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Le energie personali e la famiglia

Comunemente si crede che la persona provenga dallo spermatozoo del padre e dall’ovulo della madre...

Sab 01 Mag 2010 | di P. Angelo Benolli | Attualità

Comunemente si crede che la persona provenga dallo spermatozoo del padre e dall’ovulo della madre. Mentre la scienza biologica parla di una “forza epigenica” (fuori dai geni) senza la quale lo sviluppo di nessun organismo potrebbe esistere1 e la Scrittura dice che Dio ci ha generato “prima che il mondo fosse”2. L’energia personale viene direttamente dalla forza epigenica, che è una forza potente, sapiente, ricca d’amore, che tutto crea, rispetta e che attende continuamente la risposta della creatura. Tutto promana ed è sostenuto continuamente da questa forza che non è umana, che non proviene da forze antecedentemente create.

Questa energia, completamente superiore a tutte le energie degli uomini e del creato, è l’energia sapiente e onnipresente di Dio. Dio però, che è Padre per eccellenza, mai travolge l’energia personale, mai si sostituisce all’energia personale.

Lui sa bene che essa è unica, irripetibile, che mai può essere sottomessa a qualcuno o a qualcosa, pena il suo disfacimento, la sua riduzione, la sua falsità, il suo annullamento. L’energia personale è nella forza epigenica. L’energia personale, quindi, è naturalmente inserita nella forza e nella Grazia di Dio e proviene da esse. Per questa sua provenienza, l’energia personale, anche se è distinta da Dio, cresce solo nel rispetto e nello scambio naturale che Lui le ha dato. Per questo la Scrittura ci dice che Dio è Amore e chi sta nell’amore permane in Dio e Dio in Lui3.

Tutte le grandi persone della Storia, da Abramo, Maria, Gesù, San Francesco, fino ai santi del nostro tempo, come la beata Sr. Teresa di Calcutta, sono ricche di energia personale e scelgono e rimangono prima di tutto nell’energia di Dio. Come la Sacra Scrittura ci dice e le grandi personalità ci testimoniano, noi siamo, solo se siamo concreatori, corredentori e co-santificatori con Lui.

Da tutto ciò si può constatare che le energie personali sono prima della madre e del padre. Non dipendono dalla coscienza o dalla cultura degli uomini. Ancor più non dipendono dalla mente o dalla volontà.

La scienza neurologica rivela che almeno il 90% delle energie personali è contenuto nel sistema nervoso neurovegetativo (autonomo) e in gran parte della corteccia cerebrale che agiscono a livello inconscio. Il conscio, che ha la funzione di scoprire e servire queste forze inconsce, corrisponde solo al 10% o meno e risente delle influenze derivanti dal sistema neurovegetativo4.

Queste forze inconsce, quali la libido per ben amare e l’aggressività per ben lavorare, si sviluppano solo nel tempo e nel modo caratteristico del loro ordine che è tipicamente personale e direttamente proveniente da Dio, ma anche naturalmente sempre bisognoso di risposte di rispetto e d’amore dalle persone e dall’ambiente in cui si vive. Quindi vi è l’amore di Dio che tutto crea e che è il conscio dell’inconscio.

Ogni persona, però, per non essere disturbata nella sua identità di maschio o di femmina, ha anche bisogno di persone che abbiano l’identità autentica di maschi e femmine e che vivano i contenuti dell’immagine e somiglianza di Dio. In proporzione a quanto questo bisogno non viene soddisfatto, si può capire quanto l’energia personale del bambino, dell’adolescente, della coppia e della famiglia soffra.

Quando manca quest’insieme di energie personali di risposta, di alleanza con Dio e di risposte umane d’amore, in proporzione, tutto si falsifica e si ammala; si strutturano tutte le sofferenze, le depressioni, le paranoie, i meccanismi di difesa, le proiezioni, le sottomissioni, le violenze, le deviazioni sessuali, gli odi, le separazioni e le malattie psico-somatiche, oggi così pesantemente presenti.

Nel 2004, nel nostro occidente, siamo arrivati a 340 milioni di depressi (nel 2001 erano 121 milioni)5.

I segni della sofferenza spirituale, personale e relazionale tipica dell’occidente si colgono anche in altri fenomeni. Pensiamo alla denatalità e all’invecchiamento della popolazione. L’Italia, ad esempio, è divenuta il paese con l’indice di vecchiaia più alto al mondo, la popolazione più anziana dell’Unione europea e il tasso di fecondità tra i più bassi in assoluto6. Anche la famiglia è in crisi: come ho detto, fallisce il 40% dei matrimoni.

E’ necessario pertanto cambiare strada, farsi un serio esame di coscienza, ribellarsi decisamente a tutto ciò che compie tanto massacro di vita, ma per fare questo è necessaria molta onestà, molta personalità, molta luce, molta fede. Non è possibile lasciare impunemente il rapporto con Dio e il rapporto con la propria natura e poi pretendere di essere liberi, veri, forti, sani, gioiosi e fecondi nell’amore.

Quanta sofferenza scaturisce da una così grande falsità di vita! Tali errori, poi, si trasmettono di generazione in generazione, si creano così tradizioni di vita sempre parziali ed intrinsecamente erronee, false, malate e violente contro sé e contro gli altri. Non si può più chiudere gli occhi, essere superficiali e rimandare il tutto ad altri o al domani. Ognuno di noi è una persona che vive quando ha tutte le energie personali della vita. Quando si riducono le energie della vita, la vita è sofferente, insulsa, gretta, ammalata, impotente e falsa non solo personalmente, ma anche da un punto di vista relazionale. Ognuno proietta sull’altro quello che è, non quello che dice o vorrebbe.

E’ tempo di riscattarsi da tanti materialismi, legalismi e falsi sentimentalismi che massacrano la dignità delle energie personali e, di conseguenza, ancor più massacrano le energie interpersonali.

E’ tempo di cogliere e sperimentare la propria dignità che è come è, non come “io penso” o “altri dicono”. E’ tempo di permanere, come Cristo, con la persona ben radicata in Dio, per non perdere la propria dignità ed essere autenticamente capaci di non subire, di non colpire, ma di guarire le debolezze altrui.

E’ troppo tempo che si è lontani da se stessi perché si è lontani dalla forza innata di Dio e quindi dalla capacità di amare autenticamente gli altri. Con basi come queste, c’è da meravigliarsi se le relazioni familiari non reggono?



1 La cultura scientifica dominante è fortemente impregnata di “materialismo” e “riduzionismo”, ed arriva al punto di considerare gli esseri viventi come dei semplici assemblaggi di parti che possono essere studiate in modo sconnesso dall’insieme. La biologia, in modo particolare, è spesso impostata secondo la mentalità del “determinismo genetico”, secondo cui tutto ciò che sono gli organismi viventi, compreso l’uomo, non è altro che il prodotto dei loro geni. Eppure da sempre (e sempre più ricerche e scoperte attuali lo mettono in evidenza) gli scienziati sanno che esistono delle forze oltre i geni, epigeniche per l’appunto, che sono responsabili ad esempio dello sviluppo di un organismo a partire dalla prima cellula fecondata (vedi ad esempio Tuchmann-Duplessis, 1971, Embriologia umana, UTET, P. 96; Balinski B.I., 1981, An Introduction to Embriology, Holt-Saunders International Editions, p. 7-12). Diversi scienziati denunciano le carenze di un’impostazione scientifica corrente che deve essere messa in crisi ed arrivare a riconoscere l’importanza fondamentale di queste forze epigeniche e dinamiche (vedi ad esempio: Strohman C. Richard, 2001, Toward a new paradigm for life beyond genetic determinism, www.psrast.org/strohmnewgen.htm oppure, sempre dello stesso autore, “Toward an epigenetic biology and medicine”, 1996, Perspectives, vol. 1 (2), disponibile on-line all’indirizzo http://www.mentalhelp.net/poc/view_doc.php?type=doc&id=273&cn=0&cl; vedi anche Vines, G, 1998, Hidden inheritance, New Scientist, 160 (2162): 26, disponibile nell’archivio on line www.newscientist.com

2 Cfr. Gv 17, 5; Sal 139, 16; Sal 90, 2; Sir 23, 20; Ger 1, 5

3 Cfr. 1Gv 4, 16

4 Il sistema nervoso umano è costituito da un numero enorme di cellule nervose, chiamate neuroni. Si calcola che vi siano circa 100 miliardi di neuroni nell’uomo, localizzati principalmente nei vari strati del cervello e nel midollo spinale (ma non solo). Alcuni studi riferiscono che il 60% dei neuroni si trovi nella corteccia cerebrale ed il 90% di questa sia composta dalla “neocorteccia”. Ma solo una piccola parte della neocorteccia, situata nel lobo prefrontale ed in una porzione dei lobi occipitale e temporale è preposta all’attività cosciente. Assumendo una distribuzione uniforme di neuroni nella neocorteccia, si può dedurre che solo circa 10 miliardi di neuroni siano coinvolti nelle funzioni intellettive. Tutto il resto dei neuroni (cioè circa il 90%) è preposto alle funzioni vegetative ed alle loro associazioni, che sono tutte le funzioni vitali e che non sono sotto il controllo della volontà. La “centralina” del sistema neurovegetativo è l’ipotalamo, che raccoglie le esperienze del sistema neurovegetativo e le “invia”, tramite il sistema limbico che è la sede delle emozioni inconsce, alla neocorteccia, in cui, tra le altre cose, si trova la sede della ragione e dei pensieri razionali. Pertanto, la salute della mente dipende dalla salute delle esperienze inconsce. Inoltre, più recentemente, è stato meglio chiarita anche la funzione del sistema nervoso gastroenterico, anch’esso completamente inconscio e definito come un “secondo cervello” in quanto, con la sua rete di 100 milioni di neuroni, registra tutte le esperienze di vita, le gestisce autonomamente e condiziona il sistema cosciente. Il contrario non avviene. Queste considerazioni ci dovrebbero far molto riflettere e portarci a rivedere seriamente i presupposti su cui si basa la nostra cultura scientifica attuale, basata sulla centralità della “mente”, che nella realtà rappresenta al massimo il 10% delle energie della persona e risente dei condizionamenti dell’inconscio, che invece rappresenta oltre il 90% delle energie

5 Dati OMS

6 Rapporto annuale Istat 2003

 


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