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I bimbi hanno diritto a fare rumore

A Berlino si protegge la libertà dei più piccoli allo schiamazzo

Lun 01 Mar 2010 | di Alessandra Manni | Attualità
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A Berlino è stato riconosciuto uno dei diritti più importanti: il diritto dell'infanzia al chiasso! La commissione bilancio del Parlamento della città-Stato di Berlino ha varato nuove norme e disposizioni per proteggere il diritto dei più piccoli a vivere liberamente e rumorosamente la loro infanzia. È una piccola rivoluzione nel costume, che però dimostra un grande rispetto verso le esigenze dei più piccoli nell' esprimere la loro vitalità, cosa che per molti adulti è diventata solo rumore e fastidio. Per questo motivo nella maggioranza dei quartieri tedeschi esiste l'espresso divieto di produrre rumori ad alto volume nella "Ruhezeit", ossia il tempo di pausa nel pomeriggio, o dopo una certa ora la sera. E innumerevoli sono da sempre le denunce di vicini infastiditi dal chiasso dei bambini. Ma, almeno lì, finalmente questi limiti possono essere sforati!

L'ITALIA NON TUTELA L'INFANZIA
Qui in Italia le cose vanno decisamente peggio, visto che leggi, ordinanze e divieti al chiasso infantile fioccano in tutte le parti d'Italia. Il gioco in cortile è al terzo posto nella classifica delle liti condominiali: non è più semplice piazzare i più piccoli davanti alla tivù o al computer reprimendo qualsiasi loro impulso vitale e creativo?
Purtroppo i bambini devono fare i conti con una società di “morti viventi”che non sopporta niente di vivo! E, visto che i bambini sono l'essenza della vita, fanno paura a chi ha perso quest'energia e così i più piccoli diventano vittime della rabbia e dell'intolleranza dei più grandi.
 



1 BAMBINO SU 6 NON PARLA A 2 ANNI
Questo purtroppo è il risultato di un'indagine realizzata da YouGov per la BBC inglese: a 18 mesi un bambino inglese su 4 non è ancora in grado di pronunciare quelle 20 parole che gli standard individuali hanno individuato come “soglia minima”. É vero che stiamo parlando di bambini e non di macchine, e ciascuno ha i suoi tempi. Ma l'aspetto inquietante della faccenda è che questo ritardo veda una possibile causa anche nell'eccessiva esposizione alla televisione o al computer: sono strumenti che coinvolgono il bambino in una partecipazione passiva senza reali stimoli alla sua espressione. Questa notizia è bene leggerla anche qui in Italia dove si cerca di anestetizzare la vitalità dei bambini invece di sostenerla.

 


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