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L’amore non è in vendita

Il punto di vista di una commessa domenicale

Sab 01 Mag 2010 | di Lettrice anonima | Io Giornalista

Questa lettrice preferisce rimanere anonima perché:
"...stiamo vivendo un momento difficile nell'ambito lavorativo: hanno minacciato di licenziarci tutti se non sottostiamo alle loro  imposizioni... e tutti noi, con un mutuo da pagare, abbiamo accettato..."

Diritto al lavoro. Che cos’è… cosa significa? Il diritto che tutte le persone hanno per poter vivere, mangiare e avere un tetto sulla testa, un diritto che, mai come ora, nella nostra generazione (quella che non ha passato la guerra) abbiamo visto vacillare in maniera così tangibile e a volte crudele, che crea l’incertezza sul domani che non è poi così lontano. Poi esiste il dovere e non stiamo parlando dei regolamenti aziendali o delle leggi regolate dallo Stato, ma di quelle leggi spesso dettate dalla coscienza e talvolta dai limiti non chiari dove ognuno di noi inserisce la propria cultura, personalità ed educazione e che definiscono quanto è la misura del suo impegno lavorativo, quante volte dire “sì”. è la stessa legge che dice di non rubare al proprio datore di lavoro il tempo o di non svolgere la mansione con svogliatezza “tanto a fine mese prendo lo stesso lo stipendio”. Ma, quando la tua coscienza è a posto, hai fatto il possibile, hai dato sempre il 100%, hai detto sì anche più di quello che avresti voluto… cosa ti rimane? Sì, forse la soddisfazione, ma anche la consapevolezza che spesso rappresentiamo un numero sulla produttività, su un foglio di carta e non una persona. Facciamo un passo indietro. Sin dall’antichità il lavoro si è reso necessario per la sopravvivenza, poi per il necessario e ora anche per il di più. Proprio questo ha creato un pericoloso meccanismo: le aperture domenicali dei negozi! Ma dov’è finita la bellezza delle gite domenicali o della domenica in famiglia che serviva e tutt’ora dovrebbe servire a rinsaldare i vincoli familiari? La domenica di ora cos’è? Un ritrovarsi spesso nella calca con persone, coppie, famiglie che a volte neppure si guardano o si parlano perché impegnati nell’osservare le vetrine piene di oggetti, qualcuno utile e molti altri inutili, ma di cui sembra che proprio non possiamo fare a meno. Così, tutte le domeniche, girano e rigirano in cerca di centri commerciali e negozi aperti dove compreranno anche più di quello che potranno permettersi, e forse finire anche con l’indebitarsi... Tutto questo ovviamente non sfugge all’occhio attento degli squali del commercio che hanno reso sempre più efficiente questo meccanismo ormai impossibile da interrompere. Qualcuno potrebbe pensare: “così gira l’economia, così si creano posti di lavoro”. Ma è veramente così? A questo punto arriviamo ad un’altra importante questione: le persone nella vita reale, di fronte al bivio, tra la famiglia e il lavoro non riescono a scegliere. La sera, quando arrivano a casa alle nove, moglie e marito hanno poco tempo per parlare. Quando l’indomani la sveglia suona impietosa, ad annunciare una giornata pesante, non pensi proprio di parlare dei problemi o delle difficoltà o delle cose belle o solo dei sentimenti. Ed ora non rimane neanche più la domenica! Per non parlare poi dei figli: il bimbo piccolo è già a letto o quasi, quello grande ha già mangiato e forse fatto i compiti con qualcun altro che non sei tu… Ma come andrà veramente a scuola? Quali difficoltà attraverserà? Ci vuole tempo per capirlo, non basta mezz’ora, soprattutto quando lo trovi la sera davanti alla playstation o a Facebook. E i genitori? Per chi ce l’ha accanto e non stanno bene o per chi ce l’ha lontani. E gli amici? L’amicizia è un sentimento bellissimo, ma va coltivata e ci vuole tempo… manca sempre... peccato che non sia in vendita…


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