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Dove l’oro nasce

Nelle miniere del Sudafrica a 2,5 km di profondità con più di 40°

Gio 01 Lug 2010 | di Roberta Giaconi | Mondo
Foto di 7

Siamo a Welkom, nel Free State (Sudafrica), sopra una delle tante miniere del paese.
«Le donne che amano i gioielli dovrebbero venire qui a vedere come è fatta una miniera d’oro. Capirebbero di più il valore di quello che indossano».
A parlare è James, il responsabile alla sicurezza di una delle grandi società minerarie che lavorano in questa zona. È un sudafricano bianco, un afrikaner, lavora in queste miniere da oltre 20 anni.
Ci mostra l’impianto e ci spiega il funzionamento. Sotto di noi, ci dice, c’è un paese sotterraneo, fatto di cunicoli e gallerie. Da qui ogni anno vengono tirate fuori tonnellate di roccia, per ricavarne al massimo una tonnellata d’oro.
«Quando lo tiri fuori, l’oro non è come siamo abituati a vederlo. Prima deve passare attraverso un processo di raffinazione all’interno di impianti con apparati di sicurezza imponenti, corridoi lunghissimi, controlli costanti».
Una torre di trivellazione - una delle tante che modellano il paesaggio di Welkom - spicca sopra di noi: all’interno c’è un ascensore che porta gli oltre 3.000 minatori della società a 2,5 kilometri di profondità. Poco lontano vediamo una delle tante montagne artificiali che sono nate in queste zone. Cumuli di “spazzatura”, come la chiamano in gergo, o meglio di roccia senza oro. Molte di esse con il tempo, dopo la chiusura delle miniere, sono state asciugate dal sole battente, assumendo un riflesso dorato e la forma di un lingotto. «Non possiamo portare nessuno nella miniera, il calore è fortissimo, sopra i 40 gradi. Ogni minatore prima di scendere sottoterra affronta delle prove di simulazione a terra per vedere se è capace di resistere - ci spiega il manager -. Finora nessuna donna ce l’ha fatta».Prima di essere colpito dalla crisi economica, il Sudafrica era il primo produttore di oro al mondo. Nel 2009 è stato superato da Cina, Australia e Stati Uniti, ma la sua ricchezza mineraria resta fuori discussione. Il 35% dell’oro sulla terra si nasconde nel terreno di questo paese, così come il 55,7% del platino, l’80% della manganese, il 68,3% del cromo.
«C’è ancora molto oro qui sotto, questo è sicuro. Tutto dipende da quanto siamo disposti a scavare», precisa il manager.
Le miniere sono un mondo a parte, chiuso all’esterno. All’interno si parla un linguaggio che altrove non esiste. Si chiama fanagalò ed è una commistione di Afrikaans e Zulu, con un pizzico di inglese. La grammatica è semplice, le parole limitate. Chi lo parla lo accompagna con un’accentuata gestualità per permettere a tutti di capire.
«Il fanagalò è la lingua delle miniere, ma adesso il governo non vuole più che si parli. Sostiene che non sia giusto che un minatore sia costretto a imparare una lingua che gli serve soltanto sul posto di lavoro», spiega il manager.
Lo sviluppo e i problemi del Sudafrica hanno trovato qui una delle prime e controverse cause.
Quando nel 1886 George Harrison e George Walker scoprirono l’esistenza dell’oro nel terreno di Johannesburg, i cercatori di oro si misero in viaggio per raggiungere la zona. In poco tempo il loro numero superò le 100.000 unità, la mescolanza tra le razze era la normalità, nel tentativo di arrestare i matrimoni misti vennero promulgate alcune delle regole che più di cinquanta anni dopo sarebbero diventate distintive del regime della segregazione razziale sudafricana.
Oggi, anche a causa dell’aumento del prezzo dell’oro, passato da circa 600 euro l’oncia di inizio 2009 agli attuali 950 euro, nelle miniere si sta intensificando un’attività parallela.
Minatori non autorizzati corrompono le persone che azionano l’ascensore e riescono a scendere nella miniera. Restano sottoterra anche per 18 mesi e, quando escono alla fine, la loro pelle nera è pallida, per non aver visto il sole per troppo tempo.
In un certo senso fanno concorrenza alle stesse società minerarie.
«Tolgono dalle rocce la fascia sottile che contiene l’oro. Hanno tutto il tempo per scavare soltanto la parte di valore e, quando andiamo noi a scavare nello stesso punto, lavoriamo per niente», dice il manager.
Tutti sanno dei minatori illegali, gli impiegati della società rivendono loro cibo e acqua a dieci volte il prezzo. Per una società però è impossibile contrastarli. I minatori hanno in mente l’intera mappa dei cunicoli sotterranei, una città calda e buia di anfratti e tunnel, un labirinto enorme dove un uomo può vivere un’intera vita senza essere mai trovato.
«È anche pericoloso. Qualche tempo fa abbiamo trovato i corpi di 85 minatori illegali morti nella miniera. Inoltre, quando li trovi sottoterra, possono diventare violenti. Loro difendono quello che pensano sia giusto, noi pensiamo agli interessi della società».
Anche senza attività illegali il lavoro in miniera è particolamente rischioso, specialmente in Sudafrica. Nel 2009 nelle miniere del paese sono morti 165 minatori, poco meno dei 171 del 2008. Molti vengono dai paesi confinanti: Lesotho, Botswana, Mozambico. Durante l’anno vivono in sistemazioni vicine alle miniere, messe a disposizione dalle società. Ogni anno hanno un mese e mezzo di licenza per tornare a casa. La paga minima è di 4.000 rand al mese, circa 400 euro.
«Le miniere si prendono cura dei loro impiegati. Molti vengono dal Sudafrica e dai paesi vicini. Il livello di educazione è molto limitato, le condizioni sono difficili, ma ricche di sfide».
Nonostante l’alta concentrazione di oro in queste terre e l’aumento del prezzo sui mercati, spesso l’attività di estrazione non è conveniente. «L’oro c’è e ci sarà. Molto dipenderà tuttavia da quanto possiamo spendere per estrarlo. Ci sono molte torri di trivellazione qui intorno, ma a un certo punto non è più produttivo usarle. A volte tirare fuori l’oro è molto difficile e costoso, a volte è proibitivo a causa del calore e della profondità», ci spiega il manager.
Per non parlare della situazione geopolitica del paese, di infrastrutture che nel tempo si stanno deteriorando a causa di un’inadeguata manutenzione, dell’elettricità fornita dalla società statale Eskom che continua a saltare.
James sospira.
«Vorrei che mia moglie vedesse come è una miniera. Fino a quando non la vedi, non puoi capire il reale valore dell’oro».


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