fare. Tutti tentano di dirci, con messaggi più o meno chiari, che siamo un po’ sbagliati e che dobbiamo cambiare se vogliamo essere ben visti e ben voluti, se vogliamo stare tra quelli “giusti”. Ma che brutta cosa che è questa! Soprattutto se pensiamo che queste pressioni indesiderate sono cominciate molto tempo fa. Forse non ti sei sentita accolta già quando tua mamma ti imponeva l’ora della pappa invece di farti mangiare quando avevi fame, oppure ti faceva capire, magari senza dirtelo apertamente, che la tua venuta al mondo era stata improvvisa e a malapena sopportata.

Forse ti hanno subito convinta che in te c’era qualcosa che non andava. Il brutto era che tu, soprattutto all’inizio, non ti sei mai accorta del peso che rappresentavi per chi diceva di volerti bene. Non te ne sei accorta razionalmente, ma inconsciamente stavi già accettando che la vita è questa e che era tutto normale: ma credi davvero che sia normale non essere rispettati?

Qualche giorno fa parlavo con una cara amica che mi confessava il suo malessere perché, a quasi 40 anni, aveva scoperto che, al tempo, i suoi genitori e soprattutto la mamma, avevano vissuto malissimo la notizia del suo non programmato concepimento. Che dolore che provava nel raccontarmi questa scoperta! Ma non solo per il fatto in sé, quanto perché, attraverso quella rivelazione, stava cominciando a comprendere il perché di tante sue sofferenze infantili. Apparentemente i suoi genitori le avevano voluto un gran bene, sempre premurosi e disponibili, ma intanto la mia amica sulla sua pelle aveva vissuto un’infanzia ed un’adolescenza piena di rabbia e di rifiuto della vita e di se stessa. Da qualche giorno però si era accesa una luce, e le era diventato più chiaro che l’essere accolti ed amati profondamente per quello che si è rappresenta l’unico vero modo di vivere e di crescere. Molto più delle coccole, dei baci, dei giocattoli e dei regali.

Cara lettrice, spero che tu non abbia vissuto un dolore lacerante come questo, ma l’esperienza mi dice che, se intorno a noi non ci sono persone veramente mature ed in pace con se stesse, queste difficilmente possono amare e rispettare come natura vuole. Non è certo superfluo dire che tutte le esperienze, che tu hai fatto con persone e situazioni nelle quali la tua Persona è stata sopportata ed “inquadrata” più che rispettata, hanno lasciato il segno dentro di te. Il messaggio che ti arrivava era sempre lo stesso: se vuoi andare avanti, dimènticati quello che sei, devi essere come diciamo noi, devi guardare a quello che è più conveniente. Quella strisciante forma di insicurezza, che esce fuori quando meno te l’aspetti, ne è forse il segnale più eclatante: come ti senti quando accetti supinamente la scorrettezza del prepotente di turno, dicendoti che forse, in fondo in fondo, sei tu che hai torto? Come vivi tutte quelle occasioni nelle quali non riesci ad avere la forza e la lucidità per prendere una tua posizione autonoma? E non è un vero peccato non riuscire a cogliere quell’occasione che ti si presenta per esprimerti e far venire fuori la tua anima? L’insicurezza è una sensazione non solo spiacevole e limitante, ma soprattutto è il sintomo di una mortificazione del tuo bene più prezioso: la tua identità, la tua anima, la tua vera essenza. È davvero ora di finirla di pensare, come capita a troppe persone, che tu sei nata così, che gli altri sono più fortunati, che bisogna accontentarsi.

La tua vera natura non è certo fondata sull’insicurezza e sul dubbio del tuo reale valore. è difficile fare esperienza concreta della bellezza della vita che abbiamo dentro, ma quando succede ti senti forte, libera, gioiosa.

Ed è proprio quella la nostra vera natura.

Cara lettrice, con questo numero cominciamo un viaggio dentro la Vita, perché insieme vogliamo arrivare a conoscerla, a servirla e a gustarla. Sei convinta che è l’unico modo per dire veramente “Io ci sono”?


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