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Innamorarsi dell’amore

Prima di perdere la testa per qualcuno, č importante capire se noi stessi stiamo bene, se sappiamo rispettare gli altri e soprattutto la nostra Persona

Mar 01 Feb 2005 | di Giuseppe Stabile | Zona Stabile

Innamorarsi, che bello! Il cuore impazzisce, improvvisamente tutto passa in secondo piano. Non perdiamo occasione per dirci: «Finalmente è toccato anche a me! Questa volta sono io al centro del mondo. Era ora che qualcuno si accorgesse che esisto!». Desideriamo essere innamorati e che qualcuno s’innamori di noi. Ma già qui partiamo con il piede sbagliato. Se è naturale provare soddisfazione nel sentirsi in sintonia ed in relazione profonda con un’altra persona, siamo sicuri che sia altrettanto naturale far dipendere il nostro benessere dall’accettazione e dall’adulazione di qualcun’altro?

Scambio vitale
Dentro ogni essere umano c’è una profonda ed inestinguibile tensione alla relazione ed allo scambio. Nasciamo dall’Amore e nell’Amore, ed ogni bimbo ha un bisogno irrinunciabile dello scambio d’amore con la madre. Anzi è uno scambio vitale, sia per il corpo sia per lo spirito, non ne può fare a meno. Ma lo scambio presuppone una madre libera e matura che si relazioni con il figlio rispettandone pienamente la sua identità sessuale e la sua unicità. In realtà il bambino neonato ha già una sua rilevante esperienza di vita: nei nove mesi trascorsi nella pancia della mamma ha accumulato una lunga serie di vicissitudini ed ha già affrontato molte prove.

Ricordi la prima volta che sei stato davvero innamorato?
Quando eri un piccolissimo embrione fecondato che “navigava” nell’utero della tua mamma, hai fatto la vera esperienza di libertà e di scambio d’amore. Non ti mettere a ridere: è proprio quando per il mondo neanche esistevi che eri talmente forte e libero da innamorarti della Vita e sperimentarla pienamente. L’immensa potenzialità presente in quelle poche cellule conteneva già la tua Persona, che ha fatto l’esperienza più vera e completa di un rapporto d’amore. Tutta la ricchezza di ognuno di noi è racchiusa e sperimentata nei primi trenta giorni di vita intrauterina, il primo mese dopo il concepimento. È bellissimo sapere che in quel breve ed intensissimo periodo tu, come me ed ogni essere umano, hai fatto l’esperienza più importante e qualificante: ti sei sviluppato e trasformato in modo del tutto autonomo, completamente staccato dall’utero di tua madre, facendo l’esperienza della pienezza di te stesso e delle tue immense forze, collegato solo con l’onnipotenza dell’Amore che ti ha creato.

Férmati un momento. Questo che stai leggendo non è una teoria, è la tua storia personale, è la tua radice, lo scrigno dove è contenuto il tuo tesoro più grande: la tua identità. Già dal primo istante in cui sei stata concepita/o, tu eri in potenza tutta la tua persona. Tutto quello che cerchi oggi è questo: esprimere le tue bellissime potenzialità che trovano pace e gioia solo nello scambio d’Amore. Ma che non dipendono dalle persone e dalle cose. Tutti i tuoi affanni, le tue paure, le tue delusioni provengono dal vivere situazioni non all’altezza delle tue normali attese d’Amore. Ogni violenza, che vedi intorno a te e dentro di te, scaturisce dalla rabbia per le aspettative d’amore tradite. Tutta la passività che ti senti appiccicata addosso viene dal soffocamento delle tue potenzialità, provocato dalle relazioni e dalle culture che non ti hanno rispettato. L’angoscia, che ti senti sempre più spesso salire fino alla gola, altro non è che la paura di non riuscire più a trovare la sola cosa che veramente ti manca: gli scambi d’Amore nel rispetto reciproco. Tutte le “pene d’amore” che hai sofferto nascono dal confronto tra la bellezza e pulizia che sono nel tuo profondo e la povertà delle relazioni umane che vivi nella realtà quotidiana.

La sessualità innamorata
Tutto quello che il bambino cerca, nei mesi della gestazione ed una volta venuto alla luce, è una relazione d’amore e di rispetto che colga la sua identità potenziale e gli permetta di farla maturare nello scambio profondo. Soprattutto nei primissimi anni di vita. Se le relazioni che vive non hanno questa qualità, la formazione e la maturazione sessuale e personale del bambino ne risentono.
«La sessualità è qualcosa di talmente inscindibile dal nostro modo di essere, da stare inscritta in tutte le nostre cellule. Ogni cellula del nostro corpo porta la nostra caratterizzazione sessuale. Quindi non possiamo dire di "avere un sesso", ma dobbiamo dire di "essere" integralmente immedesimati in questa dimensione che ci caratterizza a tutti i livelli. (…) La sessualità, per sua natura, è l'unico istinto che può essere soddisfatto solo con la partecipazione di un altro essere umano, (...) ed è realizzato nella relazionalità con un'altra persona». (Ornella Fulvio – Psicologa - L’innamoramento - Marzo 2003)

La sessualità è l’elemento fondante di ogni essere umano. C’è scritto anche nella Bibbia: “Quando Dio creò l’uomo, lo fece a somiglianza di Dio; maschio e femmina li creò“ (Genesi cap. 5 versetti 1 e 2).

La sessualità è l’elemento portante della propria identità, la forza dell’individuo che si realizza solo nella relazione profonda d’amore, accessibile a chi vive concretamente prima di tutto l’innamoramento con se stesso (e con Dio, il Padre Creatore, se crede).

La forza sessuale non si esaurisce certo nel “fare sesso”: questo è solo una delle espressioni del desiderio d’unione profonda con un altro da sé e che viviamo come costruttiva ed appagante solo se vissuta come naturale conseguenza di un profondo e maturo rapporto d’amore. La sessualità è quella forza attraverso la quale possiamo realizzare l’aspirazione allo scambio d’amore, che è insita in ogni essere umano.
Questa nostra forza sessuale, così come le forze che guidano il nostro sistema neurovegetativo e gli organi del nostro corpo, è inconscia e si sviluppa e matura solo ed in quanto sperimenta amore nelle relazioni che ognuno vive fin dal secondo mese di vita intrauterina, quando avviene l’insediamento dell’embrione nell’utero della madre. Vale a dire che le nostre forze costitutive proseguono nella loro formazione e maturazione solo nella misura in cui all’anima del bambino è dato il solo cibo che riconosce ed accetta: l’Amore.

L’amore maturo
Hai mai osservato un bambino appena nato? Egli ancora non percepisce se stesso come un’entità diversa e staccata dall’esterno. Arrivare a percepire se stessi, la propria identità e bellezza, è un processo tutt’altro che scontato e che presuppone un intenso, profondo e continuo rapporto d’amore, soprattutto con una madre ed una famiglia che sappiano relazionarsi con tutto il rispetto e la forza degni di un bambino. Nella misura in cui questo non succede, il bambino non riesce a fare il passaggio all’amore come scambio, ma resta nel livello primario di possesso: amo quello che è mio e di cui ho bisogno per sopravvivere. Ma questo non è amore!
«L’amore (immaturo) è una patologia. L’individuo innamorato dà una sensazione di appartenenza. Si realizza una riduzione del mondo all’altro, che tuttavia dà sicurezza e un senso. L’amore (immaturo) corrisponde al legame simbiotico del bambino con la madre nelle. Il bambino divora la madre, si attacca a quel seno per nutrirsi. Sono momenti straordinari, ma non possono essere la "normalità". L’amore può comportare una distorsione comportamentale. Dalla visione dell’altro come "sua proprietà", l’individuo deve arrivare agli altri, come società. Questo è il grande messaggio. Purtroppo questa società é piena di Narcisi, di soggetti, di isole. Dobbiamo ricostruirla» (Vittorino Andreoli – Psichiatra e scrittore - Il Grillo del 16/6/2000).

Le domande da porsi
Prima di pensare ad innamorarsi, ognuno dovrebbe farsi qualche domanda. Io come sto? La mia storia personale e le esperienze vissute mi hanno maturato e fortificato oppure non sono ancora in grado di valutare, rispettare ed amare veramente l’altro da me? Sono ancora alla ricerca di chi mi dà il seno da cui succhiare la vita? Valutiamo senza superficialità se abbiamo fatto tutto un personale cammino di sviluppo di vita che ci porta a trasformarci da figli/e perennemente attaccati al cordone ombelicale, in uomini e donne maturi per essere genitori. Chi non è in grado di accettare e rispettare profondamente l’altro, come può pensare di amare? Ogni uomo ed ogni donna non pienamente maturi sessualmente, potranno mai costruire un vero e serio rapporto di coppia? Potranno mai formare una famiglia solida e duratura con dei figli gioiosi?

Collègati all’amore
Purtroppo la realtà della società attuale ci dimostra che siamo immersi fino al collo in un mare d’inganni: basta considerare che in Italia, come in tutto il mondo occidentale, c’è un continuo aumento del numero di divorzi e separazioni e che le famiglie che “resistono” sono spesso centri di soffocamento o covi di vipere più che di condivisione e giovialità, come natura vorrebbe. Tutto quello che in noi è ancora irrisolto ed immaturo non sparisce via da solo, per incanto. Tutti i condizionamenti, consci ed inconsci, c’impediscono di sperimentare la nostra libertà e la nostra bellezza. Ognuno sa quanto e come deve lottare per scollegarsi da tutto quello che lo tiene imprigionato ad una dimensione esistenziale passiva e dipendente, certamente non degna della propria Persona.

Sai come si sta quando si è innamorati della Vita? Ti sei mai sentita piena di gioia e di forza per il solo fatto di esistere e di essere immersa nell’infinito vulcano in continua eruzione che è l’Universo? Hai mai fatto il bagno nella lava incandescente dell’Amore che pervade tutta la Natura? Lo senti il Sacro Fuoco della Vita che brucia in ogni tua molecola e che vuole venir fuori smantellando tutti i soffocamenti che hai subìto e che ti sei costruita? Hai riaperto il canale di comunicazione tra la tua anima imbavagliata e Gesù, l’unico che conosce il suo linguaggio? Se qualche volta hai provato questo “strano” desiderio di Vita dentro di te, seguilo! Ascoltalo! La tua anima sta lì, ansimando tra le macerie delle mille violenze subite, dei tanti compromessi a cui ti sei piegata, delle innumerevoli volte in cui hai rinunciato ad esprimerti, pensando magari di farlo per rispettare gli altri.

Comincia oggi, subito, perlomeno a desiderare il risveglio delle tue energie intorpidite. Certamente t’imbatterai presto nell’occasione giusta per fare qualcosa per te. Magari potresti cominciare mettendoti in contatto con me che ho scritto quest’articolo e con tutta la splendida redazione di Acqua & Sapone per raccontarvi concretamente le esperienze di coppie che funzionano. In ogni caso sei tu che ti devi muovere, la Vita è tua e le Energie per viverla veramente sono solo tue. Se le muovi, se le esprimi, ritroverai anche l’entusiasmo per innamorarti di te, della vita e della tua anima gemella, anche se l’hai già incontrata da tanto tempo. Ma ricorda: un vero rapporto d’amore può nascere e crescere solo se ci sono due innamorati della vita, se ci sono due persone che sperimentano la Pace e la Gioia che hanno vissuto appena generati, nei primi trenta giorni di vita intrauterina. Chi è innamorato, chi vive da innamorato, fa l’amore con l’Amore ed è felice comunque, aldilà degli altri: perché non è mai solo.
 



LA STATISTICA
Tutti siamo rimasti scottati dalle famose pene d’amore. Un’interessante indagine statistica, resa nota nelle scorse settimane e realizzata tra gli italiani d’età compresa tra i 24 e i 65 anni, ha approfondito la percezione che oggi, nel nostro Paese, si ha delle problematiche derivanti dal rapporto di coppia.
Si evidenziano delle differenze tra i due sessi: tra i maschi, il 68% soffre per la sensazione di essere presi in giro, mentre il 52% segnala la sofferenza per il rifiuto della persona amata; di seguito l’uomo italiano rimane ferito per il tradimento (37%) e per l'abbandono (34%). Le donne invece soffrono di più per essere abbandonate dal proprio partner (64%), il 59% per essere tradite, mentre il 34% per la sensazione di essere state usate (fonte: Riza Psicosomatica gen/05).
I risultati di quest’indagine confermano quello che sperimentiamo nella vita di tutti i giorni: da una parte la grande difficoltà di comprensione, dialogo e fiducia tra le persone; dall’altra il frequente errore di riporre troppe aspettative sull’altra persona, di “appoggiarsi” sull’altro fino quasi a dipenderne.  


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